Veg* is the new Testimone di Geova?

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Nel mondo sono sempre di più le persone che cambiano la propria alimentazione, virando verso scelte vegetariane, vegane o semplicemente più eco-compatibili, oltre che coscienza-compatibili (le ultime stime Eurispes parlano di 1600 al giorno!).

Internet ha sicuramente un ruolo importante nella faccenda, un aforisma di Tolstoj recita: “Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani” e, in gran parte, è vero.

Ma non dimentichiamo che al tempo di Tolstoj, come di Leonardo Da Vinci e altri personaggi storici vegetariani, internet non esisteva e tutto si basava soltanto sulla sensibilità personale.

Fare una scelta del genere a quei tempi, quando non era di moda, era ancora più difficile.

Mi viene anche male, quindi, lamentarmi di quando oltre 15 anni fa, quando io ho smesso di mangiare carne, venivo vista come una specie di alieno sceso in terra, un alieno “erbivoro” più che vegetariano. Andare a mangiare da un’amica e trovarmi davanti un’insalatina era la norma. Ma torniamo a noi.

Ai tempi di Da Vinci, però c’è da dire, non esistevano nemmeno gli allevamenti intensivi in cui oggi sono rinchiusi gli animali, vivendo come se fossero macchine attaccate alla corrente con il tasto ON perennemente acceso. Una barbarie.

Degenerazioni che diventano legali che di umano hanno molto poco.

I maltrattamenti degli animali sono aumentati, esistono video di pulcini maschi (inefficienti a deporre uova) tritati vivi, agnelli sgozzati a sangue freddo, mucche prese a calci, becchi di galline tranciati per evitare litigi nei pollai e quant’altro.

Sebbene quello che gira in rete sia sempre da verificare e non tutto quello che viene proposto in una certa “salsa” sia vero al 100% (spesso filmati di maltrattamenti non provengono da allevamenti intensivi, ad esempio, ma vengono etichettati come tali e viralizzati, e questo succede in moltissimi altri ambiti), è facile immaginare che chi faccia questo mestiere non abbia una empatia condivisa con questi animali, per cui è plausibile che li tratti in una certa maniera.

La questione però che ne nasce è piuttosto complicata perchè non tutti quelli che abbracciano una dieta veg* lo fanno per etica; sono in tanti, anche personaggi famosi (vedi Di Caprio), a fare questa scelta per salute.

Dopo le dichiarazioni controverse dell’OMS sulla carne rossa, i dibattiti sull’OGM e gli ormoni e gli antibiotici somministrati agli animali d’allevamento, dopo l’apertura al pubblico di tutte le fasce dei macelli attraverso le videocamere, non è stata solo la coscienza di moltissimi a vacillare, ma ha preso piede anche la sensazione che ci si stesse nutrendo con alimenti contaminati o nocivi.

Tutto questo ha portato l’umanità a sfrangiarsi in una serie di scelte alimentari differenti che oggi, però, rischiano di diventare un teatro del tragi-comico.
La questione è che sono tutti alla ricerca della coerenza. Per i vegani un vegetariano è incoerente, perchè mangia il caglio, anche se magari le loro coerenze poi hanno falle in altri ambiti (ci sono vegani che lavorano la pelle, altri che promuovono adozioni assolutamente improbabili per animali da compagnia e quant’altro); ma il vegano è visto allo stesso modo da un fruttariano, e così via; la spirale delle sfumature contiene moltissimi diverbi che spesso si accendono a tavola o nelle conversazioni online. Gli unici a sembrare coerenti, spesso, “rischiano” di essere proprio gli onnivori, che non facendo scelte alimentari drastiche ricevono più clemenza nel momento in cui si dimostrano “diversamente sensibili”. Come se da loro non ci si possa aspettar nulla. Ma quando si preoccupano dell’ambiente attraverso accorgimenti meno drastici questo tipo di scelte viene condannato ugualmente (della serie “che vuol dire che mangi poca carne? Quando il maiale muore mica muore un poco?” e roba così).

La veemenza con cui molti veg* si propongono agli altri viene avvertita come intrusiva e fastidiosa, come fossero nuovi Testimoni di Geova che bussano ai campanelli di casa, convinti di possedere la verità assoluta.

In realtà la coerenza al 100% non esiste, per niente e nessuno, ognuno fa quello che sente; d’altro canto anche la coltivazione dei vegetali è contaminata, per cui non sta in piedi nemmeno l’aspetto salutista.

Nessuno ha la percezione totale di quello che accade intorno, magari il fruttivendolo a cui un veg* si affida picchia la moglie o violenta le sue capre.

Il fanatismo è la radice di moltissimi diverbi inutili. Talvolta persino dannosi.

E basta guardare il fanatismo e il fondamentalismo religioso a cosa portano per farsi un’idea.

