“Io penso che alla fine tutta la vita non sia altro che un atto di separazione, ma la cosa che crea più dolore è non prendersi un momento per un giusto addio.”


Questo titolo lunghissimo in realtà è la frase di un film che ho visto qualche settimana fa “La Vita di Pi”.

Mi colpì subito, ma mi ci è voluto un po’ per metabolizzarla e capirla.

Oggi mi ha scritto mia zia, mi ha detto che una delle sue gatte non ce l’ha fatta, e l’ha seppellita accanto alla mia cagnetta, sotto l’albero dei limoni, nel suo giardino.

Ho pensato che è bello che riposino insieme, e che un giorno piacerebbe anche a me riposare insieme a loro, o ad altri dei miei amori che mi accompagnano e mi accompagneranno in questo viaggio “palpabile” per poi continuare in quello “impalpabile” che dura per sempre, o quasi…

Ho ripensato a quante volte in questa vita, a “soli” 32 anni, ho già dovuto dire Addio, e ho ricordato tutti quelli che ho perso in un modo o in un altro, persone, animali…

E mi è venuta però in mente una cosa: non tutti gli addii sono uguali.

E che la parola Amore si dovrebbe pronunciare solo dopo che “morte separa”. Perchè prima non ha senso.

Perchè alla fine il vero amore è quello che lega “finchè morte non vi separi” e oltre, e non perchè lo dice un prete, ma perchè lo dice il nostro più profondo e intimo “sentire”.

Tante volte ho detto addìo per motivi diversi dalla “fine della vita”, a persone e animali, perchè magari era impossibile per un motivo o per un altro continuare a percorrere un cammino insieme…

Una volta però è successa una cosa ancora diversa. Avevo salvato uno scorfano da un pescivendolo, lo tenevo in acquario, stava male ma dopo un po’ si riprese, dopo un po’ di tempo era così intelligente che si “addomesticò” da solo, quando arrivavo per dargli la pappa usciva dal suo nascondiglio come “per farmi le feste”… Mi ci affezionai tantissimo. Passato però altro tempo, in acquario cominciò a stare male… Faceva caldo, e boccheggiava, soffriva, non poteva stare più lì… Allora un giorno mi dissi che anche se rimetterlo in mare significava magari mettere a repentaglio la sua vita, a causa di pescatori o predatori, valeva la pena lasciarlo vivere e lasciargli la libertà di poter scegliere il suo destino nell’ambiente che era suo: il mare. Andai in spiaggia, sugli scogli, lo portai il più lontano possibile dall’occhio umano, di nascosto, e lo lasciai andare… Quel preciso momento fu un misto tra bellissimo e tristissimo, ma oggi sono felice di averlo fatto.

Questo anche è stato un addìo. Però è stato un addìo per amore… E’ tutto un po’ più contorto così!🙂

Come è stato un addìo per esempio andarmene di casa e prendere la mia strada, non in toto, ma è stata una separazione da quella vita, necessaria per cominciarne una nuova, con parametri e condizioni diverse, di cui sentivo l’esigenza ormai da tempo.

E’ stato un addìo anche rendermi conto che certe persone non potevano più condividere il cammino con me, parenti, fidanzati, amici e amiche, e litigi o scleri a parte, il vero addìo è stato continuare a vivere senza di loro,  solo con il ricordo di loro, che hanno accompagnato la mia vita per un pezzetto, e poi non ci sono stati più.

Volontà mia, volontà loro o condivisa… In genere, è sempre condivisa. Perchè se uno vuole esserci nella vita di qualcuno e non può farne a meno difficilmente abbandona la rotaia con il treno sopra. Magari scende e poi sale alla fermata successiva.

La vita è fatta di addii, ma sono tutti diversi.

Alcuni feriscono, altri leniscono, altri rinnovano, altri invecchiano… In realtà è tutto mmoltommoltorèlatìvo come direbbe Block  :)

Ma qualche cosetta, credo, l’ho capita.

Anche leggendo questa frase:

 

La vita è fatta di scelte, e le scelte vengono fatte in base alla nostra indole, e l’amore è anche questo. E’ fare compromessi di cui non ci si accorge proprio, o che non pesano, perchè il ricambio è troppo più importante, è troppo più prevalente, ha troppa più priorità.

