Ladyboys

You should be stronger than me
You’ve been here seven years longer than me
Don’t you know you supposed to be the man?
Not pale in comparison to who you think I am
You always want to talk it through, I don’t care
I always have to comfort you when I’m there
But that’s what I need you to do, stroke my hair
‘Cause I’ve forgotten all of young love’s joy
Feel like a lady, and you my lady boy

You should be stronger than me
But instead you’re longer than frozen turkey
Why’d you always put me in control
All I need is for my man to live up to his role
You always want to talk it through, I’m okay
I always have to comfort you every day
But that’s what I need you to do, are you gay?
‘Cause I’ve forgotten all of young love’s joy
Feel like a lady, and you my lady boy

He said “the respect I made you earn
Thought you had so many lessons to learn”
I said “You don’t know what love is get a grip
Sound as if you’re reading from some other tired script”
I’m not gonna meet your mother anytime
I just want to grip your body over mine
Please tell me why you think that’s a crime
I’ve forgotten all of young love’s joy
Feel like a lady, and you my lady boy

You should be stronger than me
You should be stronger than me
You should be stronger than me
You should be stronger than me

Benvenuti nella nuova era!

Che era demmerda!

L’era dei Ladyboys.

Anche la povera Amy ci sarà incappata, a leggere le parole di questa canzone, canzone in cui, guardanpò, mi ci rivedo proprio alla stragrande.

Diciamo che se metto al vaglio una serie di esperienze mie e di amiche mi rendo facilmente conto che i ruoli di questa strana società sono sovvertiti e non si capisce più chi sia uomo, chi donna, chi sia in grado di più (o di meno) di provvedere ai bisogno dell’uno e dell’altro, della coppia e/o della famiglia o di un qualunque nuovo nucleo si vada a formare.

Colpa dell’emancipazione femminile?
Forse.

Più che altro, come sempre, penso che la verità stia nel mezzo della cosa.

La donna effettivamente ha avuto uno slancio nella società moderna che solo 50-60 anni fa poteva solo sognarsi.

Può essere a capo di aziende, gestire relazioni importanti lavorativamente parlando, diventare capo, boss, manager, e, nei casi più “normali” semplicemente provvedere alla propria famiglia portando uno stipendio a casa, in tanti casi uguale o persino superiore a quello di un ipotetico compagno.

Cosa è scattato quindi nel cervello maschile, a questo punto?

I ruoli è come se si fossero sovvertiti. O come se, in ogni caso, ci fossero stati dei “vuoti” nelle caselle addette all’uno e all’altra che non si sa bene come riempire.

L’uomo, immagino, stia lì a chiedersi quale è il suo ruolo “fondamentale”, a cosa serve la sua presenza in una famiglia, quanto sia in grado di dare supporto e “pane” ai propri cari.

E le risposte, sempre immagino, non credo siano troppo soddisfacenti, o magari a volte non esistono per niente.

In una fase di intermezzo di rimodellamento totale della società sicuramente qualcosa si è perso.

Troppi bambini crescono con i nonni o le bambinaie e troppe donne in carriera riescono, spesso anche non volendo, a far sentire frustrati i propri uomini che, quindi, cominciano a perdere qualunque tipo di certezze ed equilibri, macchiandosi di immani stronzate.

Ma è anche vero che questo è solo una minuscola faccia di questa figura a mille spigoli.

Non tutte le donne se ne fottono dei figli e non tutti gli uomini perdono il controllo dietro qualche gonnella solo perchè le mogli “sono meglio di loro” e in qualche modo devono rivalersi su se stessi.

C’è anche da dire che la quantità di bamboccioni e Peter Pan in calzamaglia alla veneranda età di 40 anni è enorme.

Persino uomini e donne con un lavoro piuttosto sicuro preferiscono rimanere sotto il tetto di mammà senza pagare l’affitto, con il piatto caldo a tavola sempre pronto, senza rendersi indipendenti, senza costruire, di fatto, nulla di concreto se non in potenza.

