Il mondo del web writing: scrivere per guadagnare


web-writer

La mia avventura con il web writing continua (ed ecco perchè mi vedete sempre meno spesso :D).

Qui vi avevo già parlato del portale ciao.it dove scrivo da un bel po’ di tempo ormai, con la possibilità non solo di recensire prodotti ma anche di esprimersi in base a tematiche attuali; ci sono circa un paio di opinioni al mese che riguardano temi di attualità, infatti, che vengono premiate con 5 Euro, più altri piccoli premi mensili per la costanza e la qualità degli scritti.

I guadagni non sono da dichiarazione dei redditi, per intenderci, ma qualcosina, se si scrive per passione senza voler forzare troppo la mano, si guadagna.

Ho proseguito questa avventura, oltre che prendendo qualche altro incarico qui e là (sono articolista e redattrice anche del sito NapolinLove), anche attraverso altri portali.

Il primo si chiama Scribox (cliccando sopra ci trovate il mio profilo) ed è un portale di ghostwriting.

In sostanza si scrive “segretamente” per qualcun altro, che ci paga sì, ma si prenderà i meriti dell’articolo e il diritto d’autore.

Si parla di articoli per blog, recensioni, trafiletti, cose di piccola importanza per cui non è questo gran disastro fare il ghostwriter in questi casi (anche perchè attraverso la ricerca google si possono sempre ritrovare i propri lavori, ovviamente!).

L’unico svantaggio è che spesso si tratta di lavori”piccoli” con relativi compensi “piccoli” e il payout di 50 Euro si raggiunge, così, in un bel po’ di tempo; ma comunque è un buon salvadanaio da tenere buono buono fino al raggiungimento del gruzzolo. Il segreto è diventare copywriter di fiducia per qualcuno, per cui poi gli incarichi si susseguiranno più velocemente.

L’altro, invece, è un sito di Giornalismo Partecipativo (Blasting News). In sostanza, una testata che offre ai web writer la possibilità di scrivere in stile giornalistico e guadagnare in maniera puramente meritocratica attraverso la quantità di visite ricevute. Più si scrive di argomenti interessanti, più si è bravi a individuare le parole chiave dell’articolo, più si impara a pubblicizzare il proprio lavoro e più si guadagna. Sinceramente mi è parsa una delle migliori opportunità del momento, all’inizio, ma poi, perlomeno per quanto riguarda me e qualche altro utente, si è rivelato una gran delusione. Vi spiego tutti i dettagli.

  • Al momento in cui ci si iscrive non c’è alcuna garanzia sul fatto che i propri articoli verranno pubblicati. Si scrive infatti in un form predefinito che prevede un titolo, un sottotitolo e un articolo di massimo 4000 caratteri, comprendendo anche strumenti vari per l’implemento di post facebook, video youtube e quant’altro. L’articolo, una volta scritto, va inviato automaticamente alla redazione, ma il sistema di approvazione è molto severo. Nessun copia/incolla, nemmeno da propri articoli pubblicati altrove, nessun tono confidenziale, assoluto distacco da quello che è il mondo e il modus blogger: qui si è giornalisti!
  • L’inserimento delle immagini prevede regole piuttosto precise sia sulla citazioni delle fonti (come anche le fonti delle info descritte negli articoli), sia nelle misure: il formato infatti è standard, sempre 660×360 e si deve avere, quindi, dimestichezza anche minima con programmi di foto editing per ridurre le immagini alle dimensioni desiderate.
  • Sono vietati link esterni che rimandano ad altri siti ma sono obbligatori, invece, almeno due link interni a Blasting News, che spingano i lettori a cliccarci su, ovviamente attinenti agli argomenti trattati nell’articolo.
  • Il sistema remunerativo è meritocratico: più visite riceve un certo articolo nell’arco dei 30 giorni successivi alla pubblicazione e più soldi si accumuleranno sul proprio conto, per un massimo di 150 euro previsto. I soldi cominciano ad accumularsi dopo le 150 visite.
  • Il payout è a 50 euro complessivi
  • Consigliato è di linkare i propri articoli sui social network, nei gruppi e nelle pagine attinenti agli argomenti trattati, ma senza fare spam fastidioso. La redazione controlla, a quanto pare, anche questo tipo di operazioni “poco professionali”. C’è anche la possibilità di linkare automaticamente tutto su facebook, twitter e via mail ai propri contatti memorizzati.
  • L’approvazione dei propri articoli da parte della redazione, in genere, avviene entro 12 ore massimo, e spesso riportano, almeno agli inizi, piccoli consigli per gli articoli futuri. A volte capita che gli articoli siano rifiutati, resi modificabili, ma se nemmeno alla seconda volta sono accettati vengono perduti.
  • C’è una miniguida che chiarisce molti punti sulle pubblicazioni e il ruolo di giornalista partecipativo nel sito
  • Bisogna avere un minimo di conoscenza del SEO o comunque sapere che parole mettere in grassetto per far risaltare all’occhio le parole chiave al lettore. Consigliato anche l’utilizzo di header, cioè di piccoli titoli che dividano l’articolo in due o più paragrafi
  • Non è possibile scrivere di cose “passate” ma solo di argomenti prettamente attuali, tranne che nella sezione ricette e in qualche altro caso (tipo articoli di psicologia, dietologia etc)
  • Non è possibile cancellare i propri articoli o modificarli se non passando attraverso la redazione, che non è sempre velocemente reperibile tramite email, consiglio di parlare sempre via facebook con una delle ragazze dello staff che trovate nel gruppo “Giornalisti Partecipativi”

