“E non m’ha mai parlato della pizza, e non m’ha mai suonato il mandolino.”


Non so cosa teneva “dint’a capa”,
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di “jamm, o’ saccio, ‘naggia, oilloc, azz!”
era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
“Non si capisce”, urlavano sicuri,
“questo Troