Legami


legami

E’ già da qualche giorno che ho in testa il titolo e l’immagine per questo post, e anche una vaga idea di quello che vorrei scriverci dentro, ma ogni giorno che passa sto ferma lì davanti allo schermo, lo fisso, guardo l’immagine, e non trovo l’ispirazione per cominciare a scrivere e faccio altro.

Stasera l’ho rifatto, e mi sono detta eccheccazzo, scrivi.

La parola in sè “Legami” in realtà ha un duplice significato a seconda di dove ci si mette l’accento su:

  • Lègami
  • Legàmi

e tutto ciò mi venne in mente qualche tempo fa (credo di parlare di qualche annetto fa) perchè c’è una famosa marca di cancelleria e altro che si chiama così, e io e mia sorella parlandone ci rendemmo conto che ne parlavamo con due accenti e quindi due accezioni diverse.

E riflettevo sul fatto che l’imperativo “Lègami” non necessariamente riesce a creare un “Legàme” vero, è più una richiesta, un comando, mentre il sostantivo “Legàme” allo stesso tempo non può implicare necessariamente un “Lègami”, un comando, perchè un legàme si può avere anche con una persona che non si “possiede”, per esempio,

insomma mi contorcevo sulle varie sinapsi intorno a queste parole.

 

E pensavo anche che in questi ormai 32 anni su questo pianeta, di legàmi ne ho visti tantissimi, alcuni diventavano comandi, “lègami”, “lègati”, altri diventavano addii, altri erano sani, altri malati, altri esistevano solo idealmente, altri erano così forti nella pratica che difficilmente erano distruggibili.

Ho visto legàmi di matrimoni sciogliersi, anche a causa di altri legàmi infedeli contemporanei,

ho visto legàmi di persone a cui volevo bene con le persone “sbagliate”, anche se “sbagliato” è un termine relativo a chi valuta,

ho visto legàmi sani, famiglie sane, molto poche, formate soltanto da quello che la Natura ha creato, il legàme affettivo e di sangue, e sugellato da quello che sempre la Natura stessa ha creato, e cioè il libero arbitrio, la libertà dell’interazione all’interno del legame.

E ho visto legàmi malati, tra fidanzati, tra “amici”,

ho visto ragazzine di 18 anni perdere la testa dietro quarantenni in fuga,

ho visto uomini di 30 anni perdere la testa dietro ragazzine in fuga,

ho visto padri e madri separati dagli ex coniugi cominciare a frequentare altre persone, e i loro figli cominciare a frequentarsi tra loro e avere storie d’ “amore” tra loro senza porsi nessuna domanda,

ho visto famiglie in cui l’unico modo per comunicare quando saltavano i nervi era alzare le mani,

ne ho viste altre che consapevoli di tante schifezze e di tanti tradimenti rimanevano non si sa bene come unite,

e questo ha i suoi pro e i suoi contro,

e ne ho viste alcune che alla prima difficoltà si sono sfasciate.

Ho visto famiglie fondate da un “amore” basato solo sul ricatto morale,

” se fai come piace a noi allora sei degno della nostra considerazione e del nostro saluto, altrimenti se sei in difficoltà, o fai cose che non approviamo, possiamo tranquillamente fare a meno di comunicare con te, ci grava meno che comunicare di cose che non approviamo”.

Ho visto legàmi costellati di disinteresse,

di apparenza,

o preoccuparsi solo di salvare l’apparenza all’esterno, facendo marcire tutto il resto all’interno,

e ne ho visti altri arrivare a fare compromessi quasi insani pur di continuare a interagire e a tentare di fare qualcosa in positivo, anche quando non era dovuto, anche quando era inaspettato, anche quando si è dovuto sacrificare qualcosa, fosse anche la propria serenità, tranquillità o stabilità.

O persino la propria salute.

Ho visto storie d’amore finite per tedio,

per noia,

per stanchezza,

ne ho viste altre continuare anche dopo tradimenti,

dopo crisi, o dopo lunghi momenti di lontananza.

Qualcuna l’ho vista viaggiare nel rispetto, nella chiarezza, nella limpidità, nell’amore, ma sono state molto poche, l’essere umano è una strana creatura, contorta e perversa, e sistematicamente incontentabile.

Ho visto figli succubi dei genitori e genitori succubi dei figli,

ho visto ragazze perdere peso e salute mentale a causa del loro “amore” e ne ho viste altre tradire il proprio “amore” con facilità, con rilassatezza, senza pensarci troppo su.

Ho conosciuto segreti di persone che ho custodito, ho conosciuto il “dietro le quinte” di molti legàmi che pochi hanno potuto sapere, ho visto “amiche” tradirsi e andare a letto con i fidanzati dell’altra, e ho visto uomini dire “ti amo” e comportarsi all’opposto di quello che avrebbero voluto ricevere o addirittura avrebbero preteso dalla persona amata.

Ho visto persone  che sono riuscite ad entrare in un legame più empatico con la Natura e gli animali in maniera più “naturale” che con altri esseri umani, probabilmente per le tante delusioni ricevute, o per le brutte esperienze fatte durante il corso della vita,

ho visto persone legarsi per interesse,

o legarsi grazie a un interesse o una passione comune, e ne ho viste altre appassionarsi a qualcosa per avere un interesse e una scusa per creare un legame con chi si era puntato.