Che tipo di relazioni avranno queste persone?
Secondo voi…?
Una persona così calcolatrice o, peggio, opportunista, o peggio ancora, senza voglia di mettersi in gioco o rischiare o, ancora peggio (all’ennesima potenza) mai cresciuta, cosa avrà mai da dare, nel senso più puro e materiale ma anche spirituale del termine, ad un’altra persona e ad una relazione di coppia?

Complessi di Edipo e Complessi di Elettra a gogo.

Una cosa che, veramente, ha poco di divertente, se non nei primi, forse, 2-3 mesi di frequentazione.

La verità è che, poi, molto spesso gli uomini si appoggiano a questa condizione di cose:” avete voluto la parità dei sessi? E allora adesso prendetevene le conseguenze! Non potete fare le donne in carriera e poi volere pure un uomo con le palle, le due cose non collimano. Se volete il controllo non potete aspirare a un uomo d’altri tempi, i tempi sono cambiati “.

E’ vero, i tempi sono cambiati.

Ma questa può diventare anche una colossale scusa su cui sedersi.

Perchè se è vero che i tempi sono cambiati è anche vero che certe cose non sono cambiate affatto: non mi sembra che agli uomini vengano le mestruazioni, che siano in grado di partorire dei figli o di allattarli dai propri capezzoli. Come non mi sembra che alle donne siano cresciute le palle (almeno non quelle fisiche!) e che abbiano smesso di essere delle madri.

SI sono solo un po’ (con)fuse le mansioni.

Uomini che sanno fare anche da mamma e donne costrette, in tanti casi, a fare anche da papà, soprattutto quando, per un motivo o per un altro, si ritrovano sole.

Ma chi sono questi Ladyboys?

Uomini che hanno perso le palle sotto a qualche trinciatutto.

O a cui, forse, non sono mai cresciute.

Uomini che preferiscono restare a casa, con la scusa di fare quello che la donna non può fare VISTO CHE LAVORA, a bighellonare tra whatsapp e facebook per buona parte del tempo.

Qualcuno poi cucina, qualcun altro rimette le lenzuola a posto, qualcun altro ancora va a fare la spesa, o a prendere i bambini a scuola, ma nessuna di queste mansioni è strettamente necessaria o insostituibile.

Insostituibile è un uomo presente che, come la donna, si smazza e si fa il culo per provvedere alla propria famiglia.

Per non parlare poi di quelle specie di amebe che stanno lì solo per cercare qualcosa che rigonfi il loro ego in maniere spropositate.

Stanno lì ad attendere che si penda dalle loro labbra, quando spesso noi non abbiamo il tempo nemmeno di pendere dalle nostre. E c’è tutt’altro che ci pende, magari 😀 Tipo le balle, in proporzioni da pendolo di Foucault!

Che tra una manicure e una ceretta c’è il pagamento dell’affitto, delle bollette, il lavoro, spesso un altro e un altro lavoro ancora, la gestione burocratica di tante cose, l’auto, i controlli, le pulizie e la casa da tenere in ordine etcetcetc.

E allora che succede?
Che loro vanno a gonfiarsi l’ego altrove. Online e/o offline.

Altri uomini con cui mi è capitato di interagire si sono offesi nel momento in cui non avevo abbastanza tempo da dedicare a loro, soprattutto come e quando volevano loro.

Si sono offesi quando hanno visto che avevo troppe cose da fare e responsabilità da cui non potevo sottrarmi per pendere dalle loro labbra (e richieste) e si sono sentiti rifiutati o esclusi persino quando mi sono PERMESSA di dire:” vabbè dai invece di vederci adesso dammi un’ora“.

Non si capisce bene cos’è che vogliano, e in questo cominciano a somigliare tremendamente a quelle che, una volta, erano le donne: incomprensibili, volubili, uterine. Tra un po’ mi sa che ci toccherà constatare da qualche eco che l’utero comparirà anche nei meandri delle viscere maschili!

