Veg* is the new Testimone di Geova?

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Nel mondo sono sempre di più le persone che cambiano la propria alimentazione, virando verso scelte vegetariane, vegane o semplicemente più eco-compatibili, oltre che coscienza-compatibili (le ultime stime Eurispes parlano di 1600 al giorno!).

Internet ha sicuramente un ruolo importante nella faccenda, un aforisma di Tolstoj recita: “Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani” e, in gran parte, è vero.

Ma non dimentichiamo che al tempo di Tolstoj, come di Leonardo Da Vinci e altri personaggi storici vegetariani, internet non esisteva e tutto si basava soltanto sulla sensibilità personale.

Fare una scelta del genere a quei tempi, quando non era di moda, era ancora più difficile.

Mi viene anche male, quindi, lamentarmi di quando oltre 15 anni fa, quando io ho smesso di mangiare carne, venivo vista come una specie di alieno sceso in terra, un alieno “erbivoro” più che vegetariano. Andare a mangiare da un’amica e trovarmi davanti un’insalatina era la norma. Ma torniamo a noi.

Ai tempi di Da Vinci, però c’è da dire, non esistevano nemmeno gli allevamenti intensivi in cui oggi sono rinchiusi gli animali, vivendo come se fossero macchine attaccate alla corrente con il tasto ON perennemente acceso. Una barbarie.

Degenerazioni che diventano legali che di umano hanno molto poco.

I maltrattamenti degli animali sono aumentati, esistono video di pulcini maschi (inefficienti a deporre uova) tritati vivi, agnelli sgozzati a sangue freddo, mucche prese a calci, becchi di galline tranciati per evitare litigi nei pollai e quant’altro.

Sebbene quello che gira in rete sia sempre da verificare e non tutto quello che viene proposto in una certa “salsa” sia vero al 100% (spesso filmati di maltrattamenti non provengono da allevamenti intensivi, ad esempio, ma vengono etichettati come tali e viralizzati, e questo succede in moltissimi altri ambiti), è facile immaginare che chi faccia questo mestiere non abbia una empatia condivisa con questi animali, per cui è plausibile che li tratti in una certa maniera.

La questione però che ne nasce è piuttosto complicata perchè non tutti quelli che abbracciano una dieta veg* lo fanno per etica; sono in tanti, anche personaggi famosi (vedi Di Caprio), a fare questa scelta per salute.

Dopo le dichiarazioni controverse dell’OMS sulla carne rossa, i dibattiti sull’OGM e gli ormoni e gli antibiotici somministrati agli animali d’allevamento, dopo l’apertura al pubblico di tutte le fasce dei macelli attraverso le videocamere, non è stata solo la coscienza di moltissimi a vacillare, ma ha preso piede anche la sensazione che ci si stesse nutrendo con alimenti contaminati o nocivi.

Tutto questo ha portato l’umanità a sfrangiarsi in una serie di scelte alimentari differenti che oggi, però, rischiano di diventare un teatro del tragi-comico.
La questione è che sono tutti alla ricerca della coerenza. Per i vegani un vegetariano è incoerente, perchè mangia il caglio, anche se magari le loro coerenze poi hanno falle in altri ambiti (ci sono vegani che lavorano la pelle, altri che promuovono adozioni assolutamente improbabili per animali da compagnia e quant’altro); ma il vegano è visto allo stesso modo da un fruttariano, e così via; la spirale delle sfumature contiene moltissimi diverbi che spesso si accendono a tavola o nelle conversazioni online. Gli unici a sembrare coerenti, spesso, “rischiano” di essere proprio gli onnivori, che non facendo scelte alimentari drastiche ricevono più clemenza nel momento in cui si dimostrano “diversamente sensibili”. Come se da loro non ci si possa aspettar nulla. Ma quando si preoccupano dell’ambiente attraverso accorgimenti meno drastici questo tipo di scelte viene condannato ugualmente (della serie “che vuol dire che mangi poca carne? Quando il maiale muore mica muore un poco?” e roba così).

La veemenza con cui molti veg* si propongono agli altri viene avvertita come intrusiva e fastidiosa, come fossero nuovi Testimoni di Geova che bussano ai campanelli di casa, convinti di possedere la verità assoluta.

In realtà la coerenza al 100% non esiste, per niente e nessuno, ognuno fa quello che sente; d’altro canto anche la coltivazione dei vegetali è contaminata, per cui non sta in piedi nemmeno l’aspetto salutista.

Nessuno ha la percezione totale di quello che accade intorno, magari il fruttivendolo a cui un veg* si affida picchia la moglie o violenta le sue capre.

Il fanatismo è la radice di moltissimi diverbi inutili. Talvolta persino dannosi.

E basta guardare il fanatismo e il fondamentalismo religioso a cosa portano per farsi un’idea.

Anzi, da qualche parte ho letto addirittura che, viste le premesse attuali, questo tipo di alimentazione, quando suffragato da un certo modus operandi, dovrebbe essere etichettato proprio come un nuovo culto religioso perchè ne ha tutte le caratteristiche.

Sinceramente ho avuto anche io le mie fasi “fondamentaliste” ai tempi dell’adolescenza, ma poi ho capito che la diversità è la chiave di lettura del mondo. Non può esistere nessuna omologazione totale dell’umanità perchè siamo tutti diversi e multisfaccettati. D’altro canto la dialettica esiste solo come risultato delle differenze. Senza differenze non c’è dialettica e senza dialettica c’è il piattume.

