Accettare non vuol dire usare l’accetta


Puntare il dito

 

Stanotte ho dormito abbastanza per cui mi posso permettere di scrivere un post alle 4 di mattina, anche perchè checcazz, siamo ad Agosto (anche se il mio corpo fatica ad accorgersi che sarebbe un mese di vacanza… vacanza?! E cos’è na cosa che si magna?).

 

Non è una cosa che faccio più spesso, ma stasera ho partecipato a una conversazione con dei non-ben-precisati haters sul mondo del vegetarianesimo e veganesimo, che in quanto haters giustamente credevano di sapere tutto, di poter offendere un po’ come gli veniva, e di possedere (come tutti gli haters) la verità tra le loro preziosissime dita che non avevano altro da fare oltre a dover lasciare commentini deficienti e disinformati sotto una (simpatica) vignetta a tema di un amico comune (che era l’unica cosa che avevamo in comune, a quanto pare).

Questa(non)partecipazione (perchè si sa, a parlare col muro si richia di essere più ascoltati che da certi muli impalati nel terreno, senza offesa per i muli che sono creature tenerissime e anche intelligenti) mi ha fatto però cogliere delle importanti conclusioni e cioè:

– internet è il rifugio di troppi nullafacenti

– certa gente va “contro” giusto per il gusto di andarci, per impostare una guerra, per darsi un tono e una personalità che non hanno

– devo smetterla di sprecare tempo: a parlare con i cretini mi sento io cretina

le persone hanno paura del “diverso”, qualunque cosa il diverso rappresenti… ma finiscono così per assomigliargli allo specchio, all’opposto.

 

———————————————- okok lo ammetto, mi sono addormentata, riprendo stamattina🙂

Dunque, dicevo, tra i vari aspetti elencati quassù quello che secondo me vale la pena analizzare è l’ultimo…

 

Diverso in questa società omologata e omologante può essere qualsiasi cosa diversa da sè: diverso per un etero è un omosessuale e per un omosessuale è un etero. Per cui gli etero cominciano una battaglia informativa per dire che l’omosessualità è sbagliata, e di contro gli omosessuali si buttano nelle piazze a fare casino con i gay-pride. (Per inciso, io non approvo nessuna delle due forme di “protesta” perchè credo non ci sia nessuna protesta da fare, entrambe le parti si fanno portavoce di una “diversità” che non unisce ma crea fazioni)

 

Diverso in questa società omologata e omologante può essere qualsiasi cosa diversa da sè: diverso per un onnivoro è un vegetariano/vegano, e per un vegetariano/vegano e l’onnivoro. Per cui l’onnivoro passerà il tempo a trovare elementi che rendano giusta e plausibile la sua alimentazione, e di contro i vegetariani/vegani faranno lo stesso, attaccando gli onnivori nella stessa maniera in cui si sentono attaccati da loro, andando ad analizzare persino le puzzette delle vacche per trovare motivazioni a loro sostegno. Di contro, gli onnivori diranno che “da sempre, dall’età della pietra, l’uomo mangia carne”. E allora io dico semplicemente: andate a vivere nelle caverne, senza acqua/luce/gas/comfort, mettetevi na clava in mano e na pelliccia addosso e andatevi a procurare il cibo da soli, perchè l’uomo ai tempi della pietra così faceva.

 

Diverso in questa società omologata e omologante può essere qualsiasi cosa diversa da sè: diverso per chi vive in città è chi vive in periferia, che seppure ha dei vantaggi enormi, tipo vicinanza del mare, terra e spazi verdi a gogo, case e ville da paura a prezzi economici, “vive in un posto dimenticato da Dio, meglio un buco in città che una reggia fuori città” (senza rendersi conto che poi spendono i soldi per andare in vacanza…. fuori città! Che barzelletta), e al contrario diverso per chi vive fuori città è chi vive in pieno centro cittadino, per cui, come nei casi precedenti, ognuno tenterà di tirare acqua al suo mulino con questa, quella o quell’altra tesi o teoria.