Vogliono il controllo? Sì ma solo per quello che vogliono loro.

Vogliono essere lasciati liberi? Si ma solo quando vogliono e come vogliono.

Vogliono una storia? Sì, ma che non sia impegnativa. Per loro almeno. Per la donna  anche sì, Altrimenti è una stronza.

:/

Sono talmente basita dall’ “offerta attuale sul mercato” dell’essere maschile che sono fieramente single, nonostante ci abbia provato e riprovato a intrattenere delle relazioni. Ormai sono talmente  decisa e sicura di quello che voglio che riesco a mandare a cagare chicchessia nel giro di pochissimo senza alcun senso di colpa o rimpianto.

Sarò diventata cinica, ma io a 34 anni il tempo non lo perdo più.

Non voglio sentirmi come Amy, una donna con un ladyboy, se proprio DEVO stare con qualcuno questo controllo che tanto mi sento in dovere di mantenere vorrei finalmente perderlo, rilassarmi, con qualcuno con attributi altrettanto giganti da potermi sostenere in tutti i sensi in cui un uomo può sostenere una donna.

Altrimenti vada per questa singletudine a sprazzi…

Meglio sprazzi di singletudine che sprazzi di vita! 😛

La Sindrome Anti MIT

Tempo fa vi ho parlato di una pagina ironica nata su facebook per ridere un po’, con intelligenza, alle stranezze (o stronzaggini che dir si voglia) degli uomini, ed era quella che trovate cliccando qui:

Uomini Col Mestruo.

Come si nota la pagina contiene una serie di esperienze, a quanto pare, che attingono da email reali anonime ricevute dalla “redazione”, che hanno davvero dell’incredibile, incredibile che però  per molte di noi donne diventa credibilissimo visto che ad almeno un paio (anche se per alcune di noi sigh sigh c’è da ammettere di aver collezionato tutte le situazioni descritte nei post, ahimè, spesso anche “grazie” ad una sola persona!) di situazioni descritte abbiamo partecipato in maniera attiva, rendendoci conto soltanto dopo di quello che realmente ci stavamo facendo propinare, a volte anche un po’ a gratis, da un’altra persona.

Ultimamente invece sta riscuotendo molto successo la risposta al maschile a questa pagina, che potete sempre guarducchiare, se non la conoscete già, cliccando qui sotto:

La Mutanda In Testa.

Come spesso accade, nonostante il successo della pagina al femminile questa al maschile ha sbancato tutto, poichè è nato da qui anche un canale youtube, con conseguenti video (e monetizzazione, giustamente) e lavori quindi evoluti&alternativi in merito alla questione.

Tutto meritatissimo, i ragazzi sono bravissimi e le situazioni descritte veramente ironiche, divertenti e da sganasciarsi dal ridere, sempre con intelligenza, anche per noi donne, devo dire.

Fermo restando che credo che anche la pagina UCM avrebbe potuto godere di un successo simile, soltanto che non si è evoluta la cosa ed è rimasta un po’ lì, forse perchè non ci sono le stesse “intenzioni” dietro, non saprei.

Ma questa cosa mi ha fatto riflettere su una cosa in particolare che adesso andrò a descrivervi.

L’esistenza di una ipotetica mutanda in testa per un uomo insicuro può costituire un problema tale da creare una vera e propria SINDROME Anti-MutandaInTesta.

Sindrome Anti MIT

Eh sì perchè la sola idea che gli amici possano percepire che “lui si è fatto mettere la mutanda in testa” diventa un problema per l’orgoglio maschile.

E questo implica 3 cose:

che tra uomini si giudica molto quello che altri uomini non presenti nella stanza vivono con le proprie compagne

che tra uomini la ciucia deve essere al primo posto SEMPRE a meno che questo non implichi un fidanzamento o un impegno serio, perchè lì le cose sono diverse

che l’entusiasmo e l’innamoramento viene facilmente soggiogato e spento da questo tipo di paure, venendo poi facilmente soppiantato da esse

C’è infatti una legge per la quale l’uomo deve faticare e sudare per conquistare una ciucia, e badate bene al nome comune di COSA che ho citato, non ho detto DONNA, ho detto CIUCIA, legge per la quale vale anche l’adulamento e lo zerbinaggio e la finta devozione che però dopo aver raggiunto l’obiettivo slittano verso un’altra ciucia.

