Quando finisce un’amicizia finisce davvero?


Mi è capitato più di una volta negli ultimi anni di dover dire addio a qualcuno che avevo reputato una persona fondamentale nella mia vita almeno per qualche anno.

Tutte le volte, è successo qualcosa che ci ha fatto incazzare indiscutibilmente, e ci ha fatto allontanare.

Poi sono capitati momenti in cui ci si è anche riacchiappati, ma fondamentalmente per poi scoprire che quello che era successo aveva cambiato completamente le carte in tavola: l’interazione non era più la stessa benchè l’affetto fosse rimasto e fosse rimasto vivo.

 

Qualche volta invece, non è successo nemmeno questo, mi limito a guardicchiare i profili facebook o i blog di persone con cui non ho più alcun contatto, e cerco di capire dalle poche cose scritte o dalle poche informazioni e foto visibili pubblicamente come va loro la vita… A volte scopro cose che mi fanno piacere, altre volte il contrario, ma fondamentalmente è solo attraverso il web che io riesco a farmi un’idea, e chissà se pure sbagliata, perchè nè io nè la controparte dopo aver pronunciato, con virulenta rabbia, il saluto finale, abbiamo forse voglia di superare il troppo orgoglio nel cercare una nuova occasione di contatto, o forse, peggio, non ce ne frega più di tanto in realtà nè di superarlo nè di contattarci e ci bastano quei piccoli elementi fornitici dalla connessione ad internet.

 

Ma la verità sapete qual’è? E’ che al di là degli orgogli e dei contatti blandi o inesistenti, se queste persone le ho reputate davvero amiche/sorelle per me continuando ad esserlo lo stesso, dentro di me, proprio come se smettessi di parlare con una sorella per qualche ragione, e ci allontanassimo, ma il sangue resterebbe lo stesso. Con loro il legame è diverso, ovviamente, non è di sangue, ma è un filo indistruttibile che, per quanto mi riguarda, non si spezzerà probabilmente mai.

Ci sarà sempre un momento in cui penserò a loro o alle fette di vita passate insieme, ci sarà sempre un momento in cui sentirò forte l’affetto nei loro confronti e andrò a sbirciare, armata di tastiera e mouse, le loro vite online, ci sarà sempre una piccola parte del mio cervello (del mio cuore?) che si interrogherà su quello che ci ha allontanate e a volte dubiterà anche dell’orgoglio, magari vincendolo, domandandosi se sia la cosa giusta poi contattarsi, e credo che questo implichi una cosa: durante la nostra vita noi conosciamo centinaia, forse migliaia di persone, ma ci sono quelle che lasciano il segno, sempre.

Se nel corso della vita ci saranno altre evoluzioni io questo non so dirvelo, ma sicuramente posso dirvi che sono contenta che, nonostante tutto, a volte la rabbia non riesce a coprire di merda tutto-ma-proprio-tutto e lascia impuzzolentire anche le cose più belle, certo, ma non le distrugge (tanto per fare un paragone di merda!😉 ).

Sarebbe bello sapere cosa ne pensano loro, oltre che voi, ma non importa.

“Amore” è una parola grossa, e molte volte non ci si rende conto che la malinconia e la voglia che “tutto torni come prima” in realtà sono sentimenti fuorvianti e anche un po’ immaturi ed egoisti. Niente può tornare come prima perchè tutto evolve, e meno male che funziona così, però possiamo guardarci indietro con un sorriso ed essere grati per quei momenti belli o pieni di scleri e risate passati con persone a cui abbiamo voluto e ancora vogliamo bene, anche se ormai quei momenti non ritorneranno più, nè ce ne saranno, probabilmente, di nuovi con gli stessi presupposti e affetti.

Non dobbiamo avere paura, come apprendevo ieri, di lasciare “la zona di comfort” per esplorare quello che c’è al di là dei nostri desideri, delle nostre sicurezze, delle nostre piccole dighe che ci trincerano dietro muri di cemento che sono sì inespugnabili, ma che anche non ci permettono di sperimentare e evolvere, ristagnando in situazioni che appaiono convenienti… Il passato, il presente e il futuro sono fluidi e si mescolano e influenzano continuamente, e noi dobbiamo essere capaci di vivere tutto questo in sintonia con noi stessi e con il momento unico e particolare e irripetibile che “accade”. Ora, proprio ora.

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