Veg* is the new Testimone di Geova?

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Nel mondo sono sempre di più le persone che cambiano la propria alimentazione, virando verso scelte vegetariane, vegane o semplicemente più eco-compatibili, oltre che coscienza-compatibili (le ultime stime Eurispes parlano di 1600 al giorno!).

Internet ha sicuramente un ruolo importante nella faccenda, un aforisma di Tolstoj recita: “Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani” e, in gran parte, è vero.

Ma non dimentichiamo che al tempo di Tolstoj, come di Leonardo Da Vinci e altri personaggi storici vegetariani, internet non esisteva e tutto si basava soltanto sulla sensibilità personale.

Fare una scelta del genere a quei tempi, quando non era di moda, era ancora più difficile.

Mi viene anche male, quindi, lamentarmi di quando oltre 15 anni fa, quando io ho smesso di mangiare carne, venivo vista come una specie di alieno sceso in terra, un alieno “erbivoro” più che vegetariano. Andare a mangiare da un’amica e trovarmi davanti un’insalatina era la norma. Ma torniamo a noi.

Ai tempi di Da Vinci, però c’è da dire, non esistevano nemmeno gli allevamenti intensivi in cui oggi sono rinchiusi gli animali, vivendo come se fossero macchine attaccate alla corrente con il tasto ON perennemente acceso. Una barbarie.

Degenerazioni che diventano legali che di umano hanno molto poco.

I maltrattamenti degli animali sono aumentati, esistono video di pulcini maschi (inefficienti a deporre uova) tritati vivi, agnelli sgozzati a sangue freddo, mucche prese a calci, becchi di galline tranciati per evitare litigi nei pollai e quant’altro.

Sebbene quello che gira in rete sia sempre da verificare e non tutto quello che viene proposto in una certa “salsa” sia vero al 100% (spesso filmati di maltrattamenti non provengono da allevamenti intensivi, ad esempio, ma vengono etichettati come tali e viralizzati, e questo succede in moltissimi altri ambiti), è facile immaginare che chi faccia questo mestiere non abbia una empatia condivisa con questi animali, per cui è plausibile che li tratti in una certa maniera.

La questione però che ne nasce è piuttosto complicata perchè non tutti quelli che abbracciano una dieta veg* lo fanno per etica; sono in tanti, anche personaggi famosi (vedi Di Caprio), a fare questa scelta per salute.

Dopo le dichiarazioni controverse dell’OMS sulla carne rossa, i dibattiti sull’OGM e gli ormoni e gli antibiotici somministrati agli animali d’allevamento, dopo l’apertura al pubblico di tutte le fasce dei macelli attraverso le videocamere, non è stata solo la coscienza di moltissimi a vacillare, ma ha preso piede anche la sensazione che ci si stesse nutrendo con alimenti contaminati o nocivi.

Tutto questo ha portato l’umanità a sfrangiarsi in una serie di scelte alimentari differenti che oggi, però, rischiano di diventare un teatro del tragi-comico.
La questione è che sono tutti alla ricerca della coerenza. Per i vegani un vegetariano è incoerente, perchè mangia il caglio, anche se magari le loro coerenze poi hanno falle in altri ambiti (ci sono vegani che lavorano la pelle, altri che promuovono adozioni assolutamente improbabili per animali da compagnia e quant’altro); ma il vegano è visto allo stesso modo da un fruttariano, e così via; la spirale delle sfumature contiene moltissimi diverbi che spesso si accendono a tavola o nelle conversazioni online. Gli unici a sembrare coerenti, spesso, “rischiano” di essere proprio gli onnivori, che non facendo scelte alimentari drastiche ricevono più clemenza nel momento in cui si dimostrano “diversamente sensibili”. Come se da loro non ci si possa aspettar nulla. Ma quando si preoccupano dell’ambiente attraverso accorgimenti meno drastici questo tipo di scelte viene condannato ugualmente (della serie “che vuol dire che mangi poca carne? Quando il maiale muore mica muore un poco?” e roba così).

La veemenza con cui molti veg* si propongono agli altri viene avvertita come intrusiva e fastidiosa, come fossero nuovi Testimoni di Geova che bussano ai campanelli di casa, convinti di possedere la verità assoluta.

In realtà la coerenza al 100% non esiste, per niente e nessuno, ognuno fa quello che sente; d’altro canto anche la coltivazione dei vegetali è contaminata, per cui non sta in piedi nemmeno l’aspetto salutista.

Nessuno ha la percezione totale di quello che accade intorno, magari il fruttivendolo a cui un veg* si affida picchia la moglie o violenta le sue capre.

Il fanatismo è la radice di moltissimi diverbi inutili. Talvolta persino dannosi.

E basta guardare il fanatismo e il fondamentalismo religioso a cosa portano per farsi un’idea.

Anzi, da qualche parte ho letto addirittura che, viste le premesse attuali, questo tipo di alimentazione, quando suffragato da un certo modus operandi, dovrebbe essere etichettato proprio come un nuovo culto religioso perchè ne ha tutte le caratteristiche.

Sinceramente ho avuto anche io le mie fasi “fondamentaliste” ai tempi dell’adolescenza, ma poi ho capito che la diversità è la chiave di lettura del mondo. Non può esistere nessuna omologazione totale dell’umanità perchè siamo tutti diversi e multisfaccettati. D’altro canto la dialettica esiste solo come risultato delle differenze. Senza differenze non c’è dialettica e senza dialettica c’è il piattume.

Fermo restando che, ovviamente, non sponsorizzo nè l’uccisione degli animali nè, soprattutto, gli allevamenti intensivi e le barbarie di cui si sta macchiando l’essere (dis)umano, credo che ognuno di noi dovrebbe fare uno sforzo per sentirsi parte integrante di una totalità fatta di differenze.

Non tollero nè i veg* rompicoglioni nè gli haters dei veg* che postano in giro sui social network roba volutamente offensiva o provocatoria o si comportano in maniera antipatica direttamente “live”.

Di certo il consumo e la richiesta di carne è eccessivo e di certo le condizioni di vita di queste povere bestie andrebbero riviste.

E’ il sistema che è malato e orribile da dover accettare. E questo in tutti i campi, non solo quello che riguarda gli animali. Persino le persone oramai vengono trattate e considerate come numeri. Il consumismo che è alla base delle nostre vite, dal singolo cittadino al più importante capo d’azienda multinazionale, ha fatto sparire una serie di meccanismi sani e, soprattutto, l’umanità stessa dalla razza umana.

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The Wall

Insomma, a quanto pare io sarei una che manda affanculo la gente in poco e niente.

Statisticamente ci siamo, effettivamente, ma non nei tempi.

Con certa gente mi sono meravigliata io stessa della quantità abominevole (e abominevole è il termine giusto) di pazienza che ho avuto, prima di esplodere.

Ora sono talmente esausta che mando a fanculo in tempi più brevi, direi quasi miseri, ma è la lunga via alla ricerca del punto medio e dell’equilibrio che è fatta di estremi 🙂

La mia fortuna è che ho qualcuno che mi segue in questo percorso. Altrimenti a furia di dare per scontato che fosse giusto ascoltare le giustificazioni delle azioni altrui, anche quando questi mi dilaniavano o si comportavano obiettivamente di merda, avrei continuato a dimenticare me stessa.

E così gli altri si dimenticavano di me, almeno alcuni, e in alcuni momenti, ed io stessa avrei finito per dimenticare me. E chi ci avrebbe poi pensato a me?

Mi sono ritrovata in situazioni simili, o che perlomeno mi risultavano simili: persone che hanno bisogno di aiuto ma piuttosto che chiederlo lo rifiutano; persone che fingono di non capire quando parli, di non cogliere, e persone che proprio non colgono un cazzo. Muri.

Ho impiegato, per non dire sprecato, anni, e anni, e decenni e parti di fegato immense per cercare di far capire a chi aveva bisogno di aiuto che era il caso di chiederlo, e quando non ci sono riuscita ho tentato di imporlo, ma non ci sono riuscita, ovviamente.

Ho cercato di far sgamare gli gnorri, e di far capire a chi non aveva gli strumenti per capire.

Ho impiegato forze, lacrime, sorrisi, urla, sussurri e tutto il tempo che potevo per queste cose, ma mi sono resa conto che sbagliavo l’approccio.

La mia mente matematica doveva farmi capire che, a dispetto di quello che si pensa, non tutti i problemi hanno una soluzione.

E ho dovuto imparare a lasciar perdere.

Ho imparato così a non sprecare più troppo tempo e troppe parole, a dosare le mie energie e salvaguardarne anche qualcuna per me stessa, e il lavoro continua ancora. Ma è già tutto molto diverso.

Non che sia diventata un robot, ovviamente ogni scelta implica delle conquiste e delle rinunce, anche dolorose, ma l’importante è che sulla bilancia ci sia equilibrio, e un buon risultato finale.

“Eh ma X ha fatto così perchè…”

“Eh ma Y ha detto così perchè…”

Anche Charles Manson sono sicura avrà avuto i suoi buoni motivi per fare quello che ha fatto, ma il risultato qual’è?

Ho imparato a smettere di incastrarmi con la testa in buchi sempre più piccoli, e a divincolarmi fin quando ancora posso e la testa può ancora uscire.

Forse è una strategia che, come controindicazione, può farmi perdere presto le speranze e condizionare in parte il mio futuro anche in quei pochi, rari casi, che fanno l’eccezione, ma in fin dei conti, ad essere fatalisti, io credo che le cose poi vadano come devono andare, e che NIENTE può giustificare un’azione scorretta o poco piacevole, TUTTI possiamo sbagliare ma TUTTI abbiamo anche una coscienza che può farci capire che abbiamo sbagliato e può metterci in condizione di riparare.

