Back (to Black?)


Oggi la tempesta ha deciso di farmi rimanere a casa, e io ci rimango volentieri, non avevo granchè voglia di uscire, andare a lavorare, tornare tardi e oltretutto lasciare i miei bimbi fuori alle intemperie, da soli…

E la mia testa ha cominciato a viaggiare all’incontrario, forse anche perchè la mia vita in certi sensi ha cominciato a viaggiare all’incontrario, e allora ho iniziato un percorso che da qui mi ha portato qui e poi qui, un viaggio tramite pagine scritte da me che dura praticamente un anno intero.

A volte mi sorprendo io stessa di quello che ho scritto, di come sono stata capace di rendere parola quello che era pensiero, e ancora di più di come sono stata capace di rendere azione quello che era pensiero e poi parola…

Le persone mi hanno stimato e voluto bene e questo va bene, ma molto spesso è andato oltre, quando vedono che sei una che ha avuto una vita diciamo “particolare” che ti ha fatto crescere in fretta, quando vedono che alla fine combatti sempre perchè quella è stata l’unica cosa che ti ha “salvato”, molti pensano che sia scontato che sia così sempre, molti mi hanno detto “Dai sei in gamba, hai superato tante cose, hai combattuto per tante cose per tanto tempo, puoi farlo ancora”.

Addirittura hanno dato per scontato la mia affettività, i miei compromessi, le mie battaglie e quando poi qualcuno è stato sonoramente e definitivamente mandato affanculo, ne è rimasto meravigliato. Come se non se l’aspettasse, come se fosse dovuto che si continuasse in un certo modo, che fossero amici, genitori, parenti, relazioni…

Nessuno, e questo è incredibile, pensa alla somma che fa il totale, nessuno si aspetta che si possa perdere la pazienza di avere pazienza, le persone si abituano a quello che vivono per lungo tempo, e ci sta, ma non calcolano che, appunto, la somma fa il totale, e a un certo punto, come mi è successo a novembre 2009, arriva la svolta totale, o il capovolgimento degli eventi, tutto prende nuove forme, nuove concezioni, nuovi status di esistenza, e poi quello che ne viene dopo diventa diciamo “preoccupazione secondaria”, perchè in quel preciso momento è troppo più importante seguire l’onda, e seguirla bene per non accappottarsi, domarla e arrivare sani e salvi alla riva…

Perchè non si può stare in battaglia sempre, non si può stare sempre sulle onde in mezzo al mare, tutti e dico TUTTI sognano la tranquillità della riva arrivati a un certo punto…

Dovremmo sempre guardarci dall’esterno, come guardassimo la vita di qualcun’altro, e distaccarci per capire se ci piace l’immagine di noi stessi, a noi stessi, o no…

Io ancora non lo so come mi vedo,

ancora non lo so quali sono le scuse, quali le giustificazioni che dò a me stessa, quali le verità assolute e quali quelle relative, in realtà è quello su cui lavoro da sempre e su cui devo continuare a lavorare…

In passato guardarmi dall’esterno mi ha fatto stare così male che ho cominciato a sfanculare a destra e sinistra un po’ tutti, ma non in senso cattivo, sono rapporti che poi ho ripreso, ma in altre forme, sicuramente più positive, e anche se per qualche tempo ha fatto male, poi ha fatto bene…

Non lo so, mi distacco, mi guardo da fuori, e cerco la verità…

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