Fermo restando che, ovviamente, non sponsorizzo nè l’uccisione degli animali nè, soprattutto, gli allevamenti intensivi e le barbarie di cui si sta macchiando l’essere (dis)umano, credo che ognuno di noi dovrebbe fare uno sforzo per sentirsi parte integrante di una totalità fatta di differenze.

Non tollero nè i veg* rompicoglioni nè gli haters dei veg* che postano in giro sui social network roba volutamente offensiva o provocatoria o si comportano in maniera antipatica direttamente “live”.

Di certo il consumo e la richiesta di carne è eccessivo e di certo le condizioni di vita di queste povere bestie andrebbero riviste.

E’ il sistema che è malato e orribile da dover accettare. E questo in tutti i campi, non solo quello che riguarda gli animali. Persino le persone oramai vengono trattate e considerate come numeri. Il consumismo che è alla base delle nostre vite, dal singolo cittadino al più importante capo d’azienda multinazionale, ha fatto sparire una serie di meccanismi sani e, soprattutto, l’umanità stessa dalla razza umana.

“L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione.” (O. W.)

Ci sono milioni di cose che ho imparato da quando sono nata, negli ultimi anni e anche negli ultimi mesi,giorni, momenti…

E una di quelle più importanti è che le persone non solo si vedono “sulla distanza”, temporale intendo, ma anche nella libertà.

E’ quando qualcuno è veramente libero di scegliere e di agire senza “filtri” che si rivela davvero per chi è.

Una volta mi ricordo una ragazza mi disse, “lascia una persona libera altrimenti non sai mai se sta facendo quella cosa perchè glie lo hai detto tu o perchè voleva così” ed aveva ragione. Ha sempre avuto ragione, e io l’ho sempre saputo.

Ho imparato che è esattamente così. Che a volte si entra in spirali dove le persone fanno le cose solo perchè costretti da altre persone, o dalle circostanze, o semplicemente per non essere rotti le balle, cose che però nel momento in cui sono liberi di scegliere, liberi da condizionamenti esterni, liberi di agire, non fanno, o addirittura rimangiano.

Ho imparato che non serve chiedere, pretendere, che non serve tentare di far capire determinate cose alle persone, perchè quelle stesse persone se hanno la delicatezza o il pensiero di pensarci da sole, non hanno bisogno di nessuna costrizione o di nessuna spiegazione… quello che va fatto lo fanno da soli. E soprattutto, se fanno qualcosa quando si sentono costretti, appena ne avranno l’occasione torneranno indietro su quell’azione/scelta perchè non era loro, non era personale, era di qualcun altro.

Ho sempre pensato che si riceve esattamente nella stessa misura in cui si dà, e come si dà, ho sempre pensato che non esiste il rispetto a priori, ma che il rispetto si guadagna, sempre, ed è reciproco, sempre.

Ma ci sono casi in cui questo non succede. Casi in cui si dà A e si riceve B. Casi in cui viene preteso A ben consci di dare in cambio però B, o addirittura Z.

Per cui le cose sono ancora meno semplici di come pensavo.

Non ha senso idealizzare le persone, o aspettarsi da loro di ricevere in cambio quello che loro chiedono a noi, non ha senso chiedere a nostra volta, e non ha senso spiegare troppe cose… le persone si rivelano per quello che sono nel tempo, e l’unica saggia cosa che possiamo fare è stare a guardare, e capire se quello che vediamo ci piace o no, se è giusto o no e soprattutto se è compatibile con noi o no…

Non c’è molto altro da dire o da filosofeggiare, è tutto estremamente semplice, così semplice che lascia l’amaro in bocca e un grande senso di delusione a volte, delusione forse più verso noi stessi che per gli altri, perchè, almeno per quanto mi riguarda, mi rendo conto di aver sbagliato così tante volte atteggiamento e di essermi illusa così tante volte che le cose stavano in una certa maniera, che poi disilludermi è stata la batosta più grande, ma anche l’esperienza da cui ho imparato di più.

Come l’amore, anche il rispetto non si chiede, si prova. Si sente.

E quando non è così, nessuno può costringere ad amare nessuno, esattamente come nessuno può costringere a rispettare nessuno.

E ho imparato un’altra cosa, che noi non vediamo il mondo come è, ma come siamo (cit.).

Per cui quando qualcuno ci imputa di qualcosa che non abbiamo fatto, o di intenzioni che non avevamo nel fare qualcosa, è perchè sono loro ad avere la coscienza sporca.

Un fidanzato molto geloso ad esempio, verso una fidanzata che magari non fa nulla di quello che lui le accusa, è al 99% uno che fa esattamente quello che teme di ricevere dalla propria fidanzata.

E’ curioso, ma è spesso così…

Naturalmente quando ci sono legami, relazioni, sentimenti di qualunque natura, questo discorso è più difficilmente applicabile soprattutto fin quando si è “dentro”, ma penso sia una cosa da tenere bene a mente sempre, per il futuro di qualunque rapporto affettivo, familiare, etc…

Se si vuole ottenere rispetto si deve sicuramente dare lo stesso rispetto, ma non è una cosa che si rivela in automatico al 100%. A volte quando si vuole bene si può scegliere di dare senza nulla pretendere in cambio,  a patto però che poi non venga richiesto un rispetto diverso da quello che poi si offre.