Anzi, da qualche parte ho letto addirittura che, viste le premesse attuali, questo tipo di alimentazione, quando suffragato da un certo modus operandi, dovrebbe essere etichettato proprio come un nuovo culto religioso perchè ne ha tutte le caratteristiche.

Sinceramente ho avuto anche io le mie fasi “fondamentaliste” ai tempi dell’adolescenza, ma poi ho capito che la diversità è la chiave di lettura del mondo. Non può esistere nessuna omologazione totale dell’umanità perchè siamo tutti diversi e multisfaccettati. D’altro canto la dialettica esiste solo come risultato delle differenze. Senza differenze non c’è dialettica e senza dialettica c’è il piattume.

Fermo restando che, ovviamente, non sponsorizzo nè l’uccisione degli animali nè, soprattutto, gli allevamenti intensivi e le barbarie di cui si sta macchiando l’essere (dis)umano, credo che ognuno di noi dovrebbe fare uno sforzo per sentirsi parte integrante di una totalità fatta di differenze.

Non tollero nè i veg* rompicoglioni nè gli haters dei veg* che postano in giro sui social network roba volutamente offensiva o provocatoria o si comportano in maniera antipatica direttamente “live”.

Di certo il consumo e la richiesta di carne è eccessivo e di certo le condizioni di vita di queste povere bestie andrebbero riviste.

E’ il sistema che è malato e orribile da dover accettare. E questo in tutti i campi, non solo quello che riguarda gli animali. Persino le persone oramai vengono trattate e considerate come numeri. Il consumismo che è alla base delle nostre vite, dal singolo cittadino al più importante capo d’azienda multinazionale, ha fatto sparire una serie di meccanismi sani e, soprattutto, l’umanità stessa dalla razza umana.

Faccio troppe cose

No, non vi ho abbandonato.

E’ che non mi viene più di scrivere qui perchè faccio troppe cose, e perchè non mi sento più libera di farlo.

Tra i sondaggi a pagamento, le recensioni su Ciao.it, i miei impegni su Cronaca Flegrea, Vesuvio Live e altre cose e il lavoro, e la casa, e la mia famiglia animale e tutto il resto sono veramente full.

Vi lascio quindi un po’ di link dove potete seguirmi pubblicamente, per gli altri link, quelli privati, potete contattarmi via mail all’indirizzo menteipersinaptica@gmail.com , perchè in rete sono attiva anche altrove con altri scopi 🙂

Ovviamente potete usare questo indirizzo email anche per altri motivi, basta che non mi mandate foto con nudi che mi impressiono 😀

Dunque, andiamo per ordine:

  • Sto curando una rubrica a tema animali per Cronaca Flegrea, cliccateci su per visitare il sito.
  • Sto pubblicando articoli per Vesuvio Live, trovate il mio profilo qui.
  • Sto scrivendo recensioni per Ciao.it, il mio profilo è questo.
  • Ogni tanto qualche mia foto scattata con lo smartphone viene presa per qualche assurdo motivo da gente altrettanto assurda quindi se ne trova qualcuna in giro 😀 Qui c’è una collezione di foto sul Litorale Domitio, ma in giro c’è anche qualche altra cosa.
  • Sto poi curando per Napolimeteo.it una rubrica per Vegetariani Pigri, trovate il link alla pagina facebook qui.
  • Colgo anche l’occasione per lasciarvi il link della pagina facebook di QUESTO blog, che trovate qui.

Sicuramente ho dimenticato qualcosa ma queste sono le cose principali 🙂

D’altra parte sono, ero e resterò sempre una mente ipersinaptica…. 🙂

Per il resto, c’è un’altra attività privata che sarò felice di comunicare ad alcuni di voi in altrettanto privato 😀

Buon weekend a tutti e finalmente BUONA ORA LEGALE STANOTTE YE! 😀

Il traffico degli animali e i falsi volontari

Da leggere e condividere…

A volte ci sono realtà che nemmeno sogneremmo nei nostri peggiori incubi..

 

Cliccate qui.

Buonanotte…

Accettare non vuol dire usare l’accetta

Puntare il dito

 

Stanotte ho dormito abbastanza per cui mi posso permettere di scrivere un post alle 4 di mattina, anche perchè checcazz, siamo ad Agosto (anche se il mio corpo fatica ad accorgersi che sarebbe un mese di vacanza… vacanza?! E cos’è na cosa che si magna?).

 

Non è una cosa che faccio più spesso, ma stasera ho partecipato a una conversazione con dei non-ben-precisati haters sul mondo del vegetarianesimo e veganesimo, che in quanto haters giustamente credevano di sapere tutto, di poter offendere un po’ come gli veniva, e di possedere (come tutti gli haters) la verità tra le loro preziosissime dita che non avevano altro da fare oltre a dover lasciare commentini deficienti e disinformati sotto una (simpatica) vignetta a tema di un amico comune (che era l’unica cosa che avevamo in comune, a quanto pare).