Per cui lì non si parla di mutanda in testa perchè se anche apparentemente sembra così, in realtà il fatto che l’uomo passi le sue giornate a colloquiare tramite whatsapp, facebook, email, piccioni viaggiatori con l’oggetto del desiderio (del momento) è visto come una nota positiva, agli occhi degli altri uomini. Se anche si passano le giornate così tra la ricerca di una conquista e poi di un’altra dedicando intere ore, giornate e settimane allo scopo, la considerazione degli altri, sempre nella mente di questi soggetti, è positiva, immaginando che gli altri pensino: “Sei un bucchinaro, bravo!“. Naturalmente se invece è la donna ad assumere atteggiamenti del genere è facilmente etichettata come una prostituta ma non è questa la sede per parlare di questa divergenza di considerazioni.

La cosa particolare di tutta questa faccenda è che se invece l’uomo dedica le sue giornate, ore, settimane, attenzioni alla sua COMPAGNA tutto cambia. “Eh non è più lo stesso, si è fatto mettere la mutanda in testa, guardalo là com’è cambiato, non è più lo stesso di prima”.

E a questo punto, parte quella che io ho chiamato Sindrome Anti_MIT.

L’uomo colpito da questa sindrome dopo aver speso un sacco di giorni, energie, mesi a rendere felice la sua compagna, quando si ritrova a parlare con gli amici di altri uomini seriamente impegnati, come lui, comincia a fare paragoni, inconsciamente, e a sopperirne.

Se gli amici definiscono un altro amico (SEMPRE NON PRESENTE, attenzione) UN MUTANDATO per questo o quell’altro motivo, sarà facile che comincerà a chiedersi se anche quando lui non è presente gli stessi “amici” (magari includendo quello non presente) gli riservano lo stesso trattamento. E questo genera una forte insicurezza per la quale il soggetto sarebbe pronto a tutto pur di evitarlo.

Per cui comincerà ad evitare di fare quelle carinerie verso la fidanzata, snellendo sempre più il bagaglio delle attenzioni e delle piccole cure verso l’altro, che poi fanno il 70% di un rapporto.

Comincerà a fare apprezzamenti sulle altre, a notare le taglie di reggiseno di avventuriere della cricca degli “amici”, a dare suggerimenti e pareri sui MUTANDATI definendosi per contro, quindi, un non-appartenente alla categoria. Comincerà a partecipare attivamente a conversazioni inerenti “ciucia”, ritrovandosi spesso persino a guardare o condividere foto e video porno che si sa, tra “amici” ci si manda, per farsi una risata, ma è chiaro, non una volta ogni tanto ma almeno una volta al giorno (se tutto va bene e gli auto-definiti non-mutandati hanno del tempo da dedicare a questo, levandolo dal tempo che dedicano alla conquista delle prede-ciuce dette prima).

Naturalmente questo include commentini sprezzanti verso la compagna anche e soprattutto in presenza dei suddetti amici,anche e soprattutto in presenza di lei, che fa un po’ come da “tappezzeria” in certi casi (o vorrebbe tanto esserlo), commentini che tra il serio e il meno serio includono frasi del tipo:

no ma chi se la vuole sposare, poi le devo dare anche gli alimenti se ci separiamo

no ma non dire che quella è bona se no non me la fa accettare su facebook

che dici ci vogliamo fare una scampagnata di una settimana con la scusa del lavoro? Però shhh non farmi urlare che lei è di là e non posso farmi sentire

classifica sulle prestazioni sessuali di altre donne

accondiscendenza e totale assorbimento in situazioni pre-ciucia e infra-ciucia di altri uomini-“amici”

rilassamento e incuria nel rapporto coniugale

Naturalmente agli occhi della compagna tutto questo potrà sembrare una specie di imbarbarimento e inselvaggimento dovuto a un cambiamento dei sentimenti o a un instronzimento improvviso. Prima di arrivare a certe consapevolezze ci vuole del tempo, e nemmeno tutti ci arrivano.

