Zombie al microscopio

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No, non si parla di The Walking Dead, nonostante sia l’argomento del mese. Parliamo del mito degli zombie: cosa riguarda, cosa nasconde e, soprattutto, cosa svela.

Da quando ho cominciato il rewatch di X Files, per approdare poi ancora più pronta e preparata alla nuova miniserie che si è appena conclusa (da fan sfegatata quale sono sin dai tempi del liceo) mi sono resa conto che Chris Carter è un genio ancor più di quello che ricordavo, perchè ogni singola puntata, perlomeno delle prime serie, prende spunto da risvolti scientifici o leggende realmente tramandate nei posti più svariati della Terra. Ho deciso così di aprire una nuova categoria di articoli su questo blog: “X Files Inspiration” 😀

Per primo, ho deciso di indagare sul “fattaccio zombie“.

Attraverso un’analisi scientifica dei fenomeni è possibile, oggi, guardare con occhio diverso quello che ieri appariva inspiegabile, leggenda.

Si sa, l’uomo ha un rapporto particolare con ciò che non comprende, lo demonizza o lo osanna, a seconda dei casi: è questa la radice delle religioni, delle scaramanzie e delle tradizioni più antiche per molti popoli.

Ne hanno parlato le storie tramandate da padre in figlio, la letteratura,la tv, ma in pochi possono dire di aver avuto a che fare con queste entità sul serio, a parte Mulder e Scully, ovviamente 🙂

Ma non si può parlare di zombie senza parlare di Clairvius Narcisse.

Clairvius, un contadino haitiano, venne ricoverato in ospedale nel ’62 a causa di una violenta febbre, nevralgie e sangue che gli usciva dalla bocca. Provava una sensazione strana, come se una marea di insetti camminasse sulla sua pelle. Morì due giorni dopo, come dichiara il suo certificato di morte, e venne seppellito. 18 anni dopo, nel 1980, Clairvius ricomparve al mercato, girovago tra le bancarelle, dove riconobbe la sorella Angelina. Lei non credette ai suoi occhi finchè lui non le raccontò dei particolari privati della loro infanzia.

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Clairvius Narcisse

Fu nel 1982, grazie a Wade Davis, un etnobotanico di Harvard, che si cominciò a far luce sulla faccenda. Intersecando i racconti di Narcisse e i dati che riuscì ad avere in suo possesso, Davis formulò una teoria. Narcisse era convinto che i mandanti della sua “zombificazione” fossero i fratelli, con cui non era in accordo in merito alla vendita di un terreno. Ricordava altresì di aver presenziato coscientemente alla sua “morte” senza poter far nulla, non riuscendo a gridare, parlare, muoversi; era stato cosciente persino durante la sepoltura. Estratto dalla fossa da qualcuno, ricordava di essere stato condotto in una piantagione di cotone dove lavorò in schiavitù per due anni, costantemente drogato e semi-incosciente. La morte del padrone fu una buona scusa per fuggire, ma la memoria era scarsa e appannata per cui girovagò per anni prima che le droghe esaurissero del tutto il loro effetto. La sensazione, poi, che fosse stato tradito dalla sua stessa famiglia lo aveva scoraggiato dal tornare nella sua terra. Davis annotò questa storia una volta arrivato ad Haiti per procurarsi la “polvere zombificatrice” dai bokor, gli sciamani dediti a queste pratiche. Lo studioso riuscì a guadagnarsi la loro fiducia presenziando a cerimonie piuttosto cruente, comprando poi 8 diverse polveri zombificanti che analizzò. Il contenuto fu sorprendente: frammenti di rospi e di pesce palla, autoctono delle acque di Haiti, ossa e cadaveri umani, ragni, lucertole e piante urticanti.

  • La pelle del rospo è un potente antidolorifico, più della cocaina, che può anche uccidere (bufotossina).
  • Il veleno proveniente dal pesce palla (Fugo) è la tetrotodossina, anch’essa una potente neurotossina “pain-killer” (160mila volte più della cocaina), più tossica del cianuro. E’ in grado di portare ad un repentino coma, che talvolta finisce in morte (i cuochi giapponesi sono specializzati nell’estrarre il veleno da questi animali prima di cucinarli, eppure si registrano ancora casi di intossicazioni).
  • La Datura è una pianta che, in alcune sue specie, può rivelarsi particolarmente allucinogena, spingendo anche verso perdita di memoria a lungo termine, paralisi e morte.

Una combinazione di questi ingredienti sarebbe causa di una morte apparente, con respiro e battito cardiaco così flebili da confondere persino i medici. Ad Haiti, inoltre, le sepolture avvengono molto velocemente a causa del caldo, e le condizioni comatose rendono possibile una sopravvivenza nel sarcofago, per le vittime dei bokor, anche per 8 ore. Il mistero sembrava risolto, ma ulteriori sviluppi trasformarono le certezze in nuove incertezze.

Gli studi di Davis, infatti, vennero confutati. Gli scienziati assicurarono che la neurotossina presente nelle polveri era inattiva, presente solo in tracce, e che quindi era inefficace a generare conseguenze tanto brutali.