QUASI sempre. Dico quasi perchè per esempio chi fa i morti, come Charles Manson, a’ voglia a chiedere scusa, ma non potrà più far resuscitare nessuno.

33

Il mio compleanno mi sembra una buona scusa per tornare a scrivere qualcosa.

Da circa 2 ore e venti ormai, ho 33 anni, e sono mesi che non scrivo su questo foglio elettronico che per anni è stato il mio rifugio (a volte anche segreto, ora non più tanto 🙂 ) e più che strano mi sembra addirittura quasi ovvio perchè sono successe un sacco di cose in questi mesi, e la vita mi si è continuamente rivoluzionata e accappottata sotto i piedi prima che iniziassi a capirci qualcosa.

Comincio questo compleanno con un filo di mal di testa, e forse è normale, 33 so’ l’ann e’ Cristo, e lui aveva la corona di spine, quindi ce po’ stà 🙂

Erano settimane, forse un mesetto che avevo sta smania di tornare a scrivere e avevo anche tante cose da dire, ma poi vinceva sempre la parte di me che diceva “non scriverci più là sopra”, e così mi sono trattenuta… poi mi sono resa conto che scrivevo altrove fiumi di cose che probabilmente nessuno manco leggeva, e così ho ceduto, e la scusa è stata proprio questa, da oggi ho un anno in più 🙂

Chissà perchè un anno, a livello temporale, per me contiene molte più cose di quelle che riterrei “entrabili” in un anno,ma non lo dico per lamentarmi, in un certo senso ne sono fiera.

Sono contenta della mia vita frenetica, certo a volte mi piacerebbe farmi un viaggetto, rilassarmi un po’, avere un po’ di tempo da “perdere”, ma poi mi ricordo di chi sono, di come la penso, di come vivo, e a me il tempo “perso” o impiegato per “far niente” non mi è mai piaciuto 😀
Quindi le mie sono lamentele sterili e senza senso se ci penso 3 minuti in più 🙂

 

Mi porto fortunatamente giovane e “piccerella”, dentro e fuori, ma sto cominciando a fare i conti col fatto che i ragazzini adolescenti quando mi vedono al supermercato e mi devono chiedere qualcosa mi danno del “lei” o del “voi”… ‘na vera tragedia :/

Sto anche cominciando a rendermi conto che quando qualcuno ti dice “Azz 33 anni? Non si vede proprio non l’avrei mai detto!!!“, anche se sembra un complimento velato, in realtà è interpretabile anche come “Azz sei anziana ma non sembra” 😛

Ho passato anni e anni quand’ero piccola ad aspettare di essere “grande”, ed ora che sono qui da un lato ne sono fiera, contenta, e non tornerei indietro per tanti motivi, ma dall’altro se potessi dire: “Ok, massimo un paio d’anni e poi basta così grazie”, probabilmente lo farei!

Non mi spaventa la vecchiaia, non mi spaventa la mezza età nè mi spaventa la morte in realtà, non ci è dato di sapere nessuna di queste cose come sarà prima del tempo in cui le vivremo e sapremo esattamente come saranno, più che altro mi sono resa conto in questi ultimi anni più che mai che per quanto alcuni periodi possano essere fantastici o tragici,  il tempo passa, e passa in fretta, e tante cose vanno fatte e tante decisioni vanno prese, tante responsabilità continuate a portare avanti, e ci sono tante domande che cercano risposta, alcune  le ho dentro, ma non le tiro fuori, altre so che le ho dentro ma non so nemmeno io perchè non le tiro fuori e le guardo in faccia per “capirle”,forse “affrontarle”, rimangono dei misteri, come non esistessero certe risposte, o diciamo come se le risposte cambiassero a seconda dei periodi.

In 4 anni ho passato i 4 compleanni in 4 case diverse 🙂

Ogni trasloco è stato un esodo, in ogni esodo ho lasciato qualcosa di vecchio e investito sul nuovo, molte cose le ho lasciate indietro e molte altre invece me le sono portate appresso.

In fondo, la casa non è altro che la punessa che indica il posto dove tu vuoi passare del tempo con chi vuoi bene, svegliarti, addormentarti, scherzare, ridere, litigare, dove vuoi fare le pulizie o dove sai che dopo lavoro tornerai. Dove sono tutte le tue cose e dove sai che tutto quello che ti serve è a portata di mano. Cambiare casa non è altro che spostare tutte le tue cose, tutto il resto è dentro, e quando è dentro è anche fuori, e ti segue, e sta con te.

La linea che separa il giusto dallo sbagliato, l’accettabile dall’inaccettabile, molte volte ho dovuto tagliarla, sminuzzarla, persino ingoiarla, al massimo lamentandomi un po’ o facendo qualche scenata, ma senza mai fare in realtà quello che  “la me” di qualche tempo fa avrebbe fatto, per una serie di motivi che sarebbe impossibile elencare tutti, ma è andata proprio così.

In fondo, se c’è una cosa che ho imparato, è che mostrare con l’esempio di essere migliori di chi fa appositamente o consapevolmente del male o qualcosa di sbagliato, è la lezione migliore (per noi, e peggiore per loro) che possiamo dare.

Ed è forse solo l’unico modo in cui possiamo insegnare o ispirare qualcosa di buono agli altri, tutto il resto è un motore che da un seme negativo continua a spargere negatività, è difficile metabolizzare una cosa del genere o frenare gli impulsi vendicativi o in negativo che ci assalgono, ma è una grande lezione per noi stessi e per gli altri.

Ovviamente se parliamo di persone con una coscienza e con un minimo di senso critico verso se stessi (che verso gli altri so’ tutti bravi ad avercelo).

Altrimenti negli altri casi, buono o cattivo esempio che si dia, è uguale, il risultato è sempre un contraccambio in merda 🙂

Da Gennaio è tutto nuovo. Forse Gennaio rappresenta veramente l’inizio di un “annata” nuova. Temporalmente e in tutto il resto visto che anche a Gennaio 2012 tutto per me è cambiato e diventato nuovo… In meglio, dopo anni di traversie, all’epoca, e in meglio spero anche questa volta.

C’è un miscuglio dentro di me di cose che sto ancora assorbendo, capendo, buttando fuori, alcune rimarranno sempre buie, altre riesco a distinguerle finalmente e a vederle disegnate nei loro contorni e illuminate anche da un po’ di luce.

A volte, sembra strano dirlo, e forse nessuno può capirmi, sono contenta di aver avuto torto su qualcosa, altre volte invece, sono affranta e delusa dall’aver avuto ragione.

E’ tutta una bilancia, e l’umore delle tue giornate dipende da cosa succede e da dove la bilancia pende… e le tue decisioni non sono altro che la somma algebrica di queste giornate, tra i numeri positivi delle giornate in cui ti rendi conto che hai avuto torto, e rivedi tante cose, e i numeri negativi in cui tragicamente ti rendi conto che avevi ragione, e per qualche ora ti casca il mondo sulle spalle e sfasceresti tutto con una mazza. Anche il tuo cervello.

Diciamo che, come tutti, sono alla ricerca perenne di un equilibrio stabile o perlomeno indifferente, tanto per rifarmi alla fisica adesso:

 

equilibrio stabile instabile indifferente

La figura A rappresenta un equilibrio stabile: comunque il corpo venga spostato, di poco, dalla posizione di equilibrio, tende a ritornarci spontaneamente. La figura B è in equilibrio instabile: se viene messa in questa posizione e poi lasciato, il corpo cadrà all’istante assumendo la posizione di equilibrio che per prima lo “ferma”. La figura C invece è in equilibrio indifferente: comunque si metta, il corpo, rimane fermo e in equilibrio su se stesso.

Forse però, e questa è LA gran cosa, da gennaio abbiamo tutti la possibilità di cercare questo equilibrio con più calma, serenità, soddisfazione e forse anche un po’ più di comprensione, perchè già tanti equilibri si stanno formando, e già tante cose si stanno piano piano risolvendo… 33 anni, che la mia “Passione di Povera Crista” finisca proprio quest’anno?  😀

Buonanotte.

Back (to Black?)

Oggi la tempesta ha deciso di farmi rimanere a casa, e io ci rimango volentieri, non avevo granchè voglia di uscire, andare a lavorare, tornare tardi e oltretutto lasciare i miei bimbi fuori alle intemperie, da soli…

E la mia testa ha cominciato a viaggiare all’incontrario, forse anche perchè la mia vita in certi sensi ha cominciato a viaggiare all’incontrario, e allora ho iniziato un percorso che da qui mi ha portato qui e poi qui, un viaggio tramite pagine scritte da me che dura praticamente un anno intero.

A volte mi sorprendo io stessa di quello che ho scritto, di come sono stata capace di rendere parola quello che era pensiero, e ancora di più di come sono stata capace di rendere azione quello che era pensiero e poi parola…

Le persone mi hanno stimato e voluto bene e questo va bene, ma molto spesso è andato oltre, quando vedono che sei una che ha avuto una vita diciamo “particolare” che ti ha fatto crescere in fretta, quando vedono che alla fine combatti sempre perchè quella è stata l’unica cosa che ti ha “salvato”, molti pensano che sia scontato che sia così sempre, molti mi hanno detto “Dai sei in gamba, hai superato tante cose, hai combattuto per tante cose per tanto tempo, puoi farlo ancora”.