A volte la paura fa più danni di quanto si crede, perchè è lei a dominare, e non la persona su di essa.

L’uomo che soffre di questa particolare sindrome, quando comincerà ad avere problemi con la compagna a causa di questi comportamenti… come dire… particolari… troverà sicuramente un valido appoggio in quegli stessi amici, che lo definiranno sano e saggio e soprattutto “un uomo che non si è lasciato mutandare e che al più presto quindi potrà correre dietro a una nuova ciucia, dedicando soldi, tempo ed energie senza poter essere definito mutandato“!OLE’!

Per cui tutto questo ha un finale piuttosto tragico, scontato e poco multiforme direi.

La vera mutanda in testa è quella che abbiamo paura che gli altri ci possano mettere, ma è troppo difficile da capire, è troppo complicato da poter attuare; è troppo assurdo per un uomo accettare di dedicare la propria vita alla donna che ha scelto per la vita, appunto, senza darla per scontata o senza aspettarsi che sostenga tutti i suoi cambiamenti repentini, inclusi quelli dovuti alla sindrome qui descritta.

L’uomo che soffre della Sindrome Anti-MIT ha un solo futuro possibile: diventare un ciucia-dipendente esattamente come i suoi “amici”, ottenendo il plauso della platea e l’abbandono dal resto.

Mutandandosi definitivamente quindi, a tutto questo. Mutandandosi definitivamente quindi alla presunta considerazione che gli altri crede abbiano di sè.

Generalmente i sofferenti di questa sindrome si ravvedono soltanto in punto di morte, quando si rendono conto di aver sprecato la loro esistenza dietro ciuce poco meno che interessanti e dopo aver avuto una serie di rapporti intimi e sessuali in relazioni più o meno vuote. Non avranno figli a cui raccontare nulla, non avranno compagne vere in grado di sostenere la loro vecchiaia e le loro esigenze fino all’ultimo giorno; avranno solo una catasta di ricordi e ciuce che si accavallano, in una confusione tra racconti veri e falsi, video porno e atti davvero accaduti nella realtà e ore spese a mandare email e whatsapp che nell’arco di una vita, una volta raggruppate, si sommano in anni di tempo volato via così.

Ed è solo per questo che una volta che gli “amici” magari si sono sposati, e che la vita è trascorsa così, che magari i sofferenti di questa sindrome possono ravvedersi, e finalmente guarire quando però è inesorabilmente troppo tardi.

Potete aiutare questi uomini deboli e sfortunati mandando un sms dal valore di 2 euro al numero 661cretino sperando che la ricerca possa aiutare in qualche modo a trovare qualche strategia curativa nei loro confronti. Per il resto, stanno per aprire centri dedicati allo studio di questi particolari esemplari.

Novità in aggiornamento, restate sintonizzati.

The Ciucia Power

ciucia power

Luomoprimadellaciucia è un elemento fondamentale della società: romantico, pieno di complimenti da elargire che fioccano dalla bocca come rossi petali di una rosa infinita, gentilezza e cavalleria, sogni e promesse di un futuro radioso e di sentimenti mai provati prima… un sogno ad occhi aperti.
Quando poi, invece, gli occhi si chiudono, si trasforma nell’essere più immondo che la Terra possa ospitare (quasi sempre): luomodopolaciucia.

