Meglio un randagio felice che un’adozione dubbia


Sono anni che lo dico, meglio un randagio felice che un’adozione dubbia…
Quello che molti non capiscono è che è vero che al Sud c’è molto randagismo, le sterilizzazioni sul territorio non funzionano ancora bene etc, ma esiste anche la possibilità di microchippare gli animali come “cane da quartiere”, ad esempio, se ci sono animali che frequentano sempre gli stessi posti e vengono accuditi dagli abitanti della zona…
Ed esistono le colonie feline e quant’altro, la soluzione NON E’ caricarsi in auto tutti gli animali randagi che si incontrano, questo mi sa tanto di “traffico”, ma aiutare i randagi soli e in difficoltà, magari feriti…
C’é lo schifo nelle associazioni finte e in quelle vere, se al mondo ci fossero davvero tutti questi volontari dal cuore d’oro sarebbe un posto decisamente migliore… usate il cervello! E se volete fare davvero qualcosa di buono fatelo fino in fondo, non aspettate di appagare soltanto la vostra coscienza…
Diffondere queste notizie è il minimo che possiamo fare! Queste cose si devono sapere!

LA STRAGE SILENZIOSA DEI CANI DIRETTI IN GERMANIA

traffico germania

Ogni mese dal diverse città del sud Italia partono carichi di cani diretti in Germania in particolare da Caserta, Ischia, Brindisi, Lecce, Taranto fino alla Sicilia. Si tratta di carichi di almeno 200 cani ognuno infilati spesso in trasportini di fiducia e trasportati in condizioni assolutamente illegali diretti in Germania. Le spedizioni molto spesso avvengono attraverso pseudo associazioni, oppure sono curate direttamente dai canili o attraverso prestanome senza scrupoli che una volta giunti in Germania cedono i cani a venditori che li fanno immediatamente sparire. Una vera e propria tratta le cui prime segnalazioni allarmanti sono dello stesso ministero della sanità e risalgono al lontano 1993.
Portare in Germania carichi di cani può fruttare molto. C`è chi si accontenta ottiene pacchi di mangime e medicinali delle migliori qualità, chi invece ci specula ci fa un bel gruzzolo di quattrini.In Germania se si vuole togliere un cane da un canile non lo si fa gratuitamente ma occorre pagare una “tassa di protezione animale” un vero e proprio rimborso spese che va dai 200 ai 400 euro, in base alla razza ed all`età del cane. In questi anni secondo stime prudenziali i cani italiani “sistemati” in Germania sono stati oltre 25.000 il che moltiplicato per 200 euro produce una cifra di 5.000.000 di euro, una bella somma da spartire per coloro che a partire dall`Italia gestiscono la tratta dei cani verso la Germania, e se a questi aggiungiamo le migliaia di cani che vengono “adottati a pagamento” in Svizzera ed Austria, ci rendiamo conto di quanto sia ampio il giro economico che sta dietro questa tratta. Si trattasse solo di adozioni, seppure a pagamento sarebbe il minore dei mali, visto che meglio un cane adottato a pagamento in Germania piuttosto che un cane costretto a marcire in una minuscola cella dei canili lagher del sud Italia.Tutto vero, se non fosse che di buona parte dei cani che attraversano la frontiera diretti in Germania si perde traccia, infatti non si trovano nei canili, non si hanno dati certi sulle adozioni e soprattutto si sospetta non senza orrore che i medesimi possano essere finiti nei laboratori di vivisezione. Secondo i nostri dati (accettati a livello europeo) per testare tutte le sostanze chimiche da registrare in Europa ai termini di legge dovranno essere sacrificati in questi anni da 50 a 55 milioni di cani e vale la pena ricordare che durante questi test di tossicità per lo studio delle sostanze chimiche gli animali sono obbligati a ingoiare vernici, colle, pesticidi e disinfettanti, vengono inseriti in camerette contenenti vapori chimici che sono costretti a respirare, la loro pelle e i loro occhi vengono spalmati con i prodotti da testare per verificare il livello di corrosione, irritazione, arrossamento.
Per questo la vera paura è che la maggior parte dei cani che ogni anno finiscono in Germania (ma anche in Svizzera e Austria) non siano destinati ad una pacifica adozione ma siano destinati ai laboratori.
Per capire l`ampiezza del fenomeno vale la pena ricordare che secondo stime prudenziali ogni mese partoni dai canili del centro-sud Italia almeno 8 carichi di questi cani destinati alla Germania e che ogni carico è mediamente composto da circa 200 cani il che equivale a 1.600 cani al mese, che equivalgono a circa 19.000 cani l`anno. Tenendo conto che in cinque anni i cani “adottati in Germania” sono stati circa 25.000 (di quasi 18.000 dei quali si trova traccia sul sito internet zergportal.de/baseportal/tiere/HappyEnd), vale la pena chiedersi che fine hanno fatto i restanti 70.000 cani che in cinque anni sono stati deportati in Germania e a che prezzo questi cani sono stati venduti e chi ci ha guadagnato. Anche se la risposta forse è meno difficile da trovare di quanto possiamo pensare.