Diverso in questa società omologata e omologante può essere qualsiasi cosa diversa da sè: diverso per chi utilizza medicinali come caramelle è chi si cura il più possibile con l’omeopatia e le cure erboristiche, per cui passerà la vita a denigrare questo tipo di risoluzioni alternative tacciandole come “inutili placebo”, e viceversa, chi usa soltanto medicinali omeopatici passerà la vita a rompere le balle a chi utilizza la medicina classica, definendoli avvelenatori di se stessi.

Potrei continuare fino a domani mattina, smettere, e riprendere ancora.

 

La questione è semplice.

Perchè queste continue guerre, questi continui accanimenti che a volte sfociano nei litigi e nelle discussioni più accese, o peggio, in dibattiti sterili dove ci si offende solo a vicenda, magari con offese vere e proprie o facili sarcasmi?

Perchè sprecare il tempo, che si sa, è unico e non è restituibile, per diffondere questo tipo di messaggi, diciamo, “dell’ANTI”?

La risposta non è difficile da dare: perchè probabilmente nel momento stesso in cui critichiamo e denigriamo qualcosa è perchè mina le nostre stesse convinzioni, e chi dobbiamo convincere delle nostre stesse teorie siamo in primis noi stessi!

L’esistenza di teorie altrettanto valide alternative mette in crisi probabilmente il nostro ego, o semplicemente ci fa sentire a disagio per cui è più facile denigrare e offendere altre idee e pensieri, di modo da darci un tono e rimanere quindi convinti delle nostre cose, immobili, sul piedistallo della Verità Assoluta che crediamo di possedere.

E se non fosse così?

E se non esistesse UNA SOLA Verità Assoluta?

E se semplicemente l’unica cosa reale e vera è che al mondo esiste IL TUTTO e semplicemente basterebbe accettare questa multisfaccettatura dell’esistenza?

Non è che al mondo dobbiamo diventare tutti vegetariani o tutti omosessuali o tutti dobbiamo svuotare le città e le farmacie, semplicemente c’è chi preferisce trasferirsi fuori città, o ci è costretto, e chi preferisce rimanere nei centri cittadini, c’è chi ha attrazione per l’altro sesso e chi per lo stesso sesso, addirittura c’è chi è attratto da entrambi, e si ricade poi in altre sfaccettature ancora, c’è chi viene attratto dai magri, chi dai grassi, chi dai piedi, chi dalle mani, chi dalle orecchie, fino a sfociare poi in chi è leale con il proprio partner e chi preferisce invece andare anche con altri, c’è chi fa gli scambi di coppia, chi pratica il sadomaso, chi invece ama starsene tranquillo con il suo partner a farsi le coccole.. c’è chi (purtroppo) è attratto dai bambini, c’è chi fa sesso con gli animali… Quello è il vero problema, quando le proprie inclinazioni fanno danno agli altri che non sono consenzienti. Per il resto tutto è lecito fin quando c’è consenso e rispetto reciproco.

C’è chi ha abolito la medicina classica per se stesso e preferisce le cure più lunghe e costose date dall’omeopatia, c’è chi è estremo e manco in ospedale prende medicinali classici, e chi invece è più moderato, e fa un uso a metà tra le due scuole di pensiero, c’è chi come punto di riferimento ha un medico generico e chi invece paga un medico privato, magari omeopatico, per avere un altro tipo di pareri…

 

Perchè questa voglia di diffamare chi la pensa diversamente?
Perchè questa presunzione a possedimento della verità assoluta?
Perchè intavolare queste guerre cretine quando invece si potrebbe tranquillamente coesistere tutti quanti nel rispetto degli altri? (Finchè, appunto, non fanno torto a nessuno).

 

E’ facile criticare, o sparlare alle spalle della gente, più difficile è tentare di evitare l’omologazione e unirsi nella diversità.

Fa così paura la diversità?
E se la diversità non esistesse e esistessero solo differenze?

E’ ora che evolviamo un po’ altrimenti chi ci guarda da lassù (tipo gli alieni :D) penserà che siamo una razza da estinguere, degli emeriti imbecilli!