Questo non ha fermato però gli Haitiani dal costituire un articolo del codice penale che vietasse e punisse la “zombificazione”: «È da considerarsi tentato omicidio l’utilizzo contro un individuo di sostanze che, senza causare una vera morte, inducano un coma letargico prolungato. Se dopo la somministrazione di tali sostanze la persona viene sepolta, l’azione sarà considerata omicidio indipendentemente dal risultato che ne consegue».

In realtà fu lo stesso Davis a rendersi conto del fatto che non era soltanto la “chimica” a fare il suo lavoro, ad Haiti, ma anche la psicologia.

L’intruglio zombificante dei bokor, in sostanza, sarebbe in grado di fare il suo lavoro soprattutto perchè l’intera faccenda è supportata da radicate credenze e superstizioni popolari.

La teoria che il dosaggio minimo di tetrotodossina riesca a portare al coma letargico, al metabolismo rallentato e alla morte apparente non sarebbe sufficiente a giustificare questo stato di cose, scientificamente, se molto non accadesse per suggestione, quindi.

 

Ci si immagina persino la scena: un uomo rinchiuso, drogato, per ore in un sarcofago, viene estratto dai suoi aguzzini, “risvegliato” a suon di botte e reso “zombie”, oltre che dalle sostanze psicotrope, anche dai danni cerebrali subiti, probabilmente, a causa della mancanza di ossigeno. Ma non è abbastanza, secondo gli studiosi.

Ci sarebbero tre componenti da considerare:

  1. Il fatto che le sepolture avvengano repentinamente a causa del caldo potrebbe giustificare la presenza di un numero notevole di morti apparenti, con conseguenze immaginabili.
  2. I sarcofagi usati per le sepolture spesso non vengono sotterrati in cimiteri ma posizionati fuori dal terreno, nei pressi di normali abitazioni private, per cui riesumare un cadavere per i riti vodoo non sarebbe una cosa così difficile ad Haiti.
  3. Non sono mai stati visti questi “zombie resi schiavi” ma sempre e solo “zombie vaganti” provenienti da chissà dove. Potrebbe semplicemente trattarsi di persone malate di mente girovaghe del territorio (erroneamente “riconosciute” da parenti superstiziosi).

A supporto di questa tesi, come cita l’interessante articolo del CICAP da cui ho preso spunto, ci sarebbe la storia di Felicia Felix-Mentor.

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Felicia Mentor, a sinistra ancora “zombificata”

L’episodio risale alla prima metà del ‘900 ed è stato documentato dall’antropologa Zora Neale Hurston.

Siamo sempre ad Haiti, in un villaggio. Felicia era morta nel 1907, all’età di 29 anni. Trent’anni dopo, nel 1937, nel paese arrivò una donna in gravi condizioni di salute, scalza, con abiti stracciati, che non poteva sopportare la luce diretta del sole. La famiglia Mentor riconobbe in lei Felicia e la prese con sè. Alcuni giorni dopo, però, la donna fu ricoverata a causa delle sue cattive condizioni di salute e i raggi-X svelarono l’arcano: la ragazza non presentava i segni di una frattura alla gamba che invece Felicia avrebbe dovuto avere. Se ne dedusse, quindi, l’evidente errore di riconoscimento.

Tempo fa ne ha parlato anche Focus in un articolo.

Ancora una volta la scienza sembra contenere tutte le risposte di cui si ha davvero bisogno!

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“La notte dei morti viventi” – Fonte: Focus

Nonostante questo, comunque, ci sono moltissime altre teorie che sono state ipotizzate. C’è chi ha parlato di esperimenti militari andati fuori controllo e chi ha nominato un virus, il cosiddetto Solanum, che avrebbe origine addirittura pre-umana e porterebbe alla non-morte. Su un sito si legge:

Il Solanum agisce spostandosi attraverso il flusso sanguigno dal punto d’ingresso fino al cervello. Con processi  non ancora del tutto chiari, il vrus usa e distrugge le cellule del lobo frontale per replicarsi. Durante questa fase il cuore si ferma, e il soggetto infetto risulta “morto”. Il cevello tuttavia rimane in vita, ma in una sorta di letargo, mentre il virus ne muta le cellulegenerando un organo completamente nuovo. Il tratto piu; distintivo di questo nuovo organo e’ l’indipendenza dall’ossigeno. Eliminando il bisogno di questa risorsa, il cervello non-morto puo’ utilizzare il complesso meccanismo di sostegno del corpo umano. Una volta completata la mutazione, questo nuovo organo rianima il cadavere dando luogo a un nuovo essere, completamente diverso da quello precedente. Alcune funzione corporee rimangono costanti, altre operano in misura divera, altre ancora cessano del tutto. Il nuovo organismo e’ uno Zombie.

Origine
Purtroppo la ricerca non ha ancora trovato in natura un campione di solanum. Acqua, aria e suolo di tutti gli ecosistemi, ne sono privi. Metre scriviamo questo sito, la ricerca continua.

Naturalmente non c’è nulla di fondato, anzi: è stata la trovata geniale di uno scrittore, che ha inserito questa malattia fittizia per dare più credito e interesse ad un suo libro. Si tratta di  Max Brooks, “The Zombie Survival Guide“.

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Negativo

Negativo

 

Sono giorni che penso di scrivere questo post, e prima me n’è venuto in mente anche un altro, per cui penso che fonderò tutto.

Pensavo alla parola “negativo” e a come viene presa negativamente, mo ce vò, in generale dalle persone, ma negativo non è “negativo”, è solo una parte del tutto, e a volte è anche “positivo”, si pensi a quando si fa un test per verificare se si ha una determinata malattia ed esce appunto “negativo”…

Oppure si pensi al negativo delle foto che si scattavano qualche tempo fa con le macchine fotografiche non digitali… Si prendeva il rullino, si portava dal fotografo, e lui ci dava le foto sistemate in una busta di carta, piene di colori e grandi da guardare, e i negativi, piccoli, in fila e attaccati tra loro, in un taschino di questa busta. Io mi spassavo a guardarli, perchè nei negativi si potevano cogliere particolari che nelle foto, nell’esplosione di colori generale, non si notavano…

Sembra strano eppure quei negativi, con i colori all’opposto della foto originale, così piccoli da doversi concentrare per discernere le figure all’interno, e con quelle parti chiare/trasparenti, in realtà davano un contributo decisivo alle fotografie, anche perchè se qualche foto si rovinava poteva essere ristampata in tutti i suoi colori proprio dal negativo…!

E mi sono soffermata a pensare, supponiamo che  dal negativo si noti una figura che so aliena/mefistofelica dietro i protagonisti della foto o che so, nascosta in un paesaggio… non andremmo subito a guardare la foto originale concentrandoci solo su quello, cercando la figura tra i colori che ne nascondevano la presenza? Certo che sì… E una volta presa la foto in mano e messa davanti agli occhi, nonostante il meraviglioso paesaggio o le smorfie divertenti o tenere dei protagonisti, non vedremmo solo quella figura, presi dall’averla scoperta e concentrandoci a volerne scoprire il contorno e i particolari? Certo che sì… il resto della foto diventerebbe cornice di una cosa più importante in quel momento…

Guardare solo il lato positivo delle cose io non credo sia nè sano nè giusto nè onestamente proprio utile… Io credo che l’esplosione di colori della foto originale sia una cosa fantastica, ma a volte ci fa perdere di vista particolari importanti che possiamo notare solo dal negativo della foto stessa… Avere ben presente il “positivo” e il “negativo” delle cose io credo sia fondamentale poi per farsi un’idea personale su tutto l’ambaradan, e non solo su quello che si sceglie di vedere…

Allo stesso tempo, ovviamente, guardare solo i negativi delle foto ci fa diventare ciechi a furia di sforzarci a guardare solo quelle figure minuscole, ci fa diventare miopi, e ci fa dimenticare la bellezza dei colori e la facilità di guardare le foto grandi originali dove l’occhio non deve sforzarsi…

Poi, pensavo a un altro esempio, stanotte sono in vena di metafore 🙂  Ci pensavo prima mentre lavavo per terra, e mi è suonato un po’ come i complotti internazionali sulle case farmaceutiche e mi sono messa a ridere da sola, come una scema 🙂 E quando mi sono accorta che ridevo da sola, mi sono fatta tenerezza…

Immaginiamo un medico che voglia per forza far assumere un medicinale di sua invenzione a dei pazienti, o che so, che voglia per forza far provare a qualcuno dei suoi pazienti un macchinario di sua progettazione per curare una particolare malattia. Supponiamo si tratti di una malattia rara che per esempio si contagia attraverso la puntura di un insetto. E che inizialmente dia sintomi molto generici e facilmente confondibili con altre malattie.

Supponiamo ora che alcuni pazienti con questi sintomi generici vadano a farsi visitare dal suddetto medico. Lui dirà loro che si tratta di quella particolare malattia, che magari è anche grave, loro esigono prove e spiegazioni ovviamente più specifiche, e lui con la scusa di andare a prendere qualcosa in un’altra stanza, li lasci da soli nel suo studio, e lì liberi qualcuno di quegli insetti responsabili della malattia. A quel punto, quando tornerà, il paziente sarà stato infettato e lui potrà effettuare tutti i test e dire con certezza “hai visto? era come dicevo io”. E arrivare al suo scopo.

No non sono impazzita 🙂
O forse lo sono sempre stata.

Forse semplicemente con il tempo impari a vedere le foto attraverso i colori e attraverso i negativi, e cominci a trovare quello che hanno in comune e quello che invece è stato nascosto.

Guardavo una puntata di LOST, e ce n’è una in cui Alex, una ragazzina di 16 anni, dice ad un uomo decisamente più grande di lei, John Locke, una frase… gli dice “ti rendi conto che sei stato manipolato da mio padre vero?” e lui le dice “in che senso?” e lei “nel senso che lui è capace di farti credere che questa sia un’idea tua ed invece è sua“.

E mi sono tornate in mente tante cose. Tante situazioni, tipo quella del medico di prima, in cui mi sono trovata, in cui è stato fatto tutto in modo che alla fine si potesse dire “hai visto? Era come dicevo io”.

C’è qualcosa di diabolico in tutto questo.

Situazioni in cui sono/siamo stati catapultati con l’entusiasmo e la condivisione nel dire “uau che bello!” anche quando io non ne ero convinta, anzi sono stata DA convincere perchè avevo le mie titubanze, che dopo poche settimane si sono trasformate in “uau che schifo”. Frasi, parole, azioni, modus operandi nati per creare dissidi, disguidi, diffidenza, rancori, divergenze, rotture.

Frasi, parole, azioni, modus operandi che poi hanno generato caos e decisioni alternative conseguenti, idee che appunto sembravano personali, e invece erano condizionate da tutto questo.

Non so dirvi come mi sento e mi sono sentita. Tradita? Manipolata?
Molto di più.

Al di sotto delle bellissime foto colorate e grosse come poster, c’erano dei negativi che nascondevano presenze oscure, che avevo sempre visto e percepito, ma che venivano negate anche davanti all’evidenza quando chiedevo qualcosa in merito.

Qualche volta la verità veniva negata, qualche volta accettata, qualche volta qualcosa a metà fra le due posizioni, ma la sostanza è che credo che alcune cose non venivano solo dall’esterno, ma anche dall’interno.

Credo che molte delle idee che ho pensato di avere “di mio” in realtà mi fossero state indotte da circostanze simil-dottore dell’esempio di prima…

Nella taschina della busta di carta che conteneva le foto enormi e colorate, c’erano dei negativi che contenevano offese, brutte parole, inciuci, bugie e false/mezze verità e scatti di momenti in cui sono stata maltrattata, a volte anche senza motivo “reale” se non “fanatico”… Dall’esterno e dall’interno. Solo che nelle foto si mescola tutto insieme ai colori…

 

Primo Levi scrisse “Se questo è un uomo”.

Io scriverei “Se questo è Amore” o anche “Se questo è Rispetto”.

O persino “Se questo è giusto”.

Di certo ognuno di noi ha il negativo nella taschina dei jeans che appaiono nella foto grande e colorata di noi stessi, me compresa, ovviamente, e soprattutto.

Ma c’è una soglia oltre la quale determinate persone che dovrebbero rispettarsi (perchè non credo che tutti debbano a priori rispettarsi, il rispetto se non è reciproco non ha granchè motivo di esistere…) non dovrebbero andare mai.

Ci sono cose che non dovrebbero venir dette, perchè sono dette apposta per avvelenare, colpire, fare male, solo per concludere una qualche conversazione/litigio/discussione dimostrando di avere “ragione” o semplicemente azzittendo l’altro mettendogli davanti indelicatamente  qualcosa di traumatico. Dimostrando grande superficialità, o anche grande stronzaggine.

Come il negativo serve alla foto grande colorata per la visione d’insieme, così i limiti servono a delimitare “le libertà”. E a definire tutto quello che c’è intorno alla libertà, quando c’è rispetto: fedeltà, sentimenti, amore.

Ma come ho letto qualche volta da qualche parte “conosci veramente una persona quando ci litighi“.

Buonanotte.

Piramidi Sottomarine

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Il Triangolo delle Bermuda è uno dei luoghi più misteriosi, pericolosi e, talvolta, mortali di tutto il pianeta Terra. Per decenni, intrepidi esploratori hanno cercato di risolvere l’enigma che si cela dietro i misteriosi fenomeni generati in questa particolare zona del pianeta. Lo stesso Cristoforo Colombo registra nei suoi diari strani fenomeni luminosi e malfunzionamenti della bussola. Si racconta di bizzarri eventi metereologici, sparizioni di navi e di aerei e di altri accadimenti enigmatici che non possono essere liquidati come fenomeni naturali.

Alcuni ricercatori indipendenti, sono convinti che i misteriosi fenomeni del Triangolo delle Bermuda siano causati da una qualche tecnologia antica – o aliena – sommersa nelle profondità dell’Oceano Atlantico, un dispositivo ad altissima energia in grado di creare dei veri e propri portali spazio-temporali capaci di trasportare uomini e cose verso altri mondi e altre dimensioni.

Ora un team composto da esploratori americani e francesi ha confermato, in maniera indipendente, una scoperta incredibile che ai ricercatori è già nota dal 1968: una strutture gigantesca, una piramide di cristallo, forse più grande della Piramide di Cheope in Egitto, parzialmente trasparente, sembra poggiare sul fondo del Mar dei Caraibi e la sua origine, età e scopo sono del tutto sconosciute.

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La lunghezza della base della piramide è di 300 metri per 200 e il vertice della piramide si innalza a circa 100 metri dalla base. Una struttura gigantesca, forse più grande della Grande Piramide di Cheope in Egitto. Sulla cima della piramide ci sono due fori molto grandi, attraverso i quali l’acqua del mare si muoverebbe ad alta velocità generando dei vortici che influenzano fortemente anche la superficie del mare. I ricercatori impegnati sul luogo ipotizzano che questo movimento vorticoso di acque possa avere qualche effetto sul passaggio di barche e aerei, generando quell’alone di mistero che circonda l’area.

Per quanto riguarda il materiale di composizione, dai risultati preliminari sembrerebbe che questa struttura sia fatta di vetro o di un simil-vetro (cristallo?), in quanto risulta completamente liscia e parzialmente traslucida. Comunque, per maggiori dettagli, i ricercatori rimandano ad uno studio più approfondito che offrirà risultati che al momento è difficile immaginare.

Una scoperta o una ri-scoperta?

In effetti, quella fatta dal team internazionale non è una scoperta ex-novo, ma una conferma di una scoperta avvenuta, quasi per caso, negli anni ’60. Secondo le cronache del tempo, la piramide fu individuata per la prima volta nel 1968 da un medico, Ray Brown, Arizona. Brown si trovava in vacanza nei Caraibi a fare immersioni con i suoi amici al largo delle Bahamas, in una zona conosciuta come “La Lingua dell’Oceano“, a causa della bizzarra conformazione del fondale marino.

Nel bel mezzo di una immersione, il dott. Brown raccontò di essersi ritrovato solo e mentre tentava di raggiungere i suoi amici, guardando verso il basso, notò una massiccia struttura innalzarsi dal fondo dell’oceano: un oggetto lievemente illuminato dal sole e che sembrava avere la forma di una piramide. Siccome era a corto d’aria, non spese molto tempo a studiare l’oggetto, ma si diresse verso i suoi amici.

Successivamente, nell’estate del 1991, il famoso oceanografo dott. Verlag Meyer, durante una conferenza stampa a Freeport fece una dichiarazione alquanto misteriosa. Meyer comunicò che durante una scansione con il sonar del fondale del famoso “Triangolo delle Bermuda”, il suo team trovo ben due piramidi gigantesche, più grandi delle Piramidi di Giza, ad una profondità di 600 metri.

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Ma il fatto più sconcertante furono le dichiarazioni degli scienziati dell’epoca i quali, una volta osservati i dati e fatte le dovute considerazioni, affermarono che la tecnologia per produrre il materiale di costruzione delle piramidi era sconosciuta. Infatti, si trattava di un elemento simile al vetro di grosso spessore. Quindi le ipotesi erano due: o le piramidi erano state costruite in tempi recenti – circa mezzo secolo fa – con un qualche materiale di ultima generazione, oppure, se si vogliono collocarle in un tempo più remoto, bisogna ipotizzare che non sia di origine umana.

Poche notizie, imprecise e frammentate

Certo che se la notizia dovesse essere confermata anche dai media “ufficiali”, non c’è dubbio che ci troviamo di fronte ad una scoperta sensazionale. Secondo il sito che ha lanciato la notizia, in Florida si è tenuta una conferenza di approfondimento al quale hanno anche partecipato i giornalisti locali. Eppure, al momento, aleggia una sorta di alone di segretezza o di studiato disinteresse. Sebbene la scoperta abbia sconvolto gli scienziati di tutto il mondo, pare che nessuno si stia affannando per organizzare una spedizione esplorativa di approfondimento. La vicenda è molto simile a quella dell’UFO sul fondo del Baltico, nella quale gli scopritori del misterioso oggetto hanno dovuto penare non poco per trovare i fondi e organizzare una missione esplorativa privata.

La posizione ufficiale dell’archeologia classica sembra essere quella di un sarcastico scetticismo, teso a ridicolizzare la scoperta di queste amenità. Eppure non è la prima volta che si scoprirebbe una piramide sottomarina. Basti pensare alle piramidi di Yonaguni, Giappone, scoperte nel 1987, quando alcuni subacquei si immersero nelle acque a sud dell’isola per studiare la grande popolazione di squali martello che si radunano nella zona. Fu il giapponese Kihachiro Aratake, nel corso di queste immersioni, che scoprì per caso quella che gli sembrò una struttura architettonica, una parte della quale è stretta tra due pilastri che si innalzano a otto metri dalla superficie. Nel suo insieme, le strutture rinvenute richiamano le piramidi egiziane.

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Da allora molti sono gli scienziati che hanno studiato il fenomeno, malgrado la presenza di forti correnti oceaniche, che rendono proibitive le immersioni. I fondali marini contengono quelle che sembrano essere le rovine di una civiltà formatasi alla fine dell’era glaciale. Sono state rinvenute tracce di flora, fauna e stalattiti che si formano abitualmente solo in superficie. La loro somiglianza con altri reperti del mondo antico ha portato qualcuno a teorizzare che potrebbero essere i resti di un’antica civiltà risalente a 10.000 anni fa. Altre analisi indicano che l’origine della struttura, che misura 120 m in lunghezza, 40 m in ampiezza e 20–25 m in altezza, possa risalire ad 8.000 anni fa.

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Bisogna anche ricordare la piramide sommerse del lago Fuxian, in Cina, scoperta nel 2006 da Geng Wei, capo del dipartimento di ricerca di monumenti sottomarini del lago Fuxian a Yuxi e che già aveva scoperto una serie di edifici in questo lago: “Questa piramide è diversa da quelle che si trovano in Egitto dal momento che la sua sommità è piatta. Questo genere di piramide piuttosto ricorda maggiormente gli edifici maya che hanno uno sorta di piattaforma anziche’ una punta”, affermo Wei al momento della scoperta.

Chiaramente, se la notizia della scoperta della piramide sul fondo del Triangolo delle Bermuda venisse ufficializzata, le conseguenze sarebbero enormi. Gli archeologi si troverebbero costretti a trovare una spiegazione logico-razionale alla presenza di una piramide di cristallo sul fondo del Mar dei Caraibi. “Che diavolo ci fa una piramide in quel posto? Lì non ci dovrebbe essere nessuna piramide, anzi, non c’è nessuna piramide!”. Ovviamente, il passo successivo sarebbe quello di dover affrontare uno dei temi più scomodi per l’archeologia ufficiale: l’esistenza di Atlantide. La Piramide dei Caraibi potrebbe essere la prova dell’esistenza di un antico continente sprofondato nell’oceano a seguito di un cataclisma di proporzioni globali? E il fatto che ci sia una piramide, struttura presente in ogni sito archeologico del pianeta, potrebbe indicare che in passato, in un’era pre-cataclisma, esisteva una civiltà globale umana evoluta, andata poi perduta a causa di una qualche distruzione globale? Queste domande fanno venire il mal di testa agli archeologi classici.

E’ la piramide di cristallo a causare i fenomeni nel Triangolo?

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Alcuni ricercatori hanno ipotizzato per anni che sul fondo del Triangolo delle Bermudavi fosse una fonte di energia capace di interferire con le radiotrasmittenti e i radar. Se la leggendaria Atlantide esisteva davvero, questa piramide potrebbe essere ciò che rimane di una potente macchina capace di produrre energia e che si trova ancora lì, intatta sul fondo dell’Oceano. Tale macchina, essendo di forma piramidale, potrebbe essere il modello storico originale al quale le culture successive si sono ispirate più tardi in tutto il mondo.

La piramide è una costruzione scoperta in ogni angolo della Terra: Nord, Centro e Sud America, Est Europeo, Medioriente, Siberia, Cina settentrionale e centrale. Qualcuno ipotizza che ce ne sia una anche sotto i ghiacci del Polo Sud, ma lo spessore del ghiaccio – oltre 1 chilometro – non permette nè conferme, nè smentite. Si può affermare che le piramidi planetarie sono l’indizio più evidente dell’esistenza dell’antico continente di Atlantide. Sull’annoso problema dell’effettiva esistenza di Atlantide, Rich Hoffman, esploratore e ricercatore, consiglia di spolverare la storia dell’archeologo dilettanteHeinrich Schliemann, l’uomo che trovò e scavò le famose rovine della città di Troia, nonostante gli storici pensavano fosse solo una leggenda.

I ricercatori affermano che questa incredibile macchina energetica potrebbe essere in grano di attrarre e raccogliere i raggi cosmici dal cosiddetto “campo di energia” o “vuoto quantistico“, e che potrebbe essere stata utilizzata come centrale energetica per la civiltà atlantidea (umani in pieno regola, solo più antichi di quanto crediamo!).

Un reperto archeologico della mitica Atlantide?

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Forse la Piramide dei Caraibi non fa parte direttamente del centro di Atlantide, ma di una sua succursale decentrata. Il dott. Maxine Asher, direttore del Research Association Mediterraneo Antico a Los Angeles, in un intervista di qualche anni fa dichiarò di essere “convinto che Atlantide era una super-civiltà globale che esisteva tra il 10.500 e il 10.000 a.C. e che sia stata sopraffatta da una catastrofe globale, forse quella registrata nella Bibbia e conosciuta come il Diluvio Universale di Noè.

Se Atlantide è esistita, dunque, probabilmente è da collocarsi alla fine dell’ultima era glaciale. La storia del suo affondamento si riferisce a massicce inondazioni dovute ad un brusco innalzamento delle acque, innescato da uno scioglimento improvviso delle calotte polari. Le ricerche dimostrano che il livello del mare si è innalzato di quasi 400 metri e nessuna tecnologia avanzata avrebbe potuto salvare Atlantide da un simile disastro.

Da questo punto di vista, il mistero delle Piramidi sul fondo del mare è risolto. Stiamo semplicemente prendendo atto dei risultati di un evento catastrofico che ha colpito la Terra migliaia di anni fa, generando un rialzamento del livello del mare che ha spazzato via molte civiltà. Gli abissi degli oceani restano la grande frontiera sconosciuta dell’esplorazione umana. Ci troviamo in un momento storico nel quale la scienza conosce più la superficie della Luna che non le profondità degli Oceani, e forse esplorare le profondità dell’Oceano ci aiuterà ad esplorare meglio le profondità del grande mistero dell’Uomo.

fonte

Ma io mi domando na cosa

sfera

Ma se aveste una possibilità, una, certa e sicura e affidabile, di poter conoscere il vostro futuro, di poter ricevere una risposta a una domanda su quello che vi accadrà, voi davvero lo vorreste sapere?

Voi davvero pensate che la risposta sia così importante?

E soprattutto la avvertiremmo con chiarezza, senza doverci arrovellare come arriveremo fin lì e perchè succederà quello che succederà?

Voi davvero la fareste la domanda?

Davvero vorreste conoscere la risposta?

Ben sapendo che potrebbe essere peggiore del dubbio che la domanda che avete dentro di voi vi lascia?

I segreti de “I segreti di twin peaks”

La scorsa settimana per me è stata direi un inferno piuttosto e anzichenò come direbbe Wells, l’amico di Dylan Dog 🙂
wells dyd

Per cui, mi sono messa a fare quello che già sapevo sarebbe stata l’unica cosa che avrei potuto fare portandola a termine senza fare danni: stravaccarmi a guardare tutte e 2 le serie di Twin Peaks (mi era stato regalato il cofanetto 🙂 ) e distrarmi un po’ (se distrarsi tra cadaveri incellofanati e presenze mefistofeliche si può dire tale, ma per me funziona, è esattamente il mio genere 🙂 )
laura palmer

Mi manca solo “Fuoco cammina con me”, il film prequel che uscì dopo la serie, del mio amatissimo David Lynch, per cui non posso ancora dare un’impressione “totale”, ma ad ogni modo avevo giò visto l’intera serie ormai 20 anni fa (maigodd quanto mi sento anziana quando dico così 😐 ), avevo solo 9 anni ed infatti alcune scene le ricordavo ancora chiare come il sole, come se le avessi viste ieri, ricordo anche che mamma mi teneva la mano sugli occhi durante le scene più terribili, ed io guardavo attraverso le fessure che si formavano tra le dita 🙂 (anche a costo di non dormirci ma io DOVEVO VEDE’!).

L’idea parte da David Lynch e Mark Frost, e le prime puntate sono un crescendo di….boh di tutto quello che potete immaginare…

Poi fecero pressioni su Lynch per rivelare l’assassino di Laura Palmer, lui era contrario, sapeva che il vero nocciolo della questione era quello, ma gli venne imposto, e così fece, lasciando subito dopo la produzione, e anticipando quello che sarebbe successo dopo, e cioè un clamoroso calo di ascolti…

La seconda serie è un po’ un misto tra una soap opera e un beautiful del soprannaturale (poco soprannaturale), ma scorre comunque piacevolmente, e ci dà tutto il tempo di affezionarci sempre di più al protagonista (il cui attore io ADORO anche se ha fatto molto poco nella sua vita e mi piacerebbe ricordarlo per altre cose che invece non ci sono state..), l’Agente Cooper, e ai suoi amici strambi, come Gordon Cole (interpretato dallo stesso Lynch…).

E se tutte quelle puntate, tra Audrey, lo sceriffo, Jocy, la donna ceppo etc sono soltanto una preview per arrivare poi a quella indescrivibile ultima puntata diretta nuovamente da Lynch (che ricordavo praticamente a memoria!), allora ne vale sicuramente la pena!

Non vi svelo nulla perchè per chi non l’ha mai visto potrebbe essere spoileraggio infame (mia sorella compresa 😉 ), ma per chi lo ha già visto qui trovate una serie di faq MOLTO interessanti, e qui una recensione molto recente con anche la descrizione e un riassunto di tutti i personaggi.

Quello a cui pensavo è che alla fine la Loggia Nera e la Loggia Bianca non sono altro che il bene e il male, e sembrerebbe tutto molto stereotipato così, ma quando si parla di David Lynch si può parlare di tutto, tranne che di stereotipi 🙂

Ed infatti è tutto così mescolato, tutto così l’uno dentro l’altro, tutto così ambiguo e contemporaneamente alla luce del sole (un po’ come yin e yang) che i colpi di scena, specialmente i finali, fanno sobbalzare lo spettatore sulla sedia, e la scena finale fa anche un po’ male al cuore, sicuramente anche ai più “tosti” che fingono di non prenderla seriamente 🙂

La puntata finale ha un qualcosa di fenomenale, dal doppelganger alle luci, ai discorsi folli, alla stanza rossa…alla scena finale.

Aspetto di comprarmi “Fuoco cammina con me” (diretto ancora da Lynch, fortunatamente 🙂 ) che svela un po’ della dissolutezza e della vita stracciata che faceva Laura Palmer prima di morire, e poi vi potrò dire anche su quello…

Quello no, non mi va di vedermelo in streaming, preferisco spendere 10 eurini e arricchire un altro po’ la mia collezione, che contiene solo le cose a cui tengo veramente (e questo vale per quei pochi libri, quei tanti cd, dvd e altro collezionismo che mi piace fare, arrabbattando eurini un po’ qui e un po’ là ^^).

E voi?

Impressioni, sogni, delusioni, occhi strabuzzati….

Avete visto Twin Peaks? 🙂

The Log Lady

Are you proud of your behaviour?

Are you ashamed of your behaviour?

 

La notte, quando tocchi il cuscino, come ti senti?

Sei soddisfatto del tuo comportamento?

Ti vergogni del tuo comportamento?

Tu lo sai se hai ferito qualcuno, e se lo hai fatto, non aspettare un giorno in più per fare qualcosa….

Fà o’ scèm’ p’ nu ghì a uerr’!

zombie

Sul suo blog è successo di tutto.

Post che scomparivano.

Non si riusciva più a caricà la pagina.

Non si riuscivano più a lasciare commenti.

Addirittura per un periodo è stato segnalato come sito malevolo 😐 Come se visitarlo potesse infettarci i computer (e io già devo fa ripristino di sistema ogni nanosecondo per tutta la merda che scarico -.-‘).

Voi direte: e ancora lo vai a visità?

SI’ 🙂

Perchè è tropp scèm.

E tra le altre cose, abituata ai disegnini demenziali del suo solito, oggi questi qua mi hanno piacevolmente sorpreso.