E ho pensato che è vero che il cervello è plastico, e che a seconda del contesto e della situazione ricorda le stesse cose in modi diversi, e con finalità e conclusioni diverse ogni volta a seconda della fase che stiamo vivendo.

“Lègami” non è sano,

un imperativo non fa sì che sicuramente si creerà quello che si chiede,

un legàme non è a comando, e non è un ricatto, e non si elemosina e non è una richiesta,

è qualcosa che si crea e permane e resiste “nonostante tutto”.

“Legàme” nemmeno è sempre sano e sempre intelligente, razionalmente, ma può esserlo, può diventarlo, può.

Quando le libertà di due o più persone coincidono, si rispettano e sono rispettose, è sano,

quando magari la vita non è che migliora in qualità grazie a un legàme, ma migliora almeno emozionalmente è già al 50% del suo lavoro, perchè se le emozioni migliorano, aiutano a migliorare tutto il resto.

Quando quello che io desidero da te è lo stesso che tu desideri da me, e quando quello che io offro a te è lo stesso che tu offri a me allora è sano, è pulito, è trasparente.

Tutto il resto cela dell’altro, altre emozioni, altri sentimenti,

egoismo, opactità, indifferenza, disamore, morbosità, vendette reciproche, svilimenti recirpoci, antiche esperienze passate che condizionano i legàmi presenti e futuri, e un sacco di altre cose ancora…

Ovviamente siccome siamo tutti imperfetti e fallaci, soprattutto quando agiamo per impulso o per passione, nessuno è immune da tutto questo, ma per quanto sia breve, la vita dovrebbe servire anche a questo, ad essere consapevoli, di se stessi e degli altri, in tutti i momenti della nostra vita in cui è possibile esserlo, in fondo noi stessi siamo le persone con cui condividiamo più tempo in assoluto mentre siamo vivi, e il nostro cervello è sempre in movimento…

E questo dovrebbe aiutarci a discernere anche “gli scogli che non fanno patèlle” da quelli che invece “le fanno” o “le potrebbero fare”, e canalizzare le nostre energie per migliorare e migliorarci sempre, e rendere migliori e costruttivi anche tutti i legàmi possibili che si creano continuamente durante il fluire del tempo, ogni momento della nostra vita.

Non sono mai stata una persona che ha frequentato “grandi compagnie”, “comitive numerose”, sono sempre stata per il “poco ma buono”, e nonostante questo sono riuscita a deludermi anche di quel “poco ma buono” in alcune occasioni 🙂

Ma anche quello lo ficco nella categoria delle cose “normali”, che possono succedere, di errori ne ho fatti tanti io, e come me ne anno tanti gli altri… La differenza è “il dopo”.

Come la frase finale di “Into the Wild”: ” Happyness only real when shared“,

però scegliamo bene con chi scegliamo di condividerla ‘sta gioia (e anche i dolori).

Buonanotte.

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4 thoughts on “Legami

  1. @Simò … “hai visto … hai visto … hai visto …. hai visto ?!? 😯
    Embè ?!?
    Scrisse @Ginsberg, nella sua bella e nuda ode URLO, un lunghissimo preambolo fatto di innumerevoli “ho visto” …. come ogni singolo uomo, o singola donna, pur non poeti come lui e pur appartenenti a qualsiasi generazione di ieri, di oggi e di domani,, potrebbero facilmente scrivere …. ma di questo, francamente, e proprio perchè è scontato, non ce ne potrebbe fregare di meno ! 😦
    Quello che invece, a parere mio del tutto “errante” conta assai, è la conclusione di tutti quegli infiniti “ho visto” esistenziali, e cioè il limite a cui tenda la funzione V = f(x) definita nell’ intervallo ( nascita, morte ), dove V = vita, x=variabile indipendente=”ho visto”, quando x tenda all’ estremo superiore dell’ intervallo stesso .
    In altri termini, amata amica mia, a me piace tantissimo il limite indicato dal poeta beat nella stessa URLO : ” ….. PER RICREARE LA SINTASSI E LA MISURA DELLA POVERA PROSA UMANA …. COL CUORE ASSOLUTO DELLA POESIA DELLA VITA MACIULLATO DAI LORO CORPI BUONO DA MANGIARE PER MILLE ANNI ANCORA” ! 🙂
    Come stai, Tu … ehm … VEDONA ??? :mrgreen:

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  2. Lègami … o legàmi, cara @Menteipersupersinaptica … lègati o legàti …. l’ importante, per te e per chi ti apprezza e ti vuole bene ( fra cui …. ehm …. io 😳 ), E’ CHE TU STIA BENE !!! 😀

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    • Purtroppo come si dice “Mens Sana in Corpore Sano” e io di sano in questo momento ho ben poco in entrambi i sensi, uno a causa dell’altro… 🙂
      Ma sono momenti di crescita, periodi lunghi, che anche se difficili, anche se vorresti passassero in uno schiocco di dita, ti insegnano molto di più di quello che ti ritrovi per caso, o che ti ritrovi per indole o per “dono” e che non ti sei guadagnano con il sudore e con i denti…
      Sono momenti che aiutano anche a capire le persone che hai avuto o hai vicino di che pasta sono fatte, e sono i momenti, almeno per quanto mi riguarda, che poi sono predecessori di altri momenti, in cui faccio taglio (senza cuci) e muro con le cose e le persone che non mi interessano e che non (mi) fanno bene…

      Grazie Bruno!

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