Questa(non)partecipazione (perchè si sa, a parlare col muro si richia di essere più ascoltati che da certi muli impalati nel terreno, senza offesa per i muli che sono creature tenerissime e anche intelligenti) mi ha fatto però cogliere delle importanti conclusioni e cioè:

– internet è il rifugio di troppi nullafacenti

– certa gente va “contro” giusto per il gusto di andarci, per impostare una guerra, per darsi un tono e una personalità che non hanno

– devo smetterla di sprecare tempo: a parlare con i cretini mi sento io cretina

le persone hanno paura del “diverso”, qualunque cosa il diverso rappresenti… ma finiscono così per assomigliargli allo specchio, all’opposto.

 

———————————————- okok lo ammetto, mi sono addormentata, riprendo stamattina 🙂

Dunque, dicevo, tra i vari aspetti elencati quassù quello che secondo me vale la pena analizzare è l’ultimo…

 

Diverso in questa società omologata e omologante può essere qualsiasi cosa diversa da sè: diverso per un etero è un omosessuale e per un omosessuale è un etero. Per cui gli etero cominciano una battaglia informativa per dire che l’omosessualità è sbagliata, e di contro gli omosessuali si buttano nelle piazze a fare casino con i gay-pride. (Per inciso, io non approvo nessuna delle due forme di “protesta” perchè credo non ci sia nessuna protesta da fare, entrambe le parti si fanno portavoce di una “diversità” che non unisce ma crea fazioni)

 

Diverso in questa società omologata e omologante può essere qualsiasi cosa diversa da sè: diverso per un onnivoro è un vegetariano/vegano, e per un vegetariano/vegano e l’onnivoro. Per cui l’onnivoro passerà il tempo a trovare elementi che rendano giusta e plausibile la sua alimentazione, e di contro i vegetariani/vegani faranno lo stesso, attaccando gli onnivori nella stessa maniera in cui si sentono attaccati da loro, andando ad analizzare persino le puzzette delle vacche per trovare motivazioni a loro sostegno. Di contro, gli onnivori diranno che “da sempre, dall’età della pietra, l’uomo mangia carne”. E allora io dico semplicemente: andate a vivere nelle caverne, senza acqua/luce/gas/comfort, mettetevi na clava in mano e na pelliccia addosso e andatevi a procurare il cibo da soli, perchè l’uomo ai tempi della pietra così faceva.

 

Diverso in questa società omologata e omologante può essere qualsiasi cosa diversa da sè: diverso per chi vive in città è chi vive in periferia, che seppure ha dei vantaggi enormi, tipo vicinanza del mare, terra e spazi verdi a gogo, case e ville da paura a prezzi economici, “vive in un posto dimenticato da Dio, meglio un buco in città che una reggia fuori città” (senza rendersi conto che poi spendono i soldi per andare in vacanza…. fuori città! Che barzelletta), e al contrario diverso per chi vive fuori città è chi vive in pieno centro cittadino, per cui, come nei casi precedenti, ognuno tenterà di tirare acqua al suo mulino con questa, quella o quell’altra tesi o teoria.

Diverso in questa società omologata e omologante può essere qualsiasi cosa diversa da sè: diverso per chi utilizza medicinali come caramelle è chi si cura il più possibile con l’omeopatia e le cure erboristiche, per cui passerà la vita a denigrare questo tipo di risoluzioni alternative tacciandole come “inutili placebo”, e viceversa, chi usa soltanto medicinali omeopatici passerà la vita a rompere le balle a chi utilizza la medicina classica, definendoli avvelenatori di se stessi.

Potrei continuare fino a domani mattina, smettere, e riprendere ancora.

 

La questione è semplice.

Perchè queste continue guerre, questi continui accanimenti che a volte sfociano nei litigi e nelle discussioni più accese, o peggio, in dibattiti sterili dove ci si offende solo a vicenda, magari con offese vere e proprie o facili sarcasmi?

Perchè sprecare il tempo, che si sa, è unico e non è restituibile, per diffondere questo tipo di messaggi, diciamo, “dell’ANTI”?

La risposta non è difficile da dare: perchè probabilmente nel momento stesso in cui critichiamo e denigriamo qualcosa è perchè mina le nostre stesse convinzioni, e chi dobbiamo convincere delle nostre stesse teorie siamo in primis noi stessi!

L’esistenza di teorie altrettanto valide alternative mette in crisi probabilmente il nostro ego, o semplicemente ci fa sentire a disagio per cui è più facile denigrare e offendere altre idee e pensieri, di modo da darci un tono e rimanere quindi convinti delle nostre cose, immobili, sul piedistallo della Verità Assoluta che crediamo di possedere.

E se non fosse così?

E se non esistesse UNA SOLA Verità Assoluta?

E se semplicemente l’unica cosa reale e vera è che al mondo esiste IL TUTTO e semplicemente basterebbe accettare questa multisfaccettatura dell’esistenza?