Lì abbiamo sempre, costantemente, continuamente e divinamente la possibilità di mandare a fanculo chicchessia!

E c’è un’altra cosa che ho imparato… che la vita è fatta di bivi, di scelte, di incastri, di conquiste ma anche di rinunce… Per conquistare qualcosa si deve rinunciare a qualcos’altro, e questo ci dà una misura di quanto poi qualcosa ci interessi davvero… o di quanto agli altri interessi qualcosa davvero…

In fondo, chi vuole tutto non vuole niente in particolare…

Non è quando tutto va bene che possiamo capire come stanno davvero le cose, in mare calmo so’ tutti marinai, è durante la tempesta che possiamo veramente farci un’idea di tante cose come stanno…

Negativo

Negativo

 

Sono giorni che penso di scrivere questo post, e prima me n’è venuto in mente anche un altro, per cui penso che fonderò tutto.

Pensavo alla parola “negativo” e a come viene presa negativamente, mo ce vò, in generale dalle persone, ma negativo non è “negativo”, è solo una parte del tutto, e a volte è anche “positivo”, si pensi a quando si fa un test per verificare se si ha una determinata malattia ed esce appunto “negativo”…

Oppure si pensi al negativo delle foto che si scattavano qualche tempo fa con le macchine fotografiche non digitali… Si prendeva il rullino, si portava dal fotografo, e lui ci dava le foto sistemate in una busta di carta, piene di colori e grandi da guardare, e i negativi, piccoli, in fila e attaccati tra loro, in un taschino di questa busta. Io mi spassavo a guardarli, perchè nei negativi si potevano cogliere particolari che nelle foto, nell’esplosione di colori generale, non si notavano…

Sembra strano eppure quei negativi, con i colori all’opposto della foto originale, così piccoli da doversi concentrare per discernere le figure all’interno, e con quelle parti chiare/trasparenti, in realtà davano un contributo decisivo alle fotografie, anche perchè se qualche foto si rovinava poteva essere ristampata in tutti i suoi colori proprio dal negativo…!

E mi sono soffermata a pensare, supponiamo che  dal negativo si noti una figura che so aliena/mefistofelica dietro i protagonisti della foto o che so, nascosta in un paesaggio… non andremmo subito a guardare la foto originale concentrandoci solo su quello, cercando la figura tra i colori che ne nascondevano la presenza? Certo che sì… E una volta presa la foto in mano e messa davanti agli occhi, nonostante il meraviglioso paesaggio o le smorfie divertenti o tenere dei protagonisti, non vedremmo solo quella figura, presi dall’averla scoperta e concentrandoci a volerne scoprire il contorno e i particolari? Certo che sì… il resto della foto diventerebbe cornice di una cosa più importante in quel momento…

Guardare solo il lato positivo delle cose io non credo sia nè sano nè giusto nè onestamente proprio utile… Io credo che l’esplosione di colori della foto originale sia una cosa fantastica, ma a volte ci fa perdere di vista particolari importanti che possiamo notare solo dal negativo della foto stessa… Avere ben presente il “positivo” e il “negativo” delle cose io credo sia fondamentale poi per farsi un’idea personale su tutto l’ambaradan, e non solo su quello che si sceglie di vedere…

Allo stesso tempo, ovviamente, guardare solo i negativi delle foto ci fa diventare ciechi a furia di sforzarci a guardare solo quelle figure minuscole, ci fa diventare miopi, e ci fa dimenticare la bellezza dei colori e la facilità di guardare le foto grandi originali dove l’occhio non deve sforzarsi…

Poi, pensavo a un altro esempio, stanotte sono in vena di metafore 🙂  Ci pensavo prima mentre lavavo per terra, e mi è suonato un po’ come i complotti internazionali sulle case farmaceutiche e mi sono messa a ridere da sola, come una scema 🙂 E quando mi sono accorta che ridevo da sola, mi sono fatta tenerezza…

Immaginiamo un medico che voglia per forza far assumere un medicinale di sua invenzione a dei pazienti, o che so, che voglia per forza far provare a qualcuno dei suoi pazienti un macchinario di sua progettazione per curare una particolare malattia. Supponiamo si tratti di una malattia rara che per esempio si contagia attraverso la puntura di un insetto. E che inizialmente dia sintomi molto generici e facilmente confondibili con altre malattie.

Supponiamo ora che alcuni pazienti con questi sintomi generici vadano a farsi visitare dal suddetto medico. Lui dirà loro che si tratta di quella particolare malattia, che magari è anche grave, loro esigono prove e spiegazioni ovviamente più specifiche, e lui con la scusa di andare a prendere qualcosa in un’altra stanza, li lasci da soli nel suo studio, e lì liberi qualcuno di quegli insetti responsabili della malattia. A quel punto, quando tornerà, il paziente sarà stato infettato e lui potrà effettuare tutti i test e dire con certezza “hai visto? era come dicevo io”. E arrivare al suo scopo.

No non sono impazzita 🙂
O forse lo sono sempre stata.

Forse semplicemente con il tempo impari a vedere le foto attraverso i colori e attraverso i negativi, e cominci a trovare quello che hanno in comune e quello che invece è stato nascosto.

Guardavo una puntata di LOST, e ce n’è una in cui Alex, una ragazzina di 16 anni, dice ad un uomo decisamente più grande di lei, John Locke, una frase… gli dice “ti rendi conto che sei stato manipolato da mio padre vero?” e lui le dice “in che senso?” e lei “nel senso che lui è capace di farti credere che questa sia un’idea tua ed invece è sua“.

