1 su 100.000 (non) ce la fa – Part ciù


La trafila casa-Ospedale-casa-ospedale-clinica-ospedale-ospedale è stata alquanto incredibile, finalmente oggi è tornata a casa, dopo settimane di ricovero, sappiamo tutti che non finisce qui ma almeno c’è il riposo psicologico che non è poco, anche per la ripresa…

Negli ospedali se ne vedono di tutti i colori,

e di persone… manco a parlarne, di tutti i tipi.

Dal medico umano e sensibile a quello per il quale sei solo un numero di letto,

dall’infermiere con cui fai amicizia e che ti mette da parte le vaschette di cibo avanzate per darle ai cani a quelli che nonostante sentano il campanello della stanza bussare ci mettono 40 minuti per arrivare, e quando sono andata lì a sollecitarli ho visto che il motivo di tale attesa era uno e uno soltanto: stavano giocando al solitario di windows in guardiola…

E’ incredibile poi la quantità e la “qualità” dei malati che  si trova in ospedale, gente distrutta che magari non trova posto nella stanza e gente che invece dovrebbe solo lasciare libero il posto perchè in realtà (ebbene sì) viene soltanto ad arraffare l’arraffabile, cibo, un posto letto, medicine, fingendo dolori che non esistono…

Alcuni di loro quando sono stati a quel punto avvisati di dover fare degli esami precisi, magari anche un po’ invasivi, si sono miracolosamente rimessi in piedi e hanno firmato per tornare a casa… Miracoli (virtuali) della medicina moderna 🙂

C’era in stanza anche una signora in coma, dopo un ictus, tenuta in vita dalle macchine, schiumava dalla bocca, aveva le braccia tumefatte dal decubito e dai buchi delle siringhe, flebo nutriente, tubi nel naso, occhi chiusi o semichiusi e incoscienza… Povera L. la guardavamo e pensavamo tutti che quella non è vita…

Un’altra signora è stata fatta dimettere dai figli per metterla in casa di cura…

Un’altra ancora, dimenticava quello che faceva e quello che diceva, per cui quando i medici le chiedevano se aveva dormito o aveva preso le pillole lei diceva la prima cosa che le veniva in mente, con le ovvie conseguenze del caso… :/

Fin quando c’eravamo noi in stanza con lei, provvedevamo a smentire le scemenze dette ai medici per evitarle se non altro un’intossicazione da farmaci 😀

E poi la crème de la crème sono state due fantastiche mamma&figlia, A.&P., anche loro clienti fisse dell’ospedale a detta degli infermieri, senza un vero motivo, dolorini qui, dolorini là, ma la signora e la figlia parlavano urlando come stessero al mercato, dormivano con la luce accesa disturbando tutti, arraffavano qualunque cosa avessimo per le mani e che faceva loro gola soltanto perchè noi l’avevamo e loro no (parliamo di cacate del tipo: crema per le mani, biscotti, un po’ di caffè eh) e soprattutto deliziavano tutto l’ospedale con i loro racconti paranormali-religiosi…

La signora insieme a due amiche aveva visto entrare nella stanza dell’ospedale in passato nientepopòdimènocchè Gesù in persona, vestito con una tunica azzurra e con il classico cuore rosso in petto.

La figlia invece sostiene di essere stata presa a mazzate nientepopòdimènocchè dalla Madonna dell’Arco cme punizione per aver bestemmiato… Sosteneva altresì di aver visto il proprio Angelo, e tacciava di Magia Nera Satanica chi “leggeva le carte”, poichè diceva che la voglia di voler conoscere il futuro appartiene a Satana.

Ma la mia analisi su di loro, visto che sono quelle che ho conosciuto ahimè meglio, non si ferma a questo… Sarebbe stata na passeggiata anche per la mia Mente Ipersinaptica avere a che fare solo con questo…

No, come ogni fanatico religioso che si rispetti, alla domanda “Ti posso offrire un po’ di prosciutto?” la mia risposta “No grazie, non mangio carne” è stata motivo di insulti addirittura. “Ah pure tu! Ma allora in famiglia tua facìt’ proprj schìf!”  :/

No comment.