Addirittura hanno dato per scontato la mia affettività, i miei compromessi, le mie battaglie e quando poi qualcuno è stato sonoramente e definitivamente mandato affanculo, ne è rimasto meravigliato. Come se non se l’aspettasse, come se fosse dovuto che si continuasse in un certo modo, che fossero amici, genitori, parenti, relazioni…

Nessuno, e questo è incredibile, pensa alla somma che fa il totale, nessuno si aspetta che si possa perdere la pazienza di avere pazienza, le persone si abituano a quello che vivono per lungo tempo, e ci sta, ma non calcolano che, appunto, la somma fa il totale, e a un certo punto, come mi è successo a novembre 2009, arriva la svolta totale, o il capovolgimento degli eventi, tutto prende nuove forme, nuove concezioni, nuovi status di esistenza, e poi quello che ne viene dopo diventa diciamo “preoccupazione secondaria”, perchè in quel preciso momento è troppo più importante seguire l’onda, e seguirla bene per non accappottarsi, domarla e arrivare sani e salvi alla riva…

Perchè non si può stare in battaglia sempre, non si può stare sempre sulle onde in mezzo al mare, tutti e dico TUTTI sognano la tranquillità della riva arrivati a un certo punto…

Dovremmo sempre guardarci dall’esterno, come guardassimo la vita di qualcun’altro, e distaccarci per capire se ci piace l’immagine di noi stessi, a noi stessi, o no…

Io ancora non lo so come mi vedo,

ancora non lo so quali sono le scuse, quali le giustificazioni che dò a me stessa, quali le verità assolute e quali quelle relative, in realtà è quello su cui lavoro da sempre e su cui devo continuare a lavorare…

In passato guardarmi dall’esterno mi ha fatto stare così male che ho cominciato a sfanculare a destra e sinistra un po’ tutti, ma non in senso cattivo, sono rapporti che poi ho ripreso, ma in altre forme, sicuramente più positive, e anche se per qualche tempo ha fatto male, poi ha fatto bene…

Non lo so, mi distacco, mi guardo da fuori, e cerco la verità…

LaVeritàTiFàmmàleLosò

Riprendere a scrivere,

ma proprio scriverescrivere,

dopo tutto questo tempo aiuta, e quindi scrivo ancora.

Mi rendo conto che ognuno è fatto a modo suo, che il mondo è bello perchè è vario e che non ci sono più le mezze stagioni 🙂

Ma so anche che proprio perchè ognuno di noi la vede e la pensa come vuole, anche io la vedo e la penso come meglio credo…

Ho parlato spesso qua dentro di Verità e Bugie, di cose Vere e False, dell’impatto che ha la Verità sulle persone, delle cose che ho sbagliato, che ho imparato, dei miei cambi di idee e dei miei ri-cambi di idee 🙂

Ma alla fine più passa il tempo e più mi rendo conto che la mia idea rispetto alla Verità è sempre la stessa. O più o meno quella.

I motivi per i quali si mente o si dice la verità sono i più disparati e a volte anche i più dispErati, ma alla fine quello che conta è l’intenzionalità e, soprattutto, il risultato.

E, anche, il risultato che si vuole ottenere.

E poi c’è una variabile che a volte non si calcola, e cioè “chi ho davanti?”.

Molto spesso si cambia idea sul dire la verità o mentire in base a chi si ha davanti.

Non mi alzo a conoscitrice di ogni Verità Assoluta,

e assolutamente non penso che tutti debbano pensarla come me, perchè alla fine ognuno agisce come vuole ed è il frutto di quello che sceglie di scegliere, però una cosa la penso.

Almeno per quanto riguarda me.

In tutti questi anni (31 da quando sono nata) ho sempre sperimentato su me stessa una cosa: quando voglio bene a qualcuno, non riesco a mentire deliberatamente, e su cose importanti, soprattutto su quelle.

Molto spesso quando mi sono ritrovata a dover dire delle cose anche che sapevo essere “spiacevoli” per la persona che mi era di fronte,  a cui tenevo in particolar modo, ho detto la Verità. Anche a mio discapito.

Perchè alla fine penso che:

1) se vuoi veramente bene a una persona ti metti a nudo, e se sei ricambiato continuerai ad essere voluto bene “nella buona e nella cattiva sorte”, nonostante i dissapori che possono nascere. Se non dici la Verità, non saprai mai se ti vuole bene per quello che sa o per quello che Non sa su di te

2) se vuoi bene veramente a una persona il regalo più bello che tu possa fargli è di accettare le conseguenze delle tue azioni, sempre, e di farti voler bene nella tua totalità, e cioè anche nella piena consapevolezza delle cose, incluso il fatto che siamo tutti esseri umani e siamo capaci di errori indefinibili e di debolezze profonde…

3) tutto dipende dall’obiettivo: la Verità certe volte ti crea problemi all’inizio, magari, ma successivamente, anzi subito dopo, è capace di rendere le cose “più peggiori” anche “un po’ migliori” se mi passate la sgrammaticalezza 😀

Molto spesso mentire, o aspettare per dire la Verità su certe cose, è più comodo,  trovarsi scuse e giustificazioni per poterlo fare allieta il peso della nostra coscienza e ci dà un motivo in più per farlo, ma la Verità è anche che la Verità, soprattutto sulle cose veramente importanti, e soprattutto se riguarda altri esseri umani, fallaci e deboli come tutti noi in particolari momenti o situazioni, esce sempre allo scoperto.

