Documenti declassificati dell’FBI sostengono che Hitler scappò in Argentina (?)


Mi sono imbattuta in un video di un simpatico ragazzo con un altrettanto simpatico (quanto odioso😀 ) accento toscano.
Pare che lui nella vita si diletti con tutt’altro (videogiochi), ma che questo video gli sia uscito dal “cuore” quando sono state diffuse alcune informazioni.
Il video in questione è questo:

Ora, io di natura non sono un’invasata complottista/complottara ma non sono nemmeno una anti-complottista totale, nel senso che credo che ogni cosa vada analizzata e scandagliata prima di dire “no, è ‘na strunzat’‘” oppure “Wow che cosa incredibile, non ci avrei mai scommesso un centesimo!“.
Così mi sono andata a guardare i link alle fonti postati dal ragazzo in questione, trovando delle cose interessanti:
1) I documenti ufficiali sul sito dell’FBI, declassati da pochissimo tempo, presenti in bella vista sotto gli occhi di tutti.

2) L’articolo su cui si basa il video e tutta la discussione contenuta all’interno, che riporto più giù e che potete trovare online cliccando qui

3) L’articolo del The Guardian in cui si spiega che le analisi del DNA hanno rivelato che il pezzo di teschio ritrovato nel bunker dove Hitler si sarebbe suicidato in realtà appartiene a una giovane donna.

E’ da sottolineare che nelle prime righe del documento FBI si legge: “Information obtained from […] unable to be verified because of […] disappearence. Attempts to locate […] negative. No record of him in police or INS files“.

Screenshot del documento ufficiale dal sito dell'FBI.

Screenshot del documento ufficiale dal sito dell’FBI.

La fonte della notizia, quindi, non sarebbe verificabile nè rintracciabile, per cui l’FBI non ha potuto “cambiare” la storia, per davvero, nel concreto, con questa “rivelazione”.

Tale fonte sarebbe da ritrovarsi in un uomo europeo, tale H.H.K., comparso su numerosi giornali come il “detentore della verità” riguardo al Führer.

Il documento dell’FBI, comunque, è formato da ben 203 pagine, molte delle quali contengono articoli di giornale a sostegno della faccenda: foto di un ipotetico Hitler anziano, testimonianze sul fatto che sia stato avvistato a Bogota e moltissimo altro ancora.

In uno dei documenti collezionati all’interno del file, addirittura, si ipotizza la venuta di Hitler in Trentino Alto Adige, proprio da noi in Italia, e se ne stila un possibile volto “after fine della guerra”.

Screenshot di una pagina del documento sul sito dell'FBI

Screenshot di una pagina del documento sul sito dell’FBI

Non essendoci nulla di concreto che faccia puntare verso una direzione o l’altra, comunque, a parte qualche analisi, una teoria non verificabile e qualche pezzo di giornale, non c’è nessuna verità da svelare (?). Ma il fatto che Hitler fosse un uomo così potente, influente, abile manipolatore e pieno di sè di certo lascia qualche dubbio sul fatto che possa essersi suicidato, semplicemente, nel suo bunker per non essere “preso”.

Naturalmente, come spesso avviene per tante cose, sui libri di storia, comunque, la versione ufficiale rimane una ed unica, almeno per adesso.

Riporto l’interessante articolo di cui vi parlavo prima per intero.

Documenti declassificati dell’FBI sostengono che Hitler scappò in Argentina

 

Alcuni documenti dell’FBI recentemente declassificati dimostrano che il governo americano era a conoscenza che Adolf Hitler scappò dal bunker di Berlino e che questi fosse vivo e vegeto, e che viveva nelle Ande dopo la seconda guerra mondiale. La storia ci dice che il 30 aprile 1945 Adolf Hitler si suicidò nel suo bunker sotterraneo, il suo corpo fu poi identificato dai sovietici e riconosciuto dalle arcate dentarie (il cadavere era parzialmente carbonizzato) per poi essere seppellito insieme alla moglie, Eva Braun. I suoi resti furono seppelliti a Magdeburgo e successivamente riesumati nel 1970, quando furono completamente bruciati e buttati nel fiume Elba. Fin qui la storia che tutti noi conosciamo.

I documenti recentemente pubblicati dall’Intelligence statunitense ci raccontano un’altra versione dei fatti. Hitler ed Eva Braun furono aiutati nella fuga dal responsabile dell’OSS Allen Dulles, che li fece imbarcare su due sottomarini diretti in Argentina. I due insieme ad “Alti ufficiali Tedeschi” raggiunsero poi i piedi delle Ande, dove vissero in una casa costruita apposta per loro. Le informazioni provengono da un informatore (rimasto anonimo) che scambiò l’asilo politico con queste importantissime rivelazioni.

 Alla luce di questi nuovi documenti le rivelazioni dell’architetto Alejandro Bustillo vengono ora viste in un’ottica completamente differente: egli asserì di aver realizzato una splendida villa in stile bavarese ai piedi delle Ande proprio per ospitare la coppia tedesca, che lì viveva in totale pace e armonia.

Il governo argentino accolse non solo l’ex dittatore tedesco, ma lo aiutò nella sua sparizione. L’informatore diede indicazioni riguardo i villaggi che visitò Hitler, e disse di aver visto con i suoi occhi anche lo sbarco al porto Argentino. L’addetto navale statunitense in Argentina testimoniò (allora, nel 1945) inoltre di aver visto due sottomarini tedeschi approdare nel paese sudamericano, e che nel secondo con ogni probabilità erano presenti Eva Braun e Adolf Hitler.

Assume anche una prospettiva di verità la prova del DNA condotta da Nicholas Bellatoni nel 2009, che verificò che i resti (un pezzo di cranio) in possesso ai russi non erano in nessun modo appartenuti ad Hitler (fonte: The Guardian).

 

Voi che ne pensate?

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