Da qui il titolo del post.

(Lasciando stare che i disegnini demenziali li sa fare solo chi sa disegnare veramente, io che non riesco a disegnà manco un cesso senza coperchio…lascio a voi finire la frase nelle vostre fulgide menti -.-)

Le costole misteriose di sta minchia -.-

Leggevo questo articolo:

Se siete alla ricerca di luoghi misteriosi, unici e poco conosciuto, oggi vi voglio presentare un luogo da visitare, magari facendo una scampagnata con gli amici. La regione che andremo ad analizzare è la Campania.

Presso il castello di Castellamare di Stabia si dice che ci sia la presenza del fantasma di una nobildonna vissuta nel XV° secolo. Il nome della donna non è stato rivelato, una delle poche cose che si sanno è che morì suicida dopo aver tradito la propria famiglia alleandosi con i suoi nemici. Secondo qualche testimonianza, lo spettro ha l’apparenza di una donna di mezza età vestita di rosso e normalmente è all’interno del castello, in particolare nella camera da letto detta ” degli angeli “. Questo spettro non è calmo e pacifico, ma malevolo perché fa dispetti e brutti scherzi specialmente nei confronti degli uomini.

A Sorrento, nella Basilica di S.Antonio sono custodite due costole di dubbia provenienza, una è grandissima ed una più piccola, e secondo leggende, si tratta di costole di drago.

Nella Cappella di San Severo a Napoli ci sono delle questioni misteriose. Esattamente sulle “macchine anatomiche” e sul “Cristo Velato” della cappella di S. Severo, sono conservati dei manufatti alquanto bizzarri.

Le più assurde sono le cosiddette Macchine anatomiche, ossia due corpi umani, un uomo e una donna, trattati con un procedimento alchemico ancora sconosciuto che ne ha “metallizzato” i vasi sanguigni rendendoli immuni alla decomposizione. I due corpi presentano solo lo scheletro e la rete di vasi sanguigni, cuore compreso, reso un po’ più gonfio del normale per via del procedimento alchemico.

La donna era incinta ed è possibile vedere anche i vasi sanguigni del bambino. Per ora non si sa se le due “vittime” siano state trattate da vive o da morte, ma dal braccio alzato della donna si potrebbe pensare fosse in vita.

Sempre nella cappella è conservato il “Cristo Velato”, un’opera misteriosa poichè presenta una velatura in pietra, che a detta di esperti è impossibile da realizzare, difatti si pensa che anche per la velatura sia stato utilizzato un sistema alchemico sconosciuto che ha pietrificato un velo.

fonte

Ora, delle cose della Cappella San Severo sì, ci sono stata e le ho anche viste svariati anni fa e ancora me lo ricordo, impressionanti.

Ma per il resto -.-

Ho visto che al Castello di Castellammare ci fanno le feste e i matrimoni -.-

E le costole di sta mazza della Basilica di Sorrento in realtà sono costole di Cetaceo come letto qui.

Meglio sempre informarsi sulle cose che ci “passa il convento” se no facciamo la fine del “tutte coincidenze? Noi di Voyager pensiamo di no”.

😛

Davide La Rosa a Voyager :)

Stasera come mi ero ripromessa tanto da mettermi la sveglia sul cellulare, ho visto la puntata di Voyager 😀

Non che fosse forzato, è da anni che lo seguo, a sprazzi, ma lo seguo, mi ricordo sempre che L. diceva che quella trasmissione faceva 3 spettatori, di cui io ne ero 1  -.-‘

Ma andiamo avanti 😛

Sono mesi ormai che posto qui vignette di Davide La rosa, e sono felicissima di averlo visto stasera lì a rai 2 con Roberto Giacobbo (mito! uhahah) a illustrare le sue vignette “cattive&caustiche” 🙂

Le trovate oltre che sul suo blog, anche nel sito di voyager, qui, quella di stasera è questa 🙂

lario3

Ebbràvo Davide  😀

Che notizia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!MARO’

Dal blog di Davide:
Dunque vi svelo il segreto segretissimo di cui vi parlavo ieri. In pratica mi potrete vedere in TV. Su Rai2… da oggi, per 6 mercoledi, dalle 21:00 a Voyager. Tratterò, ovviamente a modo mio, i misteri che vengono raccontati durante la puntata andata in onda. La cosa è avvenuta mesi fa, mi hanno contattato perchè hanno letto le mie strisce qui sul blog e, siccome pare che gli siano piaciute, mi hanno voluto con loro… così in agosto sono andato lì qualche giorno e abbiamo girato le varie puntate della nuova stagione di “Voyager”. Io, se non ho capito male, dovrei avere due interventi con Giacobbo che mi fa domande e ride. Alla fine i miei fumetti li potrete vedere o nei titoli di coda o li metteranno sul loro sito (non ho capito bene… staremo a vedere). Comunque, qualora lo vogliate, da questa sera mi potete vedere lì.
lario3

MIIIIIIIIIIIIIIIIII non ci posso credere! 😐

Un sogno che si avvera!!!!!!!!!!!!!!

😐

No ma non ci credo 😐

Ma poi, una domanda, che in realtà è un altro mistero….Giacobbo ride?! 😐