E quando esce allo scoperto dopo che è stata coperta risuona ancora più forte, e le conseguenze sono diverse, e spesso devastanti, per chi era stato preparato ad un terreno diverso in merito…

Qua nessuno è Madre Teresa di Calcutta e nessuno detiene lo scettro della Verità Assoluta e della Non-Debolezza e del Non-Errore-Nella-Vita, tutti abbiamo mentito, tutti abbiamo cambiato qualche versione rispetto a qualche evento, spesso è la nostra stessa mente a sussurrarci ricordi diversi magari rispetto al vero andamento delle cose, quando è passato il tempo, e anche il “senno di poi” influisce sicuramente in queste cose…

Ma penso che la Verità sia il regalo più bello che possiamo fare a qualcuno, quando ci viene chiesto qualcosa, anche e soprattutto quando significa “umiliarsi” davanti a qualcuno che si vuole bene, ammettere un errore, o semplicemente mettersi a nudo e prendersi la responsabilità di chi e cosa si è, di  cosa si fa e cosa si dice, perchè è facile volersi bene nella menzogna, la cosa veramente difficile è continuare a volersi bene nella Verità……

E quando accade questo,

quello che ne scaturisce può essere solamente Amore,

quello vero,

quello incondizionato,

quello pulito e poco scontato,

quello che tutto assorbe, che di tutto si fa carico e tutto comprende,

quello che nonostante tutto continua a sprigionarsi e a vincere sul resto.

E’ un buon allenamento, secondo me, dire sempre la Verità a chi si vuole bene,

a propri figli, ai propri amanti, mogli, mariti, fratelli, amici più stretti….è una buona palestra per l’anima, per l’io e per se stessi,

è l’unico vero modo in cui, secondo me, possiamo davvero essere convinti e sicuri che chi abbiamo intorno, e decide di rimanerci intorno nonostante le “scomode verità” e le più “semplici verità”, ci ama davvero per tutto quello che siamo…

Buonanotte

La verità sulla Verità (part ciù?)


Tempo fa ho scritto un post sulla verità.
E in parte condivido ancora alcune cose che ho scritto, ma in parte mi rendo conto anche di averlo scritto in un momento in cui ero molto debole e vulnerabile, e non stavo lavorando veramente su me stessa.
Oggi, a distanza di così poco, mi sono resa conto di così tanto.
Prendo spunto da questo scritto, per dire la mia, la mia di oggi, che forse non sarebbe stata la mia di ieri, anche se…forse sì:
“Nessuno di noi è sincero al 100%, il 100% delle volte.

L’ego richiede ammirazione e rispetto e così cerchiamo di sembrare sempre dei “bravi ragazzi”. Se fossimo troppo pigri per lavorare nel week-end, forse useremmo le persone a noi care come scusa, sostenendo che “La famiglia viene prima di tutto!” anche se sappiamo che avremmo potuto trovare benissimo il tempo per lavorare tra guardare la tv e navigare in internet. Se abbiamo fatto del volontariato tutto il giorno, è la prima cosa che vogliamo dire ai nostri amici, ma se abbiamo urlato contro un collega o ferito qualcuno a noi caro, difficilmente diventerà il nostro prossimo stato su Facebook.

Tutto ciò capita anche alle persone più spirituali! Forse vogliamo convincere più persone ispirate a seguire questo cammino e così fingiamo di essere esseri umani perfetti, vogliamo che la gente pensi che siamo senza ego e che le nostre vite non hanno complicazioni. Ma, anche se questo atteggiamento può incuriosire qualcuno e convincerlo ad iniziare a studiare, immaginate cosa penserà della Kabbalah una volta scoperto che avete ancora un ego o che avete ancora sfide da affrontare.

Alla fine la verità viene sempre a galla.

Questo è uno dei motivi principali per i quali abbiamo battute d’arresto durante il nostro lavoro spirituale. All’esterno cerchiamo di mostrare quanto siamo bravi, ma dentro di noi non siamo ciò che sembriamo.

Sviluppare la Luce al nostro interno è un processo di trasformazione della negatività che nessuno vede sepolta dentro di noi. La cosa importante è non mentire – agli altri e a noi stessi – nel tentativo di coprire questa negatività. Fin quando crederemo alle bugie, il nostro lavoro spirituale andrà a rotoli.

