Fiume dei Pini Nord: Varcaturo


Nonostante il caldo torrido di questi giorni, lunedì nel primo pomeriggio questo era lo scenario di fronte al quale mi sono trovata, percorrendo Viale dei Pini Nord a Varcaturo, un posto dove ho vissuto per un anno e mezzo quasi fino all’anno scorso, e su cui ho dovuto imparare purtroppo che il degrado è la normalità, e che l’unica soluzione, visto che nessuno fa nulla di concreto, è andarsene.

Chiunque si sia ritrovato a percorrere il viale si sarà reso conto della situazione in cui sono catapultati i residenti della zona, senza alcun tipo di aiuto da parte di chi dovrebbe occuparsene. Queste sono le immagini che sono riuscita a recuperare, cercando di non rimanere impantanata, come l’ultima volta, nelle vere e proprie “piscine” che si erano create.

Viale dei Pini Nord

Viale dei Pini Nord – Varcaturo http://www.liberolamiamente.wordpress.com

Il viale è pieno di buche e fossi di una profondità tale che l’anno scorso un ragazzo passato di lì con la moto è finito in ospedale: non c’è infatti nessun tipo di segnaletica né sopra né accanto a questi crateri apertisi nel cemento, per cui un passante distratto, che non conosce la zona, può facilmente pagarne le conseguenze.
Come se non bastasse, la pioggia non aiuta: non è la prima volta infatti che automobili si impantanano (come anche la mia) dopo aver “guadato” le acque dei “piccoli laghetti” che si creano anche dopo piccoli temporali o brevi piogge estive.

La situazione lunedì era ancora peggiore: i “laghi” si erano uniti tra loro, creando una sorta di fiume che aveva origine da una zona malamente transennata “tanto per” verso la fine del viale (andando verso Lago patria), e canne di bambù altissime ed enormi intralciavano il passaggio essendosi piegate ad altezza uomo/auto in mezzo alla strada. Era impercorribile.

Non sorprende quindi che le abitazioni della zona siano umidissime e che i terreni di pertinenza siano paludi che d’inverno vengono popolate persino da papere e rane, che evidentemente ritrovano lì, in quei “laghetti”, il loro habitat naturale!

E lo dico per esperienza diretta, il primo (e ultimo) inverno passato lì mi meravigliavo di veder sorgere l’acqua dal pavimento di casa, credevo si fosse rotta qualche tubatura idrica, e invece poi la sorpresa fu ancora più amara: quelle case sono costruite sopra delle vere e proprie “paludi”, dei pantani che d’estate non saltano all’occhio più di tanto (ma a quanto vedo già rispetto all’anno scorso la situazione è peggiorata) e d’inverno invece diventano di un’entità spaventosa.

La famiglia che abitava di fronte, ricordo, aveva fatto un sacco di lavori per mettere in condizioni vivibili la loro casa, eppure anche lì l’umidità riusciva a salire fino al secondo piano!!!!

I muri sono cosparsi di umido e non c’è stufa o camino che tenga, perchè sono le fondamenta che sono paludose…

La situazione è al limite del catastrofico,e anche per i semplici passanti non è possibile percorrere il viale senza preoccupazioni, è una zona dove vivere è diventato complicatissimo e di seria preoccupazione per la salute, soprattutto dei bambini. Come si può lasciare tutto così?
Chi è che dovrebbe davvero intervenire e perchè non lo fa?

Si possono lasciare famiglie, case, villette e hotel in questo stato?

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