Non è che al mondo dobbiamo diventare tutti vegetariani o tutti omosessuali o tutti dobbiamo svuotare le città e le farmacie, semplicemente c’è chi preferisce trasferirsi fuori città, o ci è costretto, e chi preferisce rimanere nei centri cittadini, c’è chi ha attrazione per l’altro sesso e chi per lo stesso sesso, addirittura c’è chi è attratto da entrambi, e si ricade poi in altre sfaccettature ancora, c’è chi viene attratto dai magri, chi dai grassi, chi dai piedi, chi dalle mani, chi dalle orecchie, fino a sfociare poi in chi è leale con il proprio partner e chi preferisce invece andare anche con altri, c’è chi fa gli scambi di coppia, chi pratica il sadomaso, chi invece ama starsene tranquillo con il suo partner a farsi le coccole.. c’è chi (purtroppo) è attratto dai bambini, c’è chi fa sesso con gli animali… Quello è il vero problema, quando le proprie inclinazioni fanno danno agli altri che non sono consenzienti. Per il resto tutto è lecito fin quando c’è consenso e rispetto reciproco.

C’è chi ha abolito la medicina classica per se stesso e preferisce le cure più lunghe e costose date dall’omeopatia, c’è chi è estremo e manco in ospedale prende medicinali classici, e chi invece è più moderato, e fa un uso a metà tra le due scuole di pensiero, c’è chi come punto di riferimento ha un medico generico e chi invece paga un medico privato, magari omeopatico, per avere un altro tipo di pareri…

 

Perchè questa voglia di diffamare chi la pensa diversamente?
Perchè questa presunzione a possedimento della verità assoluta?
Perchè intavolare queste guerre cretine quando invece si potrebbe tranquillamente coesistere tutti quanti nel rispetto degli altri? (Finchè, appunto, non fanno torto a nessuno).

 

E’ facile criticare, o sparlare alle spalle della gente, più difficile è tentare di evitare l’omologazione e unirsi nella diversità.

Fa così paura la diversità?
E se la diversità non esistesse e esistessero solo differenze?

E’ ora che evolviamo un po’ altrimenti chi ci guarda da lassù (tipo gli alieni :D) penserà che siamo una razza da estinguere, degli emeriti imbecilli!

Leishmania, info,contagio e prevenzione

Qui su Cronaca Flegrea trovate il mio articolo in merito,

scritto sulla base delle mie esperienze e con l’aiuto di alcune info reperite attraverso veterinari in tutta Italia.

MiPiace/NonMiPiace

Mentre sparano i consueti fuochi rompicoglioni e cafoni che mi fanno sclerare i cani tutte le sere, ho pensato di stilare una lista delle cose che mi piacciono e che non mi piacciono, così da fare un po’ di ordine nel mio cervellino attualmente troppo scombinato.
Non sono mai stata una persona instabile o con idee confuse, o che ha preso decisioni opposte nell’arco di pochi giorni, eppure mi rendo conto che ultimamente è quello che sono diventata, e non per voglia mia, e la cosa non mi piace per niente, ho perso completamente l’equilibrio e il controllo di molte cose, una su tutte, oltre i chili che ho perso: me stessa.

MiPiace
Mi piacciono tanto gli animali, il loro essere svincolati dalle nostre idiote sovrastrutture mentali, la loro mancanza di ipocrisia, il loro essere sempre veri, naturali, nel bene e nel male, il loro linguaggio che si può imparare a tradurre e capire, le loro piccole e grandi e anche enormi vite racchiuse nei loro corpi, i loro pensieri, le loro indoli.
Mi piacciono molto le patatine fritte, salate al punto giusto, e i pop corn.
Mi piacciono i friarielli, che abbiamo solo qui a Napoli 🙂
Mi piace Napoli, con tutte le sue contraddizioni e con tutti i suoi difetti, ma adoro il suo essere enorme (ancora mi ci perdo dentro e non mi vergogno a dirlo), il suo contenere tante realtà diverse, il suo essere “piena”.
Mi piacciono le persone vere, sincere, che non hanno nulla da nascondere perchè sono a posto con se stessi e non si vergognano di nulla e non temono nulla.
Mi piacciono le persone che sono a posto con se stesse e che nel loro equilibrio fatto magari non di felicità pura, ma almeno di serenità, hanno il tempo e il posto per riempire le vite degli altri in maniera positiva e propositiva, lontani da tanti schemi prestabiliti e da tanti legami “gerarchici”, lontani dal “rispetto a priori del potere” o “degli affetti” o della “religione” o di qualsiasi altra cosa, mi piacciono le persone che si creano una loro indipendente identità senza fanatismi e senza appartenere a nessuna categoria eccetto quella in cui si trovano davvero bene: “se stessi”.
Mi piacciono le casette singole, magari di legno o di pietra, con il giardino, con i muri che non confinano con nessuno e che sono libere da finestre dalle quali i vicini si possono appostare per spiarti quando non hanno un cazzo da fare.
Mi piace il chupa-chups panna e fragola, è il mio preferito. O perlomeno lo era non lo mangio da secoli 🙂

Mi piace fumare tabacco.
Mi piace la coerenza intelligente, e non l’iperfilosofeggiamento e svisceramento delle cose che porta soltanto confusione e privazioni esagerate e, credo, anche inutili, troveremo sempre qualcuno che può darci dell’ “incoerente” su qualcosa (essendo vegetariana da 15 anni ormai, tengo na scuola fatta in materia!), l’importante è essere coerenti con se stessi.