E mi sono tornate in mente tante cose. Tante situazioni, tipo quella del medico di prima, in cui mi sono trovata, in cui è stato fatto tutto in modo che alla fine si potesse dire “hai visto? Era come dicevo io”.

C’è qualcosa di diabolico in tutto questo.

Situazioni in cui sono/siamo stati catapultati con l’entusiasmo e la condivisione nel dire “uau che bello!” anche quando io non ne ero convinta, anzi sono stata DA convincere perchè avevo le mie titubanze, che dopo poche settimane si sono trasformate in “uau che schifo”. Frasi, parole, azioni, modus operandi nati per creare dissidi, disguidi, diffidenza, rancori, divergenze, rotture.

Frasi, parole, azioni, modus operandi che poi hanno generato caos e decisioni alternative conseguenti, idee che appunto sembravano personali, e invece erano condizionate da tutto questo.

Non so dirvi come mi sento e mi sono sentita. Tradita? Manipolata?
Molto di più.

Al di sotto delle bellissime foto colorate e grosse come poster, c’erano dei negativi che nascondevano presenze oscure, che avevo sempre visto e percepito, ma che venivano negate anche davanti all’evidenza quando chiedevo qualcosa in merito.

Qualche volta la verità veniva negata, qualche volta accettata, qualche volta qualcosa a metà fra le due posizioni, ma la sostanza è che credo che alcune cose non venivano solo dall’esterno, ma anche dall’interno.

Credo che molte delle idee che ho pensato di avere “di mio” in realtà mi fossero state indotte da circostanze simil-dottore dell’esempio di prima…

Nella taschina della busta di carta che conteneva le foto enormi e colorate, c’erano dei negativi che contenevano offese, brutte parole, inciuci, bugie e false/mezze verità e scatti di momenti in cui sono stata maltrattata, a volte anche senza motivo “reale” se non “fanatico”… Dall’esterno e dall’interno. Solo che nelle foto si mescola tutto insieme ai colori…

 

Primo Levi scrisse “Se questo è un uomo”.

Io scriverei “Se questo è Amore” o anche “Se questo è Rispetto”.

O persino “Se questo è giusto”.

Di certo ognuno di noi ha il negativo nella taschina dei jeans che appaiono nella foto grande e colorata di noi stessi, me compresa, ovviamente, e soprattutto.

Ma c’è una soglia oltre la quale determinate persone che dovrebbero rispettarsi (perchè non credo che tutti debbano a priori rispettarsi, il rispetto se non è reciproco non ha granchè motivo di esistere…) non dovrebbero andare mai.

Ci sono cose che non dovrebbero venir dette, perchè sono dette apposta per avvelenare, colpire, fare male, solo per concludere una qualche conversazione/litigio/discussione dimostrando di avere “ragione” o semplicemente azzittendo l’altro mettendogli davanti indelicatamente  qualcosa di traumatico. Dimostrando grande superficialità, o anche grande stronzaggine.

Come il negativo serve alla foto grande colorata per la visione d’insieme, così i limiti servono a delimitare “le libertà”. E a definire tutto quello che c’è intorno alla libertà, quando c’è rispetto: fedeltà, sentimenti, amore.

Ma come ho letto qualche volta da qualche parte “conosci veramente una persona quando ci litighi“.

Buonanotte.

(Non) Elezioni 2013

Non si fa che parlare di queste elezioni in queste ore,

mentre io fatico ancora ad abituarmi a riavere una pseudo-connessione ad internet a casa e a riprendere l’abitudine a digitare su una tastiera piuttosto che sul minitastierino del cellulare, che nell’immediato è ok, ma a lungo andare ti strazia gli zebedei.

Non so, non vorrei fare la qualunquista o la pessimista/complottista e tutto quello che finisce per “ista” che potete immaginare,

ma la mia visione in quanto alla politica e alle elezioni è sempre stata questa, perfettamente riassunta da questa immagine:
Elezioni
che potrebbe essere accompagnata da una didascalia del tipo: “Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare. (Mark Twain)“.

 

Sin da ragazzina sono stata abbastanza poco interessata alle vicende politiche, Destra-Sinistra-Centro per me è tutta una grossa pappetta che alla fine si riduce ad essere poco più dei tre lati di una stessa medaglia, le due facce e lo “spessore” laterale…

Sarà che forse sono disillusa,

sarà che viviamo in una società dove non sei nemmeno libero di scegliere ‘davvero liberamente’ cosa mangiare, bere, fumare, fare, dove e come lavorare, quanto guadagnare, perchè è tutto inglobato nello stesso sistema.

Un po’ come Matrix no?

E’ il sistema che ti offre i cibi tra i quali puoi scegliere, è il sistema che ti offre quali bibite puoi comprare, fanta, cocacola, pepsi, liscia, gassata o ferrarelle, a meno che tu non ti distacchi, dal sistema compri solo dei semi, materie prime, e poi ti coltivi e ti produci tutto da solo…

Dicevo,

in una società come questa, che sembra darti la libertà di scegliere e che ti dà invece solo l’illusione di poter scegliere “liberamente” tra le opzioni che sono state da loro già scelte per te, non riesco ad avere la sensazione di poter provare fiducia e immedesimazione in un programma politico, soprattutto sotto campagna elettorale…dove sembrano tutti così preoccupati per il popolo da apparire pronti alla santificazione immediata se crepassero durante la campagna elettorale…!!!