E’ così.

Con tutti questi coinquilini animali in casa ho sempre un da fare continuo, lava a terra, lava le lenzuola, lava i panni, non posso prenotare o programmare una vacanza, e l’elenco potrei continuarlo all’infinito, ma di questi impegni ne ho fatto la mia vita, perchè è la mia indole, perchè sono i miei amori, perchè li amo e ho così cura del loro bene, perchè voler bene vuol dire volere IL bene dell’altro, che non mi costa poi così tanto sacrificio fare quello che faccio… perchè non potrei fare altrimenti… Perchè nonostante tutto, non potrei vivere senza di loro. Eppure, nella pratica, senza di loro farei una vita meno dura, più regolare, forse più spensierata… Ma non è nella mia indole quella vita, io li amo.

Li amo quanto e più della mia stessa vita.

E questo mi ha fatto capire un’altra cosa.

Avete presente le classiche storie tristi in cui i genitori prendono un cucciolo per il figlio, lo infiocchettano di rosso e glie lo fanno trovare sotto l’albero, e poi cominciati a passare i primi mesi e cominciate a trovare le prime pisciatine in giro, i primi mobili rosicchiati, cominciano a maltrattarlo fino addirittura ad odiarlo e a buttarlo dalla macchina in corsa su un’autostrada?

Ecco, è un esempio che calza  anche per gli esseri umani.

E’ facile, molto facile abbandonarsi alla tenerezza, alle fusa, alla passione quando è tutto appena cominciato, quando è tutto in salita, quando è tutto colorato così tanto di rosa che non si percepisce più nemmeno se esista ancora il nero… E’ facile farsi cogliere dalla tenerezza di dire “avrò sempre cura di te” quando non ci sono grossi problemi all’orizzonte e quando tutto sembra così gioiosamente vivibile che sembra impossibile non pensarla così.

Il difficile è continuare a prendersi la responsabilità della cura dell’altro anche dopo. Anche quando cominciano i problemi, quando costa sacrifici, quando implica mettersi davanti allo specchio e sputarsi in faccia se si è commesso qualche errore, se si è fatto, non volendo, del male all’altro, o se la vita pone davanti le sue solite immense difficoltà, a volte sormontabili, a volte insormontabili, ma pur sempre cose alla fine “ordinarie”, che sono nell’ordine della “normalità” per tutti…

Quando il genitore prende il cane cresciutello e lo abbandona, sfido chiunque a dire che lo ami.

Lo stesso vale per gli esseri umani.

Perchè in realtà questa è la radice, l’essenza, dell’amore.

“Finchè morte non vi separi” e oltre.

Perchè non si può rinunciare per niente al mondo alla responsabilità di rendere felice l’altro… e non perchè è una frase smielata da cioccolattini, ma perchè se ci penso a mente fredda, quando vedo i miei cani e il gatto giocare e correre felici per me è un momento di gioia profondissima… Per me amare loro e avere cura del loro benessere e della loro felicità corrisponde, è la stessa cosa… Perchè se sono felici loro sono felice io. Non potrei vivere in un’altra maniera. Questa per me è l’essenza.

E se non è così, allora che cos’è?
Dovremmo imparare a pronunciare la parola amore solo “dopo”… Prima, forse anche per 80 anni insieme, è prematuro🙂
Buonanotte…

3 thoughts on ““Io penso che alla fine tutta la vita non sia altro che un atto di separazione, ma la cosa che crea più dolore è non prendersi un momento per un giusto addio.”

  1. La penso esattamente come te..Quanti addii nella nostra vita ,ma quanto amore ricevuto..Quello che hai descritto lo vivo anch’io e penso sia l’amore disinteressato, quello più vero, e raro che si possa trovare o ci possa essere , proprio come la mamma che ama suo figlio e che dopo tutti i sacrifici viene ricompensata nel vederlo correre sano e felice. Poche sono le persone che riescono ad allargare questa visione sull’amore e distribuirlo gratis..Tu sei una di queste e mi piace..mi piace.😃

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...