Mi piacciono le persone che dicono come fanno e che fanno come dicono.
Mi piacciono le promesse mantenute, mi piacciono le mamme col pancione, le belle fotografie che mi smuovono qualcosa dentro, i quadri strani, i disegni colorati, le immagini con quel colore seppia che rende tutto antico.
Mi piacciono le persone che chiedono esattamente quello che danno, o che non chiedono nulla, e ricevono tanto proprio per questo, e quando non ricevono nulla possono dire “vabbè almeno ho capito con chi ho a che fare, è nella libertà che si vedono le persone”.
Mi piace il Sud di questo Paese, mi piace la primavera e la parte iniziale dell’autunno, dove i tempi sono freschi ma non freddi, caldi ma non soffocanti.
Mi piace la matematica, l’astronomia, mi piace l’università anche se non l’ho mai potuta finire e chissà se ci riuscirò, mi piace studiare quello che mi piace, mi è sempre piaciuto andare agli esami preparata quanto più, anche per poter contraddire qualche professore stronzo, mettendolo in difficoltà, perchè non è che perchè sta dall’altro lato della cattedra che è Gesù Cristo e può fare il cazzo che gli pare e trattare gli altri come merda.
E mi piacciono i professori preparati e umani, da cui c’è tanto da imparare.
Mi piace la vita umile, senza pretese, mi piacciono le persone umili ma non i falsi modesti.
Mi piace la musica.
Mi piace cantare.
Mi piacerebbe aver avuto l’occasione e il coraggio per approfondire questa cosa, e mi piacerebbe aver avuto il tempo e il modo di poter imparare a suonare il Pianoforte, che è uno strumento che quando sento suonare mi dà i brividi.
Mi piace Tori Amos.
Mi piacciono Jeff Buckley, i film (pazzi) di David Lynch (che non sempre capisco :P), Batman, Christian Bale e L’Uomo Senza Sonno, Jim Carrey e le sue facce strane, gli smalti colorati, la pizza. Napoletana però!
Mi piace “Paranoid Android” dei Radiohead.
Mi piacciono i capelli lucidi, lunghi, colorati e non, ricci ma pure lisci, mi piacciono le ragazze un po’ acqua e sapone, i colori vivaci o metallizzati, mi piace la VolksWagen Polo che mi hanno rubato qualche anno fa 😦

Mi piace l’amore, quello che non minaccia, quello che non fa soffrire, coscientemente almeno, quello che migliora la vita, quello per cui vale la pena vivere e pure morire. Mi piace quando qualcuno sbaglia e sa farti capire quanto è pentito da come ti dimostra di rimediare.
Mi piace la tranquillità. Anche il casino e il bordello quando ci vuole, ma mi piace tutto nella misura in cui fa bene e non fa male.
Mi piace la vita, in quei meravigliosi piccoli temporanei momenti in cui la assapori davvero, e sei felice di essere vivo.

NonMiPiace
Non mi piacciono le bugie. Questo su tutto.Non mi piacciono i fuochi d’artificio e le bombe a mano sparate cafonamente dalle ville qui intorno per compleanni e comunioni, TUTTE LE SANTE SERE, che mi fanno sclerare i cani e sobbalzare dalla sedia. (O dal letto)

Non mi piace l’ipocrisia, il fingersi qualcun’altro o il fingere sentimenti diversi da quelli che si provano “per circostanza”.
Non mi piace la violenza gratuita, fisica e psicologica.
Non mi piace chi pretende in modo diverso da come dà.
Non mi piace chi ha la mentalità così ristretta da diventare cattivo.
Non mi piace il rispetto dell'”autorità”, che sia politico, familiare o di gerarchia, a priori, perchè il rispetto va sempre guadagnato, e non siamo pecore al pascolo di nessuno.
Non mi piacciono le persone che sono capaci di fare del male agli animali senza il minimo rimorso.
Non mi piace che gli animali, molti, siano considerati cibo.
Non mi piace che in molti paesi orientali la fame li costringa a mangiare i cani.
Non mi piace il traffico nazionale e internazionale che c’è dietro al “volontariato” di molte associazioni “animaliste” che invece smerciano animali per poi farli finire all’estero nei laboratori di vivisezione.
Non mi piace l’uomo/padrone, che rinchiude la donna in una prigione di vetro e che però poi si comporta come cazzo gli pare. A lui tutto è dovuto, lei se mette il naso fuori casa è automaticamente lapidata.
Non mi piacciono i soliti discorsi idioti “ah sei vegetariana? Ma perchè le carote non soffrono?” o “è dai tempi delle caverne che l’uomo mangia la carne”. Allora levati i vestiti marcati Nike, mettiti il pellicciotto attorno agli zebedei, abbandona i comfort, vai a vivere in una caverna, munisciti di clava, vai a ammazzare qualche animale, corri a piedi scalzi, ferisciti, ammazzalo, squartalo e mangiatelo. Altrimenti non rompere i coglioni.
Non mi piacciono i bigotti. Potrei morire in questo istante, non mi sono mai piaciuti.
Non mi piacciono gli omofobi, non mi piacciono i moralisti, non mi piacciono i falsi modesti, che nascondono solo una spropositata superbia.
Non mi piacciono le ragazze che parlano con parole tipo “perdindirindina” o “accipicchia”, Biancaneve è passata di moda da un po’, e pure il principe azzurro. Ora va di moda quello Marrone 🙂
Non mi piace il caffè che esce dalla macchinetta espresso quando dentro ci si mette il caffè per la moka. “Il caffè è un piacere se non è buono che piacere è” 🙂
Mi piace risparmiare, ma non troppo, non mi piace risparmiare sulla salute o su piccoli sfizi che ogni tanto ci si può permettere.
Non mi piacciono i soprusi, gli sfruttamenti, e ODIO le ingiustizie. Mi ribolle il sangue nelle vene quando vedo qualcosa che non è palesemente giusto.
Non mi piace quando succedono cose brutte alle brave persone.
Non mi piace il vittimismo esagerato, la ricerca esagerata di attenzione, non mi piace la gente che sa di avere un problema e non lo ammette. Per farsi aiutare la prima cosa da fare è chiedere aiuto, e volerlo quell’aiuto.
Non mi piacciono le “pecore” (con tutto il rispetto per le pecore), non mi piace chi fa le cose ben sapendo che sta sbagliando con la scusa che tanto “dopo chiedo scusa e sarò automaticamente perdonato”. Il perdono è un lusso, non è dovuto a nessuno. Chi rompe paga, poi chi viene perdonato è fortunato, chi viene perdonato tante volte è fortunatissimo, chi viene perdonato troppe volte forse è un po’ stronzo e/o opportunista del buon cuore delle persone.
Non mi piacciono i paesini troppo ricchi e troppo lontani dalla città, forniscono alle persone una visione della realtà alterata, che cozza (no il mìtile 😀 ) con la vita quotidiana di tutti i giorni, e fa mancare tanto di umiltà e di “restare con i piedi per terra”.
Odio i bambini viziati che saranno gli adulti stronzi e incapaci del domani, odio i bambini abbandonati a se stessi dai genitori a baby sitter e insegnanti privati vari, che saranno gli adulti frustrati e alla ricerca d’amore perenne del futuro.
Odio la violenza. Sui bambini, sugli animali, sulle persone. Odio gli schiaffi, i pugni, i calci, le pietrate, le strette forti fino a far uscire i lividi, le mani alla gola con le dita che premono. Odio i gesti violenti che rimangono solo gesti, odio i gesti violenti che diventano azione.

E odio la me stessa che a volte ha fatto molte delle cose che ho elencato. Ma mi piace la me stessa che si mette in discussione, si autofustiga, e impara tanto, innanzitutto proprio da questi errori.

Non mi piace guadarmi da fuori e perdere stima di me stessa, mi piace rialzarmi e stringere i pugni, e fare quello che si deve fare.

Non mi piacciono gli scatti d’ira, le situazioni troppo confuse e complicate, le persone, uomini e donne, senza palle.

Non mi piacciono le persone che non sanno scegliere, perchè chi non sa scegliere vuol dire che non ha nemmeno le idee chiare su cosa vuole, e vuol dire che il suo istinto animale non gli fa scegliere nulla di preciso, che non c’è nulla che davvero abbia la prevalenza su tutto e gli interessi davvero, senza cui non può vivere…
Non mi piacciono i film in streaming quando si vedono o si sentono male, ma mi sono dimenticata di dirlo prima, mi piace tanto il Cinema, e anche qualche serie TV seria 🙂

Non mi piace la speculazione sulla salute, non mi piace la TV spazzatura, la disinformazione, lo “stato di pecore” che accetta tutto quello che passa il convento,non mi piace il mondo della politica che ormai è un puttanaio e un posto dove capire bene solo come accumulare danaro e troiaggio, come imbrogliare e come rompere le palle, addirittura ammazzare, chi magari RARAMENTE fa questo lavoro come missione.
Mi piace la tecnologia, ma con moderazione, mi piace internet, tanto, ma senza dipendenza, non mi piacciono i bimbominkia, le foto dentro ai cessi, e con facebook ho un problema perchè mi piace e non mi piace.
Non mi piace la prepotenza, non mi piacciono i genitori possessivi,tanto che sono possessivi a fare, primm’ o poi anna murì, e na vot ca so muort ai figli cosa lasciano? Solo solitudine e rimpianti. Non mi piacciono i figli repressi e/o succubi.
Non mi piace chi non sa far valere le proprie idee, chi non sa farsi valere o chi non sa farsi rispettare.
Non mi piace troppa solitudine, ma mi piace la solitudine, amo il ritiro in se stessi e con se stessi, la vita solitaria (ma non troppo), quelle piccole cose che però rendono i momenti “grandi”, una tazza di tè davanti a un bel film, stare sotto al piumone quando fuori piove, poter collegarsi ad internet dal letto con il cellulare, cosa impensabile fino a qualche anno fa, camminare a piedi nudi per terra quando i cani non hanno fatto la cacca in giardino 😀
Mi piace l’amicizia vera, le connessioni con le persone giuste, l’empatia, mi piace “pochi ma buoni” e non mi piace “tanti a cazzo di cane”.

Alla fine mi sono persa, ho cominciato a scrivere di cose che mi piacciono anche nella parte del NonMiPiace, e questo mi fa capire una cosa: che la vita vale sempre la pena di essere vissuta, e che tutto insegna a godersi al meglio quei pochi brevi attimi di serenità e di tranquillità per cui respiriamo e da cui traiamo energia per tutti gli altri momenti, anche quelli più tremendi, dolorosi, che ti squarciano il petto e ti dividono il cuore a metà.
Buonanotte.

Running over the same old ground… what we’ve found? The same old fears…” (P.F.)

Nel mio mondo ideal

Io credo che ognuno di noi, come Alice, dentro di sè costruisce mano a mano che la vita gli scorre nelle le vene, un “mondo ideal”.

Nel mio mondo ideal gli animali non verrebbero visti come cibo, nè trattati come esseri inferiori, nè etichettati come “animali” appunto, ma sarebbero solo altre razze di esseri viventi che coabitano con noi sullo stesso pianeta. Nel mio mondo ideal non sarebbe tollerata nè legale la violenza tra razze di animali diverse (tra cui la nostra) o uguali per qualsivoglia motivo, ogni razza avrebbe il suo posto dove vivere, allestita secondo le proprie esigenze, e qualora qualcuno lo desiderasse, sarebbe possibile anche lo scambio, o la coabitazione tra razze diverse… o persino la fusione tra razze diverse, e ci sarebbero dei posti di ritrovo dove tutti potrebbero vivere insieme e incontrarsi pacificamente.

Nel mio mondo ideal i bambini non verrebbero maltrattati, psicologicamente e fisicamente, dai genitori o da altri, chiunque sia, e ci sarebbero pene tra le più severe proprio per i reati contro i bambini e contro gli animali e l’ambiente.

Anche perchè trovo stupido inguajare l’ambiente quando poi è casa nostra. E’ come pisciare e cagare negli angoli di casa propria, finchè i rifiuti umani non ci sommergono e ci affoghiamo dentro… Mah.

Nel mio mondo ideal non esisterebbero i politici, ma soltanto gente che per merito e saggezza verrebbe eletta dal popolo a gestire e curare piccole frazioni di città, come villaggi, che nell’insieme creerebbero un’unica grande armonia, con i “capi” in contatto tra loro, e in supervisione continua tra loro. Non esisterebbe una paga per questi “saggi”, ma una garanzia di conduzione di una buona vita: una casa, del cibo, bevande, tutto offerto dal popolo come ringraziamento del buon lavoro eseguito. E in caso contrario… beh potrebbero puzzarsi di fame e finire in mezzo a una strada, sfido chiunque poi a rischiare di imbrogliare!

Nel mio mondo ideal si dovrebbero fare dei test prima di poter mettere al mondo un figlio, o di scegliere di allevare uno o più animali in casa, non serve una sovrappopolazione di imbecilli, ma un numero anche più basso di esseri umani che però siano degni di essere chiamati tali, che portino ordine e luce nel mondo in cui vengono catapultati quando nascono, e la cui vita valga la pena di essere vissuta, lontano dal male di vivere che vedo così tanto spesso oggi in un sacco di gente. A volte anche in persone a me molto vicine, a volte anche in me stessa.

Nel mio mondo ideal ogni figlio, compiuta l’età maggiore (magari aumentata di nuovo a 21 anni) dovrebbe per legge lasciare la casa dei genitori, e con il loro aiuto e la sua buona volontà mettere su casa, creare un nuovo nido, da solo o con la persona a cui vuole bene, e seguire la propria vita secondo la propria naturale indole, magari sbagliando, facendo le proprie esperienze, ma trovandosi così a 30 anni ad essere già una persona con le idee chiare, il proprio ruolo nel mondo stabilito nel mondo, e una serie di esperienze alle spalle che lo definiscano Uomo o Donna, a seconda dei casi.

Nel mio mondo ideal, la compagna o il compagno del/la proprio/a figlio/a dovrebbe essere sempre accolta/o in famiglia come un nuovo componente della famiglia stessa, come una/un figlia/o, a meno che non ci siano prove certe del suo essere stronza/o o una/un criminale, e anche in quel caso, occorrerebbe fare delle verifiche per capire se è cambiato qualcosa e se la persona in questione si è pentita, redenta, se è cambiata.

Nel mio mondo ideal la fitoterapia sarebbe predominante sulla chimica, e le erboristerie più numerose delle farmacie, non ci sarebbe discrepanza tra medici ospedalieri e privati, nè di professionalità nè di prezzo, perchè tutti avrebbero diritto alle stesse cure, e perchè l’Università sarebbe per quei pochi che per vocazione sarebbero capaci di dare un contributo serio alla vita delle altre persone e del pianeta, e non un punto dove buttare tutti i figli dopo la scuola superiore, la maggior parte dei quali all’Università o non conclude un cazzo, o se lo conclude lo conclude male, fregandosene di quello che studia, non imparando nulla davvero per mancanza di interesse, e di conseguenza nel mondo dopo non sarà un emerito nessuno, ma soltanto un “qualcuno con un pezzo di carta in mano firmato” come tanti.

Nel mio mondo ideal anche tutti gli animali avrebbero diritto ad essere curati tutti nello stesso modo e con professionalità.

Nel mio mondo ideal tutti avrebbero diritto a una casa ispirata alle proprie esigenze, a un tot di corrente e di acqua e servizi erogati dallo stato per legge, e tutto il “di più” sarebbe tutto quello che le persone dovrebbero pagare. Ma una vita degna di essere vissuta dovrebbe essere offerta a tutti.
In un mondo dove nessuno deve alzarsi la mattina per combattere per un tozzo di pane, o dove tutti sentono garantiti i beni primari e necessari per la vita, ci sarebbe molta meno gente infelice, insoddisfatta, frustrata, in un mondo dove la vita di base è garantita per tutti, ci sarebbe meno infelicità e meno criminalità.

Sempre nel mio mondo ideal, non si trivellerebbe più il manto terrestre per risucchiare petrolio, ma si metterebbero a frutto tutte le scoperte fatte nell’ambito della tecnologia man mano che gli anni sono passati, e ci muoveremmo tutti con mezzi elettrici ricaricabili, o meglio ancora, a energia solare. Con l’aria più pulita, saremmo tutti più sani. E l’infelicità calerebbe ancora. Meno bambini con i tumori, meno malattie incurabili, meno persone care che vediamo sfiorire davanti ai nostri occhi e scomparire ingiustamente dalla nostra vita…

Poi certo, tra qualche miliardo di anni il Sole si spegnerà, ma sono sicura che l’uomo troverà un escamotage per sopravvivere pure in quel caso.

Nel mio mondo ideal non esisterebbero le parole/etichette “religione”, “gay”, “nero”,”bianco”, ma solo “uomo”, “donna”, seguiti dalla professione che si esercita o dal ruolo sociale che si ha nella comunità.
Le idee o le preferenze, non dovrebbero essere usati per discriminare, ma tutt’al più per unire pensieri e preferenze diverse per formare una società veramente completa, veramente dove tutti possono trovare qualcosa che faccia al proprio caso, in cui rispecchiarsi, stare bene, ed essere felici.

D’altro canto ho sempre pensato che un bambino sarebbe molto più felice se venisse adottato da una famiglia con componenti dello stesso sesso, piuttosto che rimanendo in un orfanotrofio, o peggio, in molti paesi del mondo, buttati in mezzo alla strada come spazzatura.

Nel mio mondo ideal come forma di pagamento alternativa suggerita ci sarebbe il baratto, dappertutto, anche nei negozi, nei ristoranti. Sarebbe un ottimo modo per rimettere la roba in circolo, evitare sprechi, non abbandonarsi al consumismo più spietato, e spendere meno.

Nel mio mondo ideal, dove tutto è stato pensato per alleggerire gli affanni di tutti, anche l’amore sarebbe più intenso, più vero, meno inquinato da quel retrogusto amaro che a volte sentiamo a causa di molte delle cose elencate qui sopra, che però vanno nel modo esattamente opposto a come io vorrei andassero… La vita non sarebbe facile, non lo sarebbe mai comunque, ma sarebbe sicuramente più leggera “nel minimo sindacale” in cui dovrebbe esserlo, e le cose di cui ci si dovrebbe preoccupare sarebbero diverse, e non legate a bisogni primari, alle basi della vita stessa: la vivibilità, il rispetto, la convivenza pacifica.

Che bellezza se sapessi che… quel mondo delle meraviglie c’è…
Buonanotte