 

Che poi anche sta cosa della maggioranza mi sta sulle palle:

non è che parliamo di un piccolo villaggio di 30 persone dove 20 votano A e 10 votano B.

Parliamo di milioni di esseri umani che votano, e non capisco perchè se 10 milioni vogliono Tizio, 10 milioni invece prediligono la politica di Caio, 15 milioni si sentono più vicini alle idee di Pallino alla fine siccome la maggioranza vota PincoPallo allora tutti devono sottostare alle decisioni di PincoPallo. Come se poi il resto dei milioni di esseri umani abitanti lo stesso Paese dovesse farsi in culo un po’ così, perchè è così che va.

Sì, vada bene per le Regionali, le Comunali etc che pare tengano un po’ conto delle esigenze dei territori un po’ più nello “stretto”, ma alla fine tutte le decisioni devono passare sempre per le stesse persone, e cioè quelle che “vincono”, quelle più in alto di tutti…questa è democrazia?

Bah, a me non piace nemmeno la parola democrazia visto quello che mi sembra significhi oggi, in questo Paese, in questo Mondo a dire la verità.

Poi, dopo gli scandali di queste elezioni,

gente che ha fotografato e feisbuccàto il proprio voto nella cabina,

carabinieri mandati sul posto quando ci si è accorti che i voti venivano fatti dare con normalissime matite (cancellabili), il che mi ha fatto pensare a quante volte in passato anche io ho votato così senza rendermene conto,

come al solito sono anche sbucati i soliti “terroristi del voto”, che minacciavano o addirittura corrompevano e pagavano la gente indirizzandoli come votare…

…dopo tutto questo dicevo, non mi sono nemmeno pentita di non essere andata a votare.

Berlusconi mi fa proprio senso, è l’aberrazione del vizio e della degenerazione umana,

Bersani è un povero diavolo,

Grillo, mah, condivido molte delle cose che dice, non tutte, ma non il come,  non ne condivido l’enfasi accentuata e lo smerdamento generale dell’universo, ma in questo frangente era sicuramente l’unica X da mettere con un po’ di speranza se non altro, fermo restando che lui parla di “voti ottenuti per merito esclusivamente di volontariato” ma ormai questo per Grillo è un lavoro, con cui mangia, ci paga le spese, la casa, la famiglia, le vacanze, e non venisse a dirmi che è tutto merito di volontariato, e su!

Ingroia e gli altri per me non fanno nemmeno testo e dagli Exit Poll direi nemmeno per gran parte degli italiani 🙂

Oltretutto visto il quasi pareggio continuo tra PD e PDL c’è anche il fatto che la svolta forse potrà esserci solo grazie ai voti degli italiani che risiedono all’estero,

e che sia per un viaggio di piacere, ok,

ma se il risultato determinante deve venire da gente che ha deciso di sbarcare altrove piuttosto che rimanere a casa sua (per qualsivoglia motivo) questo è ancora più assurdo… anche perchè ho sempre pensato che ci vuole molto più coraggio a restare che ad andarsene,

e questo vale un po’ per tutte le situazioni difficili…

Non ho molto altro da dire in merito,

onestamente non me ne frega niente delle elezioni, di chi vince, di chi perde, di questa gente che si sputa in faccia l’un l’altro e poi esce che si accordano segretamente o che dopo le elezioni si riappacificano e cominciano pure a sfottersi e a “convivere” e “coesistere” tranquillamente, facendo ognuno il lavoro che deve fare, e cioè dando, come dicevo prima, al popolo l’illusione della scelta…

Non me ne frega niente di tutto questo,

il mio lavoro è fuori dal sistema,

non ho un capo,

non ho uno stipendio,

tutto quello che guadagno lo guadagno con le mie mani, e lo intascano le mie tasche,

ok non ho busta paga, non posso avere prestiti, mutui, rate a lunga durata ma sapete che c’è?

Che non ne ho bisogno, e soprattutto, che non ho voglia di pagare qualcosa a rate o con un mutuo per far ingrassare le banche e quell’altro che prima non ho nominato e cioè Monti.

La mia vita per quanto posso si aggancia molto poco a quello che per molte persone è invece fondamentale,

e più posso sganciarmi da questo sistema di cose e più mi sento meglio.

Per cui chi sale o chi non sale, è di un mio interesse relativo perchè alla fine penso che a parte qualche raro caso, tutto quello che viene deciso dall’alto e che va a intaccare le tasche e le vite di milioni di persone sia come dittatura, in qualunque senso, partito, orientamento sia nato…

E l’unico modo per essere fuori da tutto ciò è non farne parte,

è essere invisibili per loro,

quanto più possibile,

è non dovergli dare conto,

è non cadere nella trappola di chiedergli aiuto per poi rimanervi attaccati ed impigliati dentro, come in una rete, praticamente per tutto il resto della vita.

Per me oggi la vera libertà è stata scegliere di non scegliere nessuna delle opzioni che erano state già scelte per me, e farmi la mia vita e passare la mia giornata indipendentemente da questo.

 

Che bello ritornare qui… 🙂

Quello che è successo a Green Hill

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Sta facendo scalpore ovunque sui social network, internet in generale e in tv la rivolta degli attivisti contro Green Hill che è finita l’altro giorno con irruzione nello stabulario e la successiva liberazione di alcuni animali, la cui sorte fino a quel momento era segnata….nascere, crescere e finire vivisezionati e finire la loro stessa vita lì. Concepiti come cose, come merce, come numeri…

Ma io credo che anche in questo caso, bisognerebbe andare OLTRE le cose e non farsi “abbabbiàre” dalle cose per come ci vengono propinate….

