Liberiamoci dal Male, Amen.


E’ un po’ di tempo che ho il “blocco” 🙂
Nel senso che non scrivo nè di qua nè di là ma ne ho una voglia insana da qualche giorno…..e poi mi viene l’ispirazione e comincio a pensare e a scrivere.

Di getto quello che mi viene.

Per il momento non sento nemmeno il bisogno di andare “di là”, ma conservo quello spazio per i miei momenti più insani e privati, come se fosse che ne so, uno scatolo che sta nell’armadio e che contiene cose che non sempre ti servono…

 

In questi ultimi mesi le cose sono cambiate velocemente,

e più passa il tempo e più mi rendo conto che tra le persone che in una qualche maniera ho “perso”, quello che più mi ha provocato dispiacere è stato il “come”, e il “dopo”, e quello che si è diventati: nulla.

Sembra impossible che vite intrecciate all’ennesima potenza poi siano destinate a perdersi nel giro di poche parole dette male, di qualche litigio, di indifferenza e vomito di ingiurie e giudizi sull’altra persona, eppure molto spesso va così, molto spesso non tutti sono pronti a ascoltare quello che hai da dire, non tutti sono pronti a sapere davvero chi sei perchè sono troppo concentrati su loro stessi, su come loro stessi vivrebbero la TUA vita, sugli errori che TU fai senza mai mettersi davanti allo specchio e a farsi un esame di coscienza…o pensare alla loro vita che forse va troppo di merda e non lascia loro altro scampo che farsi i cazzi altrui.

C’è qualcuno che addirittura posso dire che nemmeno mi manca nella mia vita.

Perchè c’è un momento in cui cominci a pensare che se qualcosa ti dà più problemi che altro, ti dà più discussioni che altro, più cattive sensazioni che altro, forse il problema reale sei tu stesso che non ti rendi conto che quella cosa ti dà più male che bene, e allora che senso ha continuare a coltivarla?
E’ come tenere in frigo bottiglie di veleno insieme a quelle dell’acqua, sapendo che una notte che stai assetata potresti imbrogliarti e bere dalla bottiglia sbagliata.

Qualunque cosa o persona si oppone al bene, lo sporca, lo ostacola, romp o cazz, non so se sia “male” ma di sicuro non è bene.

E io ho chiuso con i rapporti interpersonali in cui m’aggia fa o fegat amar, per cosa poi? Per avere l’approvazione altrui? Per sentirmi sempre sotto esame? O giudicata per le scelte che faccio? E un chissenesbatte no?

Se faccio le scelte che faccio avrò i miei motivi,

se ascolto gli altri non è che mi aspetto che gli altri ascoltino me, ma che per lo meno stiano zitti e non sputino sentenze e giudizi affrettati.

Se ho piacere a stare con qualcuno è perchè quel qualcuno mi migliora la vita, e se me la peggiora allora la deficiente sono io, che glie ne dò modo, non trovate?

Ognuno deve prendersi la responsabilità delle proprie scelte, delle proprie azioni, di quello che dice, nulla accade a causa di qualcun’altro o di qualcos’altro, siamo gli unici custodi della nostra personale verità e del nostro essere, e per quanto possiamo assorbire e imparare dagli altri, siamo noi che scegliamo tutte le volte cosa dire, fare, scegliere.

E da chi e cosa farci influenzare.

Noto invece che per le persone così dette “care” o “amiche” o a cui si dà una confidenza al di sopra degli altri (molto spesso, purtroppo, sbagliando), diventa molto facile diventare “cacatori di cazzo DOC”:
– siccome ti sono amica ti devo dire che stai sbagliando

– siccome ti sono questo ti devo dire questo

– siccome ti sono quest’altro, MA PERCHE’ TI VOGLIO BENE EH, ti devo dire quest’altro

No.

Siccome sei mia amica/madre/sorella/confidente/collega/chellcavuòtù ci si deve voler bene, rispettare, consigliare certo ma non pretendere, non giudicare, non sentenziare, ma semplicemente esserci

E esserci vuol dire gioire insieme delle gioie dell’uno e dell’altro e essere tristi insieme per i dolori dell’uno e dell’altro, ed essere spalla quando c’è da essere spalla e martello quando bisogna essere martello.

Tutto il resto esula da qualsiasi affettività sana e da qualunque cammino positivo vogliamo intraprendere con qualcuno, chicchessia.

L’unica cosa che veramente possiamo fare per vivere una vita positiva il più possibile è circondarci di persone positive, di eventi positivi, di scelte positive, di compagnie positive, di amori positivi, di sensazioni positive………perchè la vita è di per sè un’altalena tra momenti belli e momenti brutti,anzi più che brutti direi difficili, ma tutto dipende da come scegliamo di affrontarla.

E se già mi vivo la mia vita contornata da cacamenti di cazzo epici, dubito che riuscirò ad affrontare le avversità con lucidità e sfrontatezza e decisione, facendo tutto come dovrebbe essere fatto, anzi credo che per stare dietro a tutto sprecherei energie inutili, e sicuramente finirei anche col guastare le cose belle che ho intorno.

Ed è per questo che oggi sono ancora più risoluta e selettiva di prima.

Ed è per questo che oggi nonostante per alcune cose ci sia rimasta male e mi sia dispiaciuta, non ho rimpianti, e sono felice, nonostante i problemi,  ma felice veramente.

Perchè quando ti liberi del “male” o perlomeno del “non positivo” cominci a usare le tue energie per quello che davvero ti interessa, cominci a far fruttare le tue risorse incanalandole davvero in qualcosa che ti farà stare meglio e non peggio.

La mente non ti si occupa a pensare “chissà mo che dico sta cosa che dirà” o “chissà che penserà di me se gli dico questo” o “chissà se si incazza se stasera non le telefono, ma non mi va/posso/tengo genjo”…….

La vita non dovrebbe essere vissuta come una lista di doveri verso le persone, o di paure per i loro giudizi, se a qualcuno non sta bene come vivo non vedo perchè dovrei stare là a farmi le pippe, e non vedo perchè quel qualcuno dovrebbe restarmi vicino, non ce n’è motivo, si pò ci’amma lamentà ogni secondo per le scelte dell’uno o dell’altro.

Se non c’è sintonia ma c’è affetto si può anche stare assieme con un rispettoso “vivi e lascia vivere” e se proprio non ce la si fa nessuno ci costringe con una pistola in bocca a rimanere imperterriti e incalliti in certe situazioni spiacevoli.

Se siamo sani con noi stessi e viviamo una vita sana in tutti i sensi riusciamo a essere anche sani e positivi con gli altri, e a vivere meglio, visto che oltretutto tutto quello che ottieni è direttamente proporzionale a tutto quello che dai (nei rapporti sani, in quelli insani c’è sempre una grossa dose di squilibrio..).

Tutto questo per dire che, alla fine, la mia direzione prende sempre più spessore, più lucidità, più contorni definiti,

tutto questo per dire che in fondo nonostante tutto, sono felice, e felice anche di aver preso determinate decisioni che a paragone di come campavo prima, mi fanno vivere meglio.

Non sento la mancanza di negatività nella mia vita, sarei cretina, sento e ho sentito solo il dispiacere di aver pensato delle cose che non erano vere, di sentirmi un po’ delusa da me stessa, per aver creduto determinate cose che poi si sono rivelate diverse…

Ma ancora una volta, le esperienze negative ti formano il carattere, e il giovamento che ne ho ottenuto è troppo più grande.

Poi, chi vivrà vedrà.

Per me liberarmi dal male è un concetto globale, che riguarda il non mangiare più cadaveri e “ingerire le agonie di altri esseri viventi”, citando una famosa frase di Marguerite Yourcenar, non frequentare più persone che mi rovinano le giornate, non innescare rapporti negativi che poi finiscono per scoppiarmi in faccia, non fare nulla o almeno il meno possibile cose che possano farmi stare male, rabbuiarmi le giornate e la vita, che mi facciano stare male innanzitutto con me stessa.

E’ dire sempre quello che penso nella maniera più naturale possibile e continuare a essere quella che sono senza dover giustificarmi o giustificare le mie scelte a persone che in fondo, non è che siano luminari dell’esistenza, visto come conducono le loro vite.

E mi dispiace perchè poi alla fine, queste sono le persone più deboli, che non hanno trovato la forza interiore di cambiare direzione e guardare verso una direzione diversa da questa, diversa dal buio.

E’ dalla luce che sprigioniamo ognuno di noi che gli altri possono attingere e diventare lucenti a loro volta.

Ma basta far entrare anche un solo spiffero di buio per rischiare, e io non ci tengo, non ci tengo più.

E la cosa che mi fa più tristezza è vedere che invece molta gente campa sul buio, sui racconti bui che possono fare, sul lamentarsi di quanto la propria vita faccia schifo, anzi addirittura sul far prevalere le proprie sciagure su quelle degli altri!
CHECCULO!
Pace all’anima vostra e di chi vi sta intorno.

Ammènn. 

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