Viviamo in una società che glorifica l’autopromozione, ma cercare di sembrare migliori di quello che siamo, non ci porterà mai ad un appagamento autentico, che potremmo invece raggiungere imparando a limitare il nostro ego, in modo da trovare verità e approvazione.. L’accettazione di noi stessi porta all’approvazione da parte degli altri

Mostrare la nostra negatività agli altri equivale a mostrala alla Luce

Il compito di questa settimana è: sii serio!
Demolisci qualche muro che hai costruito, rimuovi le maschere che indossi e non temere di sposare l’idea di essere un essere umano imperfetto. Lo siamo tutti!

Solamente affrontando la verità della nostra negatività, possiamo iniziare un lavoro onesto per rimuoverla.

Vi auguro tutto il meglio”

Yehuda Berg

E quello che ne ho tratto leggendo queste righe è stato questo:
se si guarda l’interesse personale viene da dire che la verità non sempre paga…….ma se si guarda un ordine più grande delle cose, io penso che la verità, “prima o poi” paga sempre troppo di più, verso se stessi e verso gli altri.
Mentire sapendo di mentire forse non provocherà problemi agli e con gli altri, ma provoca problemi dentro se stessi, perchè io penso che nessuno, anche i più menefreghisti, si senta bene con se stesso dicendo bugie, o verità distorte, accomodate, “aggiustate”.
E poi è vero, “Alla fine la verità viene sempre a galla”, può venir fuori da una parola, da un atteggiamento, da un amico, da un inciucio, da una sensazione…
E non c’è cosa più grande che dire la verità sapendo di dire la verità e non vivere con nessun mariuolo in corpo nè con se stessi nè con gli altri. Venga quel che venga, questo è l’unico modo per essere accettati e amati veramente per quello che si è, umani, imperfetti, qualche volta esauriti 😀
Ma Veri.

Quello che ho capito 2, la vendemmia

La mole di cose che sono successe negli ultimi periodi è di entità abissale,

per cui mi limiterò semplicemente a trarne delle conclusioni, belle o brutte che siano.

Quello che ho capito è che avevo vissuto quasi 31 anni con gli occhi foderati dalle mie esperienze passate in adolescenza e infanzia,

completamente condizionata da fatti che non dipendevano da me e per cui invece mi sono sempre sentita responsabile.

Ma io ero solo una bambina, che responsabilità potevo avere…

Quello che ho capito è che la morbosità non porta da nessuna parte, prima o poi è naturale che sfumi, che si trasformi o che diventi qualche altra cosa, e che in generale nei rapporti morbosi si è in 2, e non è detto che entrambi capiscano la stessa cosa nello stesso momento o che evolvano nello stesso momento.

Quello che ho capito è che chi come me ha cercato un salvatore o una salvatrice per tutta la vita in realtà non ha capito che il vero salvatore di se stessi….è se stesso… Caricare gli altri con i propri dolori, con le proprie aspettative, con le proprie richieste e pretese è fuorviante, è inopportuno, danneggia, e distrugge, perchè la reazione non può essere che deludente, perchè ognuno si smazza il suo e perchè ognuno fa quel che può.

Perchè poi le pretese se anche vengono confermate ne sveleranno sempre di nuove ed è un circolo chiuso da cui non si esce.

Le persone si rivelano per quello che davvero sono solo quando lasciate libere di scegliere.

E questo per un motivo molto semplice e se vogliamo anche intuibile: ognuno di noi fa quello che gli pare, egoisticamente, facendo quello che più gli piace, e se quello che più piace combacia, allora si è uniti nella più assoluta libertà di esserlo.

Quello che ho capito è che quando si dice la verità spesso si ricevono molti vaffanculo, ma anche qualche volta qualche “grazie”.

Quello che ho capito è che non sempre le persone si rivelano per quello che sono se tu ti mascheri, ma se tu ti smascheri allora si smascherano anche gli altri.

Quello che ho capito è che ottieni in base a quello che dai.

Ottieni in base a quello che fai.

Ottieni in base a come vedi le cose e in base a come vivi le cose.

Quello che ho capito è che il bianco e nero è passato tanto tempo fa, oggi ci sono i colori, e sono tutti pieni di sfumature diverse, e che nessuno, NESSUNO può permettersi di giudicare la tua vita senza conoscerne tutte le sfumature, senza aver camminato nelle tue scarpe e nei tuoi panni almeno per un po’, e nemmeno.

Quello che ho capito è che non bisogna incazzarsi quando le persone non ci danno esattamente quello che vorremmo, o non fanno esattamente quello che vorremmo o ci aspetteremmo,

la morte di tutti i rapporti sono le aspettative,

ed è l’uniformare la propria mente a quella dell’altro/a.

Ognuno ha i suoi tempi, le sue sinapsi, le sue considerazioni da fare e le proprie scelte da elucubrare,

ognuno ha le sue pippe, le sue paure, i suoi spazi e i suoi momenti, e pressare su questo, svalvolare su questo, tempestare su questo, non solo è inutile ma anche dannoso.