AIDAA al termine di questo lavoro durato cinque anni ha chiesto un incontro all`ambasciatore della repubblica Federale di Germania in Italia al fine di individuare delle linee comuni di controllo sui cani che dall`Italia vanno in Germania. “Occorre ovviamente fare una distinzione tra quei cani che vengono portati in Germania come in altre parti di Europa per essere adottati da associazioni animaliste serie che hanno a cuore il benessere dell`animale, dalla massa di cani che spesso catturati per strada partono ogni mese in maniera spesso clandestina e senza il rispetto delle regole minime veterinarie e di trasporto- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- per questo crediamo che sia utile fare chiarezza su questo traffico spesso illegale di cani verso la Germania ma anche verso la Svizzera e l`Austria e questo controllo può essere attuato solamente coinvolgendo le autorità locali in particolare di Austria e Germania che con noi dovrebbero condividere le regole europee di rispetto degli animali.

Ma non è tutto: noi stiamo tracciando una mappa dei responsabili di questa vera e propria deportazione di massa che ha le basi al sud ma dei terminal che possiamo ragionevolmente pensare si trovano anche nelle regioni del centro nord Italia ed in particolare Emilia Romagna, Toscana e Lombardia per questo motivo stiamo predisponendo un dossier di denuncia che invieremo nei prossimi giorni alle autorità competenti”.

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA
http://www.aidaa.net
press@aidaa.net – presidente@aidaa.net

telefono 3926552051-3478883546

Ho visto con i miei stessi occhi in passato foto di cani che risultavano “adottati” qui a Napoli, comparire sul suddetto sito Zergportal, annunci di cani venduti per 200 o 300 Euro, con la stessa foto che compariva negli annunci degli adozioni qui in Italia, dopo che vicino ci era comparsa la solita scritta “adottatooooooooooooo”.

Far adottare un animale, come un bambino, è una grossa responsabilità, mi è capitato di far adottare un cagnetto a una famiglia che sembrava ben contenta di accoglierlo, e poi dopo me l’hanno rispedito indietro perchè “faceva troppi guai”… Io sono andata a riprendermelo ed è finita lì, ma tutto è stato possibile perchè le poche adozioni di cui mi sono occupata le ho sempre svolte sul MIO territorio, in modo che tutto fosse più semplice e controllabile… Ma se lo avessi fatto adottare in Germania, Svizzera, Austria, come sarei andata mai a riprendermelo?
Ma ci pensate, col cervello, che portare animali così lontano COSTA? E chi paga?
Io non ce li avrei tutti questi soldi per viaggiare oltretutto accompagnata da animali, che in treni, aerei, navi, pagano il biglietto…
Mi verrete a parlare della famosa “catena di animalisti” che gira il Mondo, ma voi davvero mettereste la vita di un essere vivente a repentaglio in questo modo?
Come si fa a fidarsi di persone di cui non si conosce un cazzo?
Come si fa, con questi rischi, a difendere ancora questo tipo di adozioni?
Come si fa a pensare che in Germania, o altri Paesi esteri, dove è ancora legale dopo un tot di tempo l’uccisione dei cani in canile con la famosa “siringa”, stiano aspettando i cani di Caserta per dargli un’adozione…?
Come si fa ad accettare di mandare i cani per cui spendiamo soldi, tempo ed energie, che raccogliamo per strada, in “case-famiglia” che ci vengono proposte dal Nord Italia…?
Al Nord non ci sono canili forse? E non traboccano di animali forse?
Come si fa ad avallare ancora le “staffette” quando molti cani durante questi viaggi sono scappati, o si sono persi? (Cercate su google, c’è più di un caso del genere…)
Come si fa soltanto a pensare che tutti i volontari presenti in rete siano in buona fede, quando molti cani sono stati RUBATI qui in Italia, e attraverso veterinari compiacenti sono stati privati del microchip con un’operazione chirurgica e sono stati mandati all’estero come randagi da vendere?
Aprite gli occhi,
e se siete in buona fede fate le cose sempre in modo sensato, come fareste se si trattasse del vostro stesso cane o del vostro stesso figlio.
Il futuro di molti animali a cui scegliamo di dedicarci dipende da noi…
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2 thoughts on “Meglio un randagio felice che un’adozione dubbia

  1. Penso che i primi da colpevolizzare, sono coloro che qui in Italia danno in adozione i cani nelle suddette regioni europee. Bisognerebbe tutelare tutto questo e impedire legalmente questo tipo di adozioni.

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    • Più che altro dovrebbe essere coscienza e pensiero comune quello di dire “non dò in adozione un cane senza avere la possibilità di controllarlo nel tempo” … visto tutto quello che si sente.
      E credimi che parlo anche per esperienza.

      Purtroppo molte volte tramite prestanome molti animali non si sa nemmeno dove siano finiti a distanza di pochissimo tempo…. E c’è ovviamente chi fallisce in buona fede e chi in mala fede…. ed è per entrambi, forse, che effettivamente dovrebbe esserci una regolamentazione ferrea che gestisca la cosa, esistono, come in molte cose, le eccezioni, mio padre ad esempio vive a 800 km da me ma se mi dicesse che un suo amico adotterebbe un cucciolo lo poterei fin lì senza problemi e senza ansie,ma appunto, è un’eccezione, e qua pare sia diventata una regola…

      Grazie per essere intervenuta Giuseppina.

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