Inoltre, le suddette donzelle erano ben fiere di essere Berlusconiane convinte, e quando si è instaurata una discussione sulla cosa, visto che era un po’ contraddittorio che una mamma che non fa vivere il figlio con la moglie soltanto perchè non si sono ancora sposati in Chiesa ma solo in Municipio, votasse come capo dello Stato uno che ha incorniato la moglie a livelli da Guinness dei Primati (Primati come posto in classifica, non come animali, che hanno più etica di lui nel vivere a questo mondo), che ha fatto sesso con minorenni, che si è inventato malattie e impegni per non presenziare ai propri processi penali, e che ha fatto favori alle persone in cambio di sesso (a volte è vero, ha creato posti di lavoro… per le Escort 😀 ).

Durante questa discussione, la signora  A. difendeva il suo pupillo dicendo che “noi non possiamo permetterci di giudicare perchè può giudicare solo Dio” e ha finito la discussione con un’altra signora urlando “COMUNISTA!”.

Altro no comment.

Era la classica signora che straparla delle fantastiche qualità dei figli, e che monopolizzava il tempo, la salute e l’energia della figlia P. che era in ospedale a farle compagnia notte e giorno,44 anni e single (sarebbe potuto essere diversamente?)

Giustificava però gli altri figli che per qualsivoglia motivo non le davano mai il cambio. Ho visto P. non cambiarsi vestiti, e nemmeno mutande e calzini immagino, per 3 giorni consecutivi…

Adulava il figlio maschio come fosse il Messia sceso in Terra, Messia che però poverino, era chissà come mai traumatizzato, per cui quando vedeva gente con la pelle scura, o  ragazzi con i capelli lunghi, scappava a gambe levate… Un ragazzo d’oro, che porta i capelli rasati quasi stile NaziSkin… Pregiudizi? Naaaa :/
Ennesimo no comment.

Nonostante tutto ciò, per loro gli unici degni della salvezza, del “rispetto” (?) e addirittura del rivolgimento di parola sono i cattolici, quanto più cattolico sei tanto più meriti di vivere, altrimenti può pur’ murì.

Cattolico è una parola grossa, ma a lei bastava che qualcuno dicesse “Speriamo Dio che succeda questo…” e lei diceva “Ammènn”.

Fortunatamente oggi anche questo capitolo si chiude,

e con questo anche le mie riflessioni del giorno 😀

Statevi bene!

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4 thoughts on “1 su 100.000 (non) ce la fa – Part ciù

  1. Gli ospedali sono dei luoghi in cui, nolenti o volenti, ci si ritrova a condividere con altre persone spazi, chiacchiere e, ahimè, anche sofferenze; è facile quindi osservare le persone da vicino e notarne le affinità con noi e le enormi differenze. Devo dire che quando ero più giovane certi atteggiamenti mi risultavano insopportabili tanto da crearmi una repulsione quasi immediata verso certe persone. Con il tempo ho imparato ad essere un pò più più misericordioso e, nella maggior parte dei casi, certe cose, anzichè farmi arrabbiare, mi fanno sorridere. Alcune mi fanno riflettere, altre mi dispiacciono terribilmente….perchè quando le persone vivono chiuse nel loro piccolo ego non si accorgono neppure di quanto sono infelici.
    Che dire? Nella vita ci vuole taaaanta pazienza perchè, alla fine, siamo tutti esseri umani !! 🙂
    Spero davvero che le tue “escursioni” negli ospedali siano finite o possano concludersi al più presto.
    Un abbraccio.

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    • Si le mie escursioni negli ospedali,almeno così prolungate, dovrebbero essere finite 🙂

      Io non sono una che pensa di avere la verità in tasca e “banna”, come si direbbe su internet, tutti gli altri, sono vegetariana ma mi siedo a tavola anche con chi mangia carne, non sono cattolica, ma una delle mie migliori amiche lo è e per me non c’è alcun problema, siamo tanti a questo mondo e ognuno in base alle proprie esperienze e alle proprie indoli si vive la propria vita e si costruisce il proprio mondo su misura,
      ma mi sta terribilmente su quello che non ho quando le persone si presumono custodi della verità e con questa scusa criticano, giudicano, persino tentano di “portare dalla loro parte, che è quella giusta” gli altri…
      Se il rispetto è “non fare agli altri ciò che non vorremmo venisse fatto a noi” basterebbe rispettarsi e convivere civilmente tutti insieme, miscelandosi ove si può, non facendolo dove non si può…
      E’ così fantascientifico?

      Mi piace

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