Per carità, contentissima per quei pochi animali che sono riusciti a “evadere” a quella merda……un po’ meno contenta che chi ha aiutato questi animali a salvarsi è stato arrestato con l’accusa di “furto” e “rapina” e “violazione di domicilio”, come se fossero crimini minimamente paragonabili allo scempio della vivisezione e della sperimentazione che aspettava solo di infliggersi su queste povere bestie…..e un po’ meno contenta per i cani che la questura ha “prontamente” ripreso (tra cui una mamma gravida….)…
Ma la domanda mia è un’altra: se fossero stati liberati topi, scimmie, conigli, la reazione della “società” sarebbe stata la stessa?
Perchè esistono animali di serie A e animali di serie B?
Non hanno forse tutti, come noi, un sistema nervoso, una fonte da cui partono gli impulsi del dolore, non sono forse dotati di cervello, e non hanno tutti la stessa nostra medesima voglia (e diritto) di vivere la propria vita senza essere usati come cavie da laboratorio e poi buttati via?

E poi, un’altra cosa….

Ho cominciato a vedere SIN DAL PRIMO MOMENTO gente che chiedeva se questi cani erano adottabili.

Invece di preoccuparsi se sono sani, se stanno in salute, se hanno qualche difetto genetico, che so, SE VA TUTTO BENE E ORA SONO AL SICURO, no il primo impulso è chiedere se sono adottabili…..e qui mi riallaccio a una cosa che ne comprende altre.

‎1. spero che questi cani rimangano con chi li ha salvati, perchè se entrano nel fantastico giro di adozioni internettiano è la fine.
2. inizio a vedere troppe foto di piccoli beagle in giro, per me qualcuno bara

Purtroppo nel trambusto c’è sempre lo sporco che ne approfitta, e questo NON deve succedere, o almeno non dovrebbe….

Quante volte mi è stato risposto che le adozioni su internet sono una MANNA DAL CIELO per questi cani…..e quante volte ho risposto che invece sono un’ascia sul collo di queste povere bestie…

Non mi prolungherò troppo perchè è un argomento di cui ho parlato molto spesso, e che mi sfianca sempre perchè ottengo quasi sempre le stesse risposte. Ma credo che lasciare una traccia a chi è disposto a darsi ALMENO il beneficio del dubbio (perchè già solo quello basterebbe per andarci più cauti) sia importantissimo.
Il fantastico giro internettiano, come accade per i bambini che clandestinamente vengono fatti adottare e poi si scopre che diventano merce per i pedofili, i mercanti di organi etc.., è una cosa tremenda.
Staffette, stalli, cani che vengono persi durante i viaggi, trasportini, è disumano come vengono trattati gli animali “a fin di bene”, per quanto mi riguarda oltretutto dentro c’è anche tanta gente falsa, e interessata…

IO STESSA ho trovato foto di cani su siti tedeschi dove i cani vengono dati A PAGAMENTO, foto di cani ITALIANI dove accanto ai loro appelli avevo letto il classico “ADOTTATOOOOOOOOOOO”. Adottato un cazzo. Avete mai visto qualcuno che fa adottare i bambini così alla carlona infilandoci dentro gente di tutte le provenienze e facendo stare i bambini in “stallo” a casa di persone a cui oltretutto si sarebbero potuti affezionare? Sballottati qua e là come pacchi postali?
Sinceramente è una cosa abominevole, e per quanto mi riguarda, preferisco pochi animali ma adottati nelle mie vicinanze e che posso andare SEMPRE a controllare anche nel tempo (perchè passato 1 anno, le adozioni soprattutto a distanza vengono completmente soppiantate dalle nuove….) che tutto sto macello dimmerda che ruota intorno a questa cosa…
Ah, sempre se non vogliamo contare che sono stati anche fermati a Chiasso camion apparentemente contenenti cassette di frutta, che però sotto nascondevano gabbie di cani e gatti che erano destinati alla vivisezione (lì in Svizzera e Germania pagano fior fior di quattrini per le cavie da laboratorio, loro di randagi non ne hanno…) e che provenivano dall’Italia.

Ne volete sentire un altra?
Si sente di camioncini bianchi che prendono randagi di notte, tanto sono senza padrone, chi li reclamerà, dalla strada e non si sa che fine fanno, addirittura alcuni improvvisano un adesivo dell’ASL veterinaria sopra, ma di dove vengano diretti quei cani non se ne ha notizia.

Addirittura vengono rapiti cani CON PADRONI e attraverso veterinari compiacenti (e pagati, quindi corrotti), viene rimosso loro il microchip attraverso un semplice taglietto sulla collottola, poi ricuciti e spediti….spediti oltre il confine.
Per convincere me è bastato molto meno di questo sproloquio che ho fatto fin’ora, tempo fa, poi ho visto con i miei occhi.
Ad ognuno poi, il compito di fare le cose in coscienza prima di tutto con se stesso, e poi per gli animali.
E con questo chiudo qui perchè è un argomento che mi sconquassa sempre troppo.