Sembrano tante cose ma in realtà, a furia di scrivere, qualche abitudine diventa naturale.
All’inizio non nego che abbia avuto qualche difficoltà, e qualche battibecco, con la redazione.
Dovermi “contenere” in 3500-4000 caratteri con i fiumi di parole che mi rimbombano in testa, quando sono ispirata, non è facile; ma è un’ottima scuola, un ottimo strumento per imparare a diventare più concisa e professionale.
Ho raggiunto il payout in un mese, collezionando un sacco di visite e di lettori.
La cosa, non lo nego, mi ha dato molte soddisfazioni.
Ma, innanzitutto, c’è da sottolineare che non è un’attività “per tutti”.
Bisogna avere già un minimo di esperienza e molta pazienza perchè uniformarsi è, i primi tempi, veramente complicato e si rischia di perdere solo tempo a scrivere senza che i propri articoli siano “buoni” per l’approvazione o, peggio, per raccogliere visite.
Ma questo, purtroppo, poi nel tempo non si è rivelato l’unico elemento che mettesse il conto a rischio di essere sempre in rosso.

Sebbene, ripeto, sia un’ottima palestra.
Quello che è ovvio è che dai giornalisti che non producono molte visite loro ci guadagnano comunque “mole” di articoli gratis (cioè, da non pagare) e visite, ma quello che ci si aspetta è che anche lo staff sia interessato a un buon livello dei partecipanti!

Ma così non è.

Innanzitutto c’è da dire che per i primi mesi si guadagna benino e poi c’è qualcosa che comincia ad andare storto.

L’esperienza mia e di altri blaster è stata molto negativa. Dagli inizi di Marzo c’è stato un grosso, enorme, HUGE direbbero gli americani, calo di visite che nessuno della redazione ha saputo spiegare. L’unica cosa che è stata detta è stata: “probabilmente i vostri articoli non riscuotono successo“.

Ci siamo informati e abbiamo notato una discrepanza tra contatori personali e quelli che ci venivano forniti da loro.

In più, in rete, sono disponibili molti link che riguardano il titolare dell’azienda, Andrea Manfredi, e un suo provvedimento disciplinare da parte della Regione Lombardia, che in sostanza lo ha censurato dall’ordine giornalisti regionale, non reputando nè veritiera la promessa del Tesserino da Giornalista Pubblicista che faceva ai suoi “giornalisti” nè equa la remunerazione degli articoli, che non prevede costi fissi sebbene siano prestazioni lavorative a tutti gli effetti.

La cosa è ancora in divenire e stiamo raccogliendo materiali e pareri anche attraverso altri utenti, esperti informatici e avvocati. Chiunque abbia avuto problemi con loro può mettersi in contatto con noi scrivendomi qui sotto un commento o andando nella sezione “Me Online” per scrivermi in privato.

Vedremo come andrà a finire.

Per il momento, quindi, mi sento di sconsigliare questo portale anche perchè alcuni di noi, solo per aver parlato “chiaro” in redazione, sono stati sbattuti fuori, anche con un declassamento ingiustificato da Senior a Junior.

(Infatti gli utenti Junior sono quelli che devono attendere che i propri testi vengano approvati, mentre i Senior pubblicano in automatico, senza controllo alcuno, e possono diventare anche redattori, guadagnando anche, in un sistema un po’ piramidale, sulle visite che gli articoli da loro approvati fanno!).
Il mio profilo lì lo trovate ancora attivo a questo link ma, credo, a breve lo disattiverò.

Insomma, ci si lancia in nuove avventure per placare le mie sinapsi e metterle anche a frutto, ma non tutte le esperienze, come è logico e immaginabile, sono sempre positive!😀

ps. tutti gli articoli che, a ispirazione, scriverò ma non potrò pubblicare su queste testate li vedrete comparire qui, quindi in una qualche maniera la mia assenza è una presenza potenziale😀 Tra l’altro sto seriamente pensando di aprire un sito tutto mio o di cominciare ad utilizzare questo blog stesso come fonte dei miei articoli… ci penserò🙂