Non volere


In questi giorni c’è una frase del film Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen che mi rimbomba intesta, e cioè la frase finale del film “Cristina continua la sua ricerca, sicura soltanto di quello che non vuole“.

In questo film partono in 2 per Barcellona, una sicura di quello che vuole, l’altra dell’esatto contrario, e poi durante il film la prima comincia ad avere delle defiances, e la seconda invece sembra acquisire delle (strane) certezze…

Poi alla fine, la prima ritorna sui suoi passi, e la seconda pure, con la differenza però di aver aggiunto un +1 alle cose che non vuole, senza troppa chiarezza come sempre su quello che invece vuole.

Il Non Volere forse è addirittura più potente del volere, perchè sarà anche vero che Volere è Potere, ma non tutto quello che si desidera si può sempre ottenere, mentre quello che non si vuole è più facilmente (ma nemmeno sempre universalmente) evitabile.

A volte dietro il Non Volere si cela anche una qualche forma di pregiudizio sulle cose, altre volte invece c’è qualche esperienza negativa che fa riconsiderare le cose, io penso che si sbaglia in entrambi i casi, è come dire “basta ho sofferto troppo a causa della mia ex, non avrò mai più una relazione seria”.

Ma perchè, non è possibile invece incontrare qualcun altro per cui valga la pena tentare, potendo anche asserire con maggiore certezza dopo “uà quella con cui stavo prima era il cesso di ogni femmina” per esempio? 🙂

Capita anche con i posti, con il lavoro, le varie esperienze della vita.

Ma oltre tutto questo poi, c’è il Non Volere pratico, che nasconde tutt’altre cose.

Io non ho la minima idea di quello che la vita mi riserverà, ma ho un’idea su quello che vorrei evitare.

E alla fine le relazioni interpersonali con gli altri poi si rafforzano o indeboliscono in merito anche a questo, a quanti e quali sono gli obiettivi comuni e a quanti e quali sono quelli che differiscono.

La prima cosa di cui sono sicura è che voglio vivere con gli animali, e a contatto con quanta più natura possibile, ho bisogno del contatto con loro e ho bisogno di sentire il vento in mezzo agli alberi quando sono a casa, con tutti i pro e i contro che comporta tutto questo.

La seconda cosa che non voglio è dovermi sempre crocerossinare per chi invece non fa anche molto meno per me, la mia indole mi spinge sempre oltre quando si tratta di persone a cui voglio bene, ma piano piano sto imparando anche a conservare qualcosa per me, o a non “prendermi troppo collera” quando qualcuno a cui tengo mi fa del male, ammesso che non ne sia cosciente, visto che ognuno di noi attraversa momenti particolari, e nessuno di noi è perfetto… Chissà quante persone avrò fatto soffrire io e non lo so!

Poi per chi invece fa del male gratuito e voluto il discorso è diverso, ma si tratta di persone con cui non condividerei manco una sigaretta, per cui lì il problema non esiste, me ne sbattevo prima me ne sbatto anche dopo di loro, e la mia vita continuerà a scorrere sonni tranquilli su quel fronte… I sonni non tranquilli li ho avuti più spesso quando mi ritrovavo a dover fare buon viso a cattivo gioco, o a dover fare l’ipocrita, stando in posti dove non volevo stare, ascoltando cose che non volevo ascoltare, facendo cose che non volevo fare, per “quieto vivere”…

Ma quieto vivere di cosa? Che cos’è veramente il Rispetto?
Esiste una forma di rispetto a priori, per anzianità, per ruolo, per gerarchia? Io non credo.

Io credo che il rispetto si guadagna, sempre, e che è come uno specchio, ti ridà indietro quello che hai offerto e viceversa.

Non posso provare rispetto per una persona che per esempio mi intacca, o non mi rispetta, o mi mette in difficoltà appositamente.

Ma posso provare rispetto per chi ha vedute diverse dalle mie, ma non tenta di trascinarmi dalla sua parte, rispettando veramente le nostre divergenze. In quel caso è possibile persino costruire dei rapporti molto solidi.

Comunque, scusate la divagazione, mi ha preso la mano 😀

La terza cosa che sono sicura di non volere è allontanarmi troppo e definitivamente da Napoli… Per quanto si dica che  “non si trova lavoro”, che “c’è la camorra”, che “c’è la munnezza” in realtà queste sono tutte vocine che si espandono senza troppa ragione di esistere…

Napoli è una città ricchissima, che offre infinite possibilità, e certo è stata bistrattata, maltrattata, e usurpata da gente senza scrupoli che ancora oggi ruba, deturpa, inguaja, ma la cultura napoletana e la terra napoletana sono sorgenti infinite che non vale la pena abbandonare… Mi piace l’idea di abitarle non dentro ma a pochi passi, e non cambierei questa condizione per niente al mondo, anche perchè non vedo nient’altro che ne valga seriamente la pena.

E quanto mi incazzo quando me la maltrattano, o quando la lasciano…

Il calore che si respira a Napoli come gente, come modo di vivere, come “ribellione e indipendenza” anche un po’, non si respira in moltissimi altri posti dove pare ci sia quasi “un regime” altro che camorra.

Qui almeno la camorra si fa i cazzi suoi, si sparano e eliminano tra di loro e se ne sbattono di quello che fa il popolo 😀

Non mi è mai piaciuta la gente con mentalità troppo ristrette, o peggio ancora, i famosissimi “PEZZENTI RISAGLIUTI“, gente con genitori contadini che magari perchè si so pigliati la laurea qualche decennio fa mo si credono i signori del Pianeta Terra…e po’ nun sann campà.

Preferisco di gran lunga la semplicità dei contadini, a quel punto.

Preferisco di gran lunga la semplicità e basta, in effetti.

Ovviamente gente del genere se ne incontra ovunque, ma ci sono concentrazioni molto alte in molti posti o paesi in cui non ci vivrei manco a pagamento. Nè con i trogloditi nè coi pezzenti risagliuti è il mio motto 😀

La quarta cosa che non voglio (mi ero persa di nuovo :D) o almeno non vorrei, è dover fare compromessi con me stessa così grandi da farmi stare male, non dovrebbe farli nessuno. E lo dico con cognizione di causa, perchè negli ultimi anni ne ho fatti anche troppi, da bambina sono stata costretta a farne anche troppi, e ora vorrei evitare di farne ancora.

Una cosa che invece sicuramente voglio è riassunta in questa preghiera di Tommaso Moro:

dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare e la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre….

Buona giornata a tutti.

 

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2 thoughts on “Non volere

  1. Mmh… medito. La prima cosa che mi viene in mente sul ‘non volere’ è: non voglio fare un passo indietro. Mai. Ho questo fottuto desiderio di andare avanti, sempre avanti, troppo avanti. Non so perché in effetti, a volte è forse anche giustificato… ma non sono proprio capace.

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    • Guarda, se non avessi già scritto il post lo inserirei anche io tra i miei “non volere”… 🙂
      Ho la tua stessa smania, però capisco anche che nulla è definitivo, tutto si può sempre cambiare, e quindi a volte le decisioni che prendiamo ci “buttano” magari all’indietro senza manco accorgercene…
      Dipende dalle situazioni, pure io sono per il “non voltarsi indietro, andare avanti e non rimandare”, però effettivamente ogni situazione è a sè, e a volte capita che magari non per volontà nostra, torniamo indietro su qualche cosa…
      Ti è mai capitato?
      Anche nel riconsiderare qualche evento, qualcuno, che ne so…

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