 

Detto ciò,

non farò la “animalista da tastiera” che mentre i ragazzi rischiavano la galera a Green Hill se ne stava davanti al pc a commentare cagate e poi dichiara “solidarietà”, ma esprimo veramente la mia ammirazione per queste persone,

e mi auguro che il fatto di processarli in direttissima (manco fossero serial killer, anzi, molti serial killer sono ancora in libertà….vivisettori inclusi) non sia stato un deterrente, per tutti quegli avvocati che hanno deciso di difenderli aggratìs, nel raccogliere prove e informazioni e nello stendere e organizzare la loro difesa…

E mi auguro davvero che quello che è accaduto per questi pochi animali possa accadere per tutti gli animali chiusi negli stabulari prima o poi, e che a tutti venga riservato un futuro migliore di quello che li aspetta lì dentro..

Tra l’altro, quello che io penso davvero è che quello che è successo a Green Hill è quello che dovrebbe succedere in ogni stabulario, in ogni macello, in ogni posto dove gli animali smettono di avere la dignità di esseri viventi e cominciano ad essere trattati come merce, numeri, e come cose.
Ci sono un sacco di casi di mucche, caprette, che tentano di scappare (e a volte ci riescono pure, una addirittura si gettò a mare!) dai macelli, ma quello fa meno notizia., crea meno destabilizzazione nella società “civile”, meno tumulto, nessuna petizione, nessun movimento “animalista” (che brutta parola, quando ho capito che gli animalisti sono quelli che “fanno adottare i cani” e pò se magnan a carn)…….un po’ più di coerenza, se non nel fare e nel parlare, almeno nel non esporsi e standosi zitti….

Pubblicità (taken from Mr. Loto)

La funzione della pubblicità dovrebbe essere quella di rendere nota ai consumatori l’esistenza di un determinato prodotto o servizio; la pubblicitàdovrebbe spiegarne la funzione e, magari, indicarne il prezzo.  Purtroppo negli anni la pubblicità, più che essere una semplice forma di comunicazione, si è trasformata in un vero e proprio mezzo di condizionamento sociale al fine di spingere le scelte delle persone verso determinati prodotti e servizi piuttosto che altri.

Non so voi ma le rare volte che accendo la tv,  vedo la pubblicità più o meno sempre degli stessi prodotti più un inquietante aumento della pubblicità di prodotti farmaceutici .
E’ buffo notare come i prodotti realmente salutari, ad esempio la frutta e la verdura, non siano mai pubblicizzati in alcun modo; questo si spiega con il fatto che sono prodotti che le persone non legano necessariamente ad un marchio ed è quindi del tutto inutile, sotto il profilo commerciale, spendere per far loro pubblicità. E allora si alternano in modo assurdopubblicità che incitano al consumo di hamburger e patatine a pubblicità che consigliano yogurt per abbassare il colesterolo, subito dopo ci mostrano quanto sia importante iniziare la giornata con una super energetica crema di nocciole e, trenta secondi dopo, appare sul nostro schermo la pubblicità dei cereali da mangiare la mattina per  essere leggeri e ritrovare la forma. Non vi pare assurdo tutto questo? Non solo spesso la pubblicità è ingannevole ma, nella maggior parte dei casi, spinge deliberatamente verso acquisti poco oculati per una semplice questione di mercato e di soldi.
prodotti migliori, alla fine, sono sempre quelli che non si fanno pubblicità o che, almeno, non ne fanno troppa: la merce che proviene da piccoli produttori, magari nella propria regione, costa meno ( meno spese per la pubblicità ma anche per i trasporti ed il personale ) e, nella maggior parte dei casi, è di migliore qualità. Non sempre  infatti le cose migliori sono quelle che costano di più perché ogni qual volta comperiamo un prodotto molto pubblicizzato, con il nostro acquisto, paghiamo anche la sua pubblicità.
Ho copiato e incollato e in più scrivo e sottoscrivo qui sotto.
La pubblicità è nata come “informativa” ed è diventata “condizionante”, un po’ come tante altre cose, i telegiornali, l’informazione in generale, e molte di quelle cose che vediamo ogni giorno e a cui magari non facciamo nemmeno caso, e che invece ci condizionano senza saperlo, condizionano i nostri pensieri e persino le nostre scelte.
Una mente veramente libera non è soltanto una mente che ha spezzato le sovrastrutture, ma è anche una mente aperta, ma così aperta, che non lascia entrare niente dentro a priori, ma valuta tutto momento per momento e situazione per situazione prima di metabolizzare e fare sua qualcosa.
C’è chi si fa infinocchiare dalle pubblicità e chi vede complotti dappertutto, sono soltanto i due opposti di una stessa cosa, una mente veramente libera credo non si ponga nemmeno determinati problemi perchè parte da tutt’altri presupposti e si interessa a tutt’altre cose…
E se ve lo state domandando, no, non ci sono ancora arrivata a questo stadio, completo, e chissà se mai ci arriverò, ma ogni giorno è un giorno buono per valutare e valutarsi e migliorare e migliorarsi.
Una cosa sola è certa, la mia tv (pure bella e nuova, mannacc 🙂 ) è spenta da mesi e, senza tante stronzate, le mie giornate trascorrono completamente diverse rispetto a qualche anno fa !
Le uniche pubblicità che ogni tanto vado a guardare sono quelle vecchie anni 80, su iutùb, ma per altri motivi 🙂

A pozz ricer na cos?

