SenZo= Senza+Senso


Mi erano venute in mente una serie di cose che volevo scrivere… Mi sono loggata, ho aperto il blog, mi sono ritrovata davanti il post che ho scritto al mio compleanno e me lo sono riletto (correggendo, lo ammetto, anche qualche orrore sintattico :P)… E’ tutto così confuso ora nella mia mente… Quello che pensavo prima, quello che penso adesso, le cose che ho riletto e che a distanza di poco più di un mese prendono tutt’un altro significato.
Passiamo la vita a scegliere film romantici del tipo di “Serendipity” per cercare quella poesia e quella specie di “insegnamento” a cercare i segnali giusti, passiamo le giornate a cogliere invece in realtà soltanto quello che vogliamo cogliere, inconsciamente, in relazione all’umore, al contesto, alla nostra volontà e soprattutto ai nostri desideri…

Non credo esista obiettività nel cogliere i segnali, perchè a volte sono così evidenti che è molto probabile che fingiamo di non vederli guardando con “la speranza” e non con gli occhi, ma si sa, “la speranza è sempre l’ultima a morire”, ma poi crepa pure lei prima o poi. E quando crepa la speranza tutto acquista un senso e un sapore diverso…

Mi sono resa conto, e a questo pensavo prima di mettermi a letto e cominciare a scrivere, che alla fine ci sono sentimenti e pensieri che non andrebbero proprio nutriti. Pensare “come mi sarebbe piaciuto se…” oppure “sarebbe stato bello se…” o anche “quanto avrei voluto che le cose fossero andate in un altro modo” non solo è inutile, ma anche dannoso, perchè sono pensieri che finiscono per lanciarci a capa sotto in uno stato di malinconia e tristezza, colpevolizzandoci magari anche, inutilmente, di cose inesistenti.

Le cose non posso essere diverse da come sono, nè possono andare diversamente da come vanno, e tutto questo ha dei motivi, tutto questo nell’ambito di un disegno più grande di noi, ha uno scopo.

Anche a me sarebbe piaciuto avere ancora mio nonno vicino, o che la mia famiglia in tante cose si fosse mostrata diversa, o che certe persone si fossero comportate diversamente, ma oggi, se le cose fossero andate diversamente da come sono andate, io sarei molto probabilmente una persona completamente diversa. La nostra storia personale è quella che ci rende unici, e non ha senso immalinconirsi desiderando episodi o epiloghi diversi… la nostra storia, e quella delle persone intorno a noi di conseguenza e così via, dipende esattamente da come queste cose accadono e si sviluppano.

Al romanticismo malinconico e sentimentale del “se fosse andata così però…” forse è meglio sostituire un fatalismo “doveva andare così“, che forse sarà meno poetico ma è sicuramente più costruttivo.

Vediamo di non finire come Alice:
Nel mio mondo, ciò che è sarebbe, e ciò che non è sarebbe, chiaro?” 🙂

Buonanotte

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