Luomodopolaciucia è strafottente, egoista, assente, puntiglioso; il suo gioco preferito è tenere la preda sulle spine per farle credere (ma in realtà non lo sa manco lui, e non sono rari i casi in cui nessuno se lo caga di striscio o è lui a rincorrere le gonnelle delle donzelle impegnate a fare altro) che come lei ce ne sono centomila altre pronte a pendere dalle sue labbra (e dai suoi attributi). E’ l’incubo che nessuna dovrebbe fare, l’aspettativa che tutte hanno ma sperano di non realizzare, la speranza fallita che “questa volta sarà diverso”.


“The Ciucia Power” trasforma esseri adorabili in diavoli ributtanti!
Donne, giovanette, ragazze, sentite a me, ASTIPATAVELL!

Tre aggettivi di cui almeno 2 complimenti = Scomplimento :)

Pensavo alle parole di una amica, e ne ho tirato fuori un post…

Pensavo che spesso tre aggettivi insieme, di cui 2 “buoni”, possono diventare “cattivi” nell’insieme.

Un esempio.

“Una bella donna cervellata”, cioè una bella donna con il cervello, spesso diventa motivo di timore e di insicurezza per chi deve rapportarcisi, uomo o donna che sia.

Una donna può sentirsi in competizione con una persona fatta in quel modo, e un uomo per quanto può sentirsene attratto, spesso poi comincia a pensare sia “troppo”, perchè oltre a essere donna, bella, ha pure un cervello, e questo porta a fargli ripensare non solo a tutte le belle scene di sesso sfrenato che vivono, ma anche a tutte le volte che la donna lo ha messo davanti allo specchio, alle sue responsabilità, alle sue “mancanze” (se ce ne sono), ai suoi limiti (quando ce ne sono, ma ne abbiamo tutti).

E spesso, gli uomini vivono storie molto intense con questo tipo di donne, ma finiscono poi per allontanarsene.

Meglio una bella donna senza “troppo” cervello, o meglio una donna non “troppo” bella ma con un cervello.

Il loro ego ne risente meno.

Stessa storia quando si dice:

“Chi? Quello? Un bell’uomo e tanto tanto buono”.

Automaticamente diventa un belloccio bamboccio, “troppo buono” = “troppo fesso”, troppo tappetino?

Spesso le donne sono attratte dai bellocci stronzocci, e là ci perdono la testa, ma se sono bellocci buoni, prima o poi se ne stancano e si trovano un bello stallone che le farà soffrire e buttare tanto di quel fegato che poi dovranno andare al primo ospedale a prenotare un bel trapianto 🙂

Ma questo vale anche in tante altre cose, che ne so qualcosa del tipo:

” Quel tipo ha veramente carattere, coraggioso, spavaldo, sicuro delle sue idee, non c’è nulla che possa fargli cambiare idea”.

Automaticamente diventa uno che se ne sbatte il cazzo delle conseguenze, e pur di continuare a perseguire i suoi obiettivi, passerebbe sul cadavere di chiunque, DIVENTEREBBE QUASI IN-UMANO.

E’ incredibile come troppi aggettivi positivi possano diventare un insieme di caratteristiche che all’unisono suonano negative, tanto si trasforma automaticamente in “troppo“.

Voi che ne pensate?

Buongiorno!

Se un uomo ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo di te…. non gliene frega un cazzo di te davvero!

 

In genere odio guardare i film “procurati” e che si vedono e sentono na schifezza ma ero troppo curiosa di vedere questo qui essendomi totalmente innamorata del libro (“La verità è ce non gli piaci abbastanza”) 🙂

E devo dire che ha delle freddure all’altezza del libro, anche se ha un po’ troppi “lieti fine” per il mio gusto, e soprattutto dopo aver letto il libro il mio cinismo è alle stelle 😀

Ma forse questo film finisce così per poter dirci: “cazzo non vi dimenticate però di sognare altrimenti diventate delle macchine-ciniche-stronze-nonc’è+postopernessunonelmiocuore!”

Assolutamente da vedere e sentire (per quel che si riesce) questo piccolo montaggio-riassunto:

Non vi svelo altro perchè essendo un film uscito da poco, magari non tutti lo hanno visto 😉

 

Meditate gente!