Per fare un paragone alla francese è come interrompere qualcuno mentre sta cagando 🙂
Non riesce a liberarsi del tutto e finisce per rimanere intasato e di mal umore per molto tempo, finchè non manda a fare in culo (per l’appunto) il malcapitato della situazione per poter correre al cesso e finire di liberarsi, da solo, sicuro di non essere rotto il cazzo nel momento tòpico.  🙂
Quello che ho imparato è davvero tanto,

quanto sono evoluta è davvero moltissimo,

quello che ha dato inizio a questo nuovo anno è stato veramente importante,

e se non avessi incontrato una persona probabilmente tutte queste cose non le avrei mai scoperte, se mi fosse stato concesso tutto così aggratìss come mi è sempre stato quasi sempre concesso in passato da tutti, forse non mi sarei mai ritrovata volutamente sola, a pensare, a tentare di capire, a macinare pensieri, a confrontarmi, a mettermi in discussione, a capirmi, finalmente.

Di cagate nella mia vita ne ho fatte moltissime,

e sempre con persone a cui volevo bene, e proprio per questo, perchè erano persone a cui tenevo,

e a quelle che ritenevo al di sopra di tutti ho chiesto scusa, anche se non ho avuto la stessa risposta positiva da tutti, ma nemmeno me l’aspettavo.

Non tutti sono disposti a capire, non tutti sono “tenuti” a capirti perchè non tutti forse sono disposti a perdonare, o forse semplicemente rimangono schiavi del pregiudizio che si sono fatti su di te, e non riescono ad andare oltre…

E poi c’è chi ci riesce, per un qualunque motivo, e sembra che tutta questa sofferenza macinata e finalmente buttata fuori abbia avuto un senso.

Non ho idea di  cosa e dove tutto questo mi porterà, e onestamente non m’interessa,

quello che mi interessa è che mi sento finalmente libera,

contenta,

e che attimo per attimo il presente ha assunto un sapore diverso, perchè sono io che sono diversa.

E qualunque cosa accada, sarà sempre così.

Una maggiore consapevolezza di sè porta a una maggiore consapevolezza degli altri e delle cose che succedono,

e per quanto la vita riserva enormi gioie e enormi sofferenze,

l’autocoscienza di sè è l’unico passo che si può fare verso la luce, e non importa quanti sassi dobbiamo scavalcare, o inciamparci dentro, mentre la seguiamo con lo sguardo fisso puntato verso di lei.

Sono serena,

ho tanti casini ma sono serena,

non mi lamento più,

non mi piango più addosso,

non mi dilanio più di pippe mentali come prima (anche se posso dire che sono diminuite ma non svanite 🙂 il lupo perde un po’ di pelo, mai tutto, altrimenti prende freddo 🙂 ),

e mi vivo giorno per giorno quello che la vita mi sta dando in base a come io mi sto ponendo davanti ad essa.

E per il momento, nonostante tante delusioni e tanti dolori e tanti vaffanculo e tante “perdite”, posso dire di essere autocoscientemente più serena, tranquilla, e libera.

L’altra me

Non ricordo esattamente quando ho deciso di aprire l’altra “parte”, l’altro blog dove pochi sanno chi sono e il resto è gente di passaggio che non ha la minima idea di chi sia (come capita anche qua eh, ovviamente), e ne sono veramente contenta.

Soprattutto perchè anche là si sono creati dei piccoli legami e delle piccole dimostrazioni di stima che fanno sempre piacere.

Benedico il giorno che ho deciso di aprirlo, perchè lì posso dire tutto quello che cazzo voglio senza timore che poi mi venga fatto il terzo grado o che “tutto quello che dico potrà essere usato contro di me” 🙂
Mi sento quasi schizofrenica, tipo con due personalità, alla Clark Kent E Superman,  ma va bene così, è una cosa che mi sta dando un sacco di soddisfazioni, personali e anche emozionali. Perchè fa sempre piacere vedere che non si è soli nei vortici delle pippe 🙂

Ultimamente ho scritto molto più “di là” che “di qua”, e ho scritto questo post quasi sotto influenza di un lieve senso di colpa per aver tradito questo mio compagno 😛 Che resterà sempre il mio rifugio preferito, e una finestra sugli altri, e per me stessa, ma che purtroppo, volente o nolente, mi ritrovo a dover trascurare in certi momenti per ovvi motivi…

Ultimamente le cose che sono successe hanno un po’ scombussolato i miei (psico)labili equilibri, e non avrei potuto sputtanare tutto qui, non sarebbe stato neanche giusto, sono stati momenti pregni e miei, solo miei.

Tutto questo per dirvi che comunque, ci sono, e sono viva, e vegeta(le).

Bonanòtt!