Ci pensavo qualche mattina fa (oddio mattina è un parolone ^^ considerando che stamattina ero così stanca e fusa che mi sono dimenticata di svegliarmi per andare a lavorare 😐 stong tropp accìs) in macchina…

…io non sono proprio il tipo che ama pisciare sul territorio (non che da ragazzina non lo abbia fatto, ma con l’età e le esperienze si cambia, e tanto, fino anche a ribaltare il calzino), perchè penso che se il territorio vuole essere pisciato si piscia da solo 🙂 E soprattutto perchè penso che non esista un “mio” territorio, non esiste possessione ma la libertà di volersi sentire appartenere a qualche cosa, situazione, persona, evento.

E quella non dipende da noi, appunto.

Alla fine chi ostenta cose che non ha, che non fa, chi piscia su territori che non sono i suoi, dimostra soltanto di non essere contento, o addirittura di vergognarsi di quello che realmente ha e fa…E con questa massima passo e chiudo 🙂

Nonsonounasignora

Fatemi tirare 2 somme

Allora, ormai sul nostro bellissimo-fantastico-illustrissimo-votatissimo presidente, come dice il suo più grande fan quissòpra, se ne legge una al nanosecondo (nano-secondo scelto non casualmente 😉 ).

Io guardate, riesco anche a capire perchè si trovi ancora dove si trovi, visto che ha le “leggi su misura” (le nano-leggi 😉 ), e riesco anche ancora a capire perchè c’è ancora gente che lo vota e che lo applaude, perchè incarna tutti i desideri della società vecchia, pregiudizievole, antica che c’è in Italia, che guarda caso è la fetta maggiore della popolazione visto che i giovani fuggono a gambe levate da questo posto (e a volte penso non facciano poi così male…).

Ma quello che proprio non riesco a capire è come possa una persona che si rende autore di così tante figure dimmerda colossali, presentarsi ancora in giro con quel sorrisetto del cazzo, con il mondo in tasca, pieno di sè, spavaldo, in giro.

Io avrei vergogna pure a camminà in mezzo alla strada.
berlusca

Ha cominciato con la storia di Noemi (ma in realtà ha cominciato molto molto prima), il divorzio, le foto de El Pais, i voli a carico dello Stato usati per portare escort e gente dell'”elevato tenore sociale” come Apicella, ha continuato con un Obama abbronzato, con l’emergenza rifiuti che “debella” sempre in tempo minore, evidentemente ha affittato dei minatori che gli scavano fosse qui e là dove seppellire la munnezza perchè se no tutto ciò non si spiega, fino ad arrivare ai giorni nostri con Ruby, ennesima minorenne, e la dichiarazione sui gay, la cui sostanza è ‘ Meglio che mi piacciono le belle donne che essere gay’.

E giustamente la risposta degli interessati è stata “meglio gay che Berlusconi”, e sottoscrivo 10 volte. Facciamo 1000. Facciamo 309573457395793475948574395793457.

Ah ovviamente non ci dimentichiamo che quando ha ricevuto la statuetta in faccia, invece di mettersi in macchina e correre al primo ospedale, si è messo in macchina, poi ci ha pensato, è sceso con la faccia insanguinata e si è fatto vedere dalla gente, usando mediaticamente anche quello.

Ributtante.

Cioè questo qui può fare il cazzo che gli pare, dire e fare qualunque cosa, noi come paese ci rimettiamo la faccia e non solo, ma soprattutto abbiamo i diritti civili sotto i piedi (e ci camminiamo anche sopra).

Mentre noi per aver sostato un attimo sulle strisce pedonali per un’emergenza ci tocca pagà na multa di 82 euro, e con quegli 82 euro ci avremmo mangiato na settimana, lui che fa tutto questo se ne stà lì…

Mentre noi PER PARCHEGGIARE NELLA NOSTRA CITTA’ dobbiamo fa il grattino lui se ne stà lì a dire minchiate e a raccogliere soldi che gli cascano in testa.

Mentre noi festeggiamo semplicemente per aver avuto un lavoro “gallinesco” (cococo e cocopro e tutte le minchiate che ha inventato lui), e offriamo da bere semplicemente perchè magari per 2 mesi non stiamo in mezzo alla strada, lui continua a stare lì a collezionare figure di merda e a spostare capitali all’estero per non pagarci su le tasse.

Ma allora io mi domando, che senso ha anche farne articoli di giornale, parlarne?

E’ peggio del fascismo, peggio.

Perchè lì almeno le cose erano dichiarate “siamo contro i gay, contro i neri, le donne ebree vengono prelevate, violentate e usate, prima di ucciderle, se non votate noi siete morti automaticamente e se non fate quello che vogliamo noi siete morti automaticamente uguale”.

Qui invece si finge anche di dare alla gente una speranza, soldi, lavoro, una “libertà”, qui è tutta operazione mediatica, è tutta pappa psicologica, è tutta manipolazione, bugie, è peggio ragazzi, molto peggio.

E se pensate che anche quello che ho scritto qui potrebbe essere “un problema” visto che ormai pure la libertà di parola e pensiero pare sia reato….ho detto tutto.

Errevutaaaat!

Siete venuti a combattere da uomini liberi, e uomini liberi siete: senza libertà cosa farete? Combatterete? Certo, chi combatte può morire, chi fugge resta vivo, almeno per un po’… Agonizzanti in un letto fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere l’occasione, solo un’altra occasione di tornare qui sul campo ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà! (William Wallace)

Tutti muoiono, non tutti però vivono veramente.