“Willy il nero, superfico di Bel Air”

Oggi, sarà perchè è Pasqua, ho fatto una scoperta che reputo TROPPO GIUSTO condividere 😀
Incredibilmente grazie a questo link ho scoperto che Will Smith aveva problemi col fisco e che, solo per questo, ha accettato di recitare nella sit-com che poi è diventata cult, Willy – Il principe di Bel Air.

In sostanza era indebitato fino al collo: voleva fare il cantante rapper, della recitazione non se ne fregava un tubero, ma ritrovatosi con le spalle al muro con quella che in America corrisponde alla nostra Equitalia, si è visto “costretto” a prendere quest’incarico. Incredibile…

Incarico che tra l’altro gli ha fatto conoscere la moglie, con cui è ancora felicemente sposato dal 1997, e con cui ha sfornato varia prole.

In più ho scoperto anche che la sigla è stata, in Italia, censurata e modificata alla fine: inizialmente le ultime parole del testo erano: “Willy il nero superfico di Bel Air“.

Non sono riuscita a trovare i motivi precisi per i quali è avvenuta questa censura, considerando che probabilmente la traduzione era fedele e non c’era razzismo, ma solo un modo di “scherzare” dello stesso Will… Qui potete vederne il video su facebook, mentre la sigla potete ascoltarla anche cliccando qui sotto:

A volte ci sprechiamo a cercare un senso alle cose, ma in fondo sono le cose stesse ad avere un senso intrinseco che noi non possiamo nemmeno immaginare! 🙂

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5 Gennaio 2015: E sona mo’..

Se qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei pianto, per mezz’ora senza riuscire a fermarmi,  per la scomparsa di un attore o di un cantante del panorama musicale avrei sicuramente detto, anche con sicurezza, qualcosa tipo: “NOOOOOOOOOOOO ma quando mai!!”.

Invece stamattina per un attimo il mio cuore si è fermato, e capirete bene perchè.

Pino Daniele, la Napoli vecchia e nuova, se n’è andato.

Non pigerà più le sue dita sulla chitarra, non canterà più dal vivo con quella sua voce strana e particolare, e soprattutto non scriverà più nessuna canzone…

E’ facile fare dei sentimentalismi in questi momenti, è successo per tutti quanti, Mango, Robin Williams e tanti altri, ma con lui non è sentimentalismo, è sentimento.

Con Pino Daniele, Pino, come lo chiamiamo qui a Napoli, come se fosse un nostro cugino grande, se ne va una fetta immensa del nostro patrimonio antico e moderno, se ne va un pezzo di storia e se ne va un’immensità di momenti di gioia.

Lo avevo visto alla tv proprio durante la notte di Capodanno, e avevo cantato qualche vecchia canzone insieme a lui, e avevo pensato proprio qualcosa del tipo “però Pino è sempre Pino nun ce sta nient’ a fa‘”.

E Pino adesso non c’è più.

Probabilmente sta lassù, con Massimo a farsi le panze dalle risate, e a intonare qualche altra canzuncella, vicino a na tazzulella e cafè. Il cuore non gli farà più male.

 

La cosa incredibile è che Pino lo conoscevano tutti: assassini, stupratori, mercenari, brave persone, religiosi, atei, ladri, mercanti, generazioni vecchie e nuove, artisti, profani, disagiati e ricchi signori.

Non ci sarà nessuno che non lo ricorderà.

E’ stato, è e sarà l’anello mancante che collega la catena tra persone anche molto differenti tra loro, appartenenti a mondi diversi.
L’ultima immagine che ha postato è stata questa, ed è quasi profetica, illuminante, triste…
Buon Viaggio Pino

Buon Viaggio Pino…

Costruire

Chiudi gli occhi 
immagina una gioia 
molto probabilmente 
penseresti a una partenza 

ah si vivesse solo di inizi 
di eccitazioni da prima volta 
quando tutto ti sorprende e 
nulla ti appartiene ancora 

penseresti all’odore di un libro nuovo 
a quello di vernice fresca 
a un regalo da scartare 
al giorno prima della festa 

al 21 marzo al primo abbraccio 
a una matita intera la primavera 
alla paura del debutto 
al tremore dell’esordio 
ma tra la partenza e il traguardo 

nel mezzo c’è tutto il resto 
e tutto il resto è giorno dopo giorno 
e giorno dopo giorno è 
silenziosamente costruire 
e costruire è potere e sapere 
rinunciare alla perfezione 

ma il finale è di certo più teatrale 
così di ogni storia ricordi solo 
la sua conclusione 

così come l’ultimo bicchiere l’ultima visione 
un tramonto solitario l’inchino e poi il sipario 
tra l’attesa e il suo compimento 
tra il primo tema e il testamento 

nel mezzo c’è tutto il resto 
e tutto il resto è giorno dopo giorno 
e giorno dopo giorno è 
silenziosamente costruire 
e costruire è sapere e potere 
rinunciare alla perfezione 

ti stringo le mani 
rimani qui 
cadrà la neve 
a breve