4 thoughts on “Accettare non vuol dire usare l’accetta

  1. Molto interessante questo post, è un argomento sul quale ho riflettuto tanto anche io. Personalmente credo che esista un’unica verità assoluta ma che, la maggior parte delle volte, tutti noi riusciamo a vedere soltanto in parte e magari ognuno di noi vede parti diverse di questa verità. Questo ci porta a pensare che esistano tante verità invece che una sola.
    Ricordo sempre una storia zen che raccontava proprio questo; riuniti diversi maestri, bendati e poi spinti a toccare ognuno una zona diversa di un elefante (che non avevano mai visto), poi passarono ore a litigare su come fosse fatto; chi aveva toccato la coda sosteneva che era piccolo e agile, chi aveva toccato le orecchie diceva che era grande e liscio, chi la probascide che era rugoso e flessibile…. avevano tutti ragione ma invece di cercare insieme una logica nelle loro certezze se ne andarono ognuno per conto proprio, pensando che gli altri fossero degli ignoranti!

    Ma questo riguarda i grandi temi spirituali più che quelli più “bassi” sui quali, regolarmente, gli uomini si fanno la guerra. Per quanto riguarda questi ultimi, invece, sono convinto che per ogni persona possa essere valida una strada differente e non sta a noi giudicare perchè tutti abbiamo il diritto di scegliere cosa è meglio per noi e, nel corso della vita, si può anche cambiare prospettiva.
    Io ho cambiato tanti punti di vista prima di trovare quello che davvero mi apparteneva e forse questo mi ha aiutato a comprendere un po’ di più chi non la pensa come me. Ero ateo e poi mi sono ritrovato la fede, ero (molto) carnivoro e poi ho smesso di mangiare carne, ero sedentario e poi ho cominciato a dedicarmi un po’ di più all’attività fisica…etc etc. E, come giustamente hai scritto, è stato proprio come spostarsi da una riva all’altra di un fiume dove le persone che ti circondano criticano quelli che stanno dalla parte opposta… così, se non ti muovi mai, tu pensi sempre di aver ragione!

    Il mondo ha bisogno che le persone comprendano che le differenze sono importanti perchè, non soltanto creano un equilibrio ( pensa se a tutti piacessero le arance e a nessuno le mele! Sarebbe un disastro! ) ma sono una grande risorsa per l’umanità…perchè dove non riesce uno può eccellere l’altro e perchè ascoltando le testimonianze di tutti quelli che hanno “toccato l’elefante” con un po’ di intelligenza si può avvicinarsi molto alla vera forma dell’elefante!
    Come diceva qualcuno, smettiamo di alzare dei muri ed impariamo a costruire ponti!
    Perdonami se mi sono dilungato un po’ troppo ma l’argomento era troppo stimolante!😉
    Buona serata.

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    • Nono anzi, mi fa piacere ti sia dilungato, la storiella sull’elefante rende effettivamente totalmente l’idea…! Fantastica!🙂

      Fondamentalmente quello che scrivi sulle differenze è la vera essenza del post, e della mia riflessione: la differenza invece di essere motivo di paura e giudizio dovrebbe essere considerata una risorsa… D’altro canto al mondo esistono tanti tipi di tante cose, se al mondo piacessero sempre le stesse cose il resto andrebbe estinguendosi di conseguenza! Non ci sarebbe posto in realtà, poi a pensarci, per niente e nessuno!
      Il passo più difficile non è capire che esistono le differenze ma accettarle, non solo, ma ritenerle una fonte di evoluzione, differenziazione e una risorsa per l’andare avanti dell’umanità e di tutto quello che ci circonda!

      Spero solo che questo tipo di presa di coscienza diventi più generale, perchè finirebbero tante guerre (politiche e umane) e tanti stili di vita sbagliati andrebbero regolarizzandosi, eliminando il giudizio col dito puntato e le competitività in questo senso, svolgeremmo delle vite molto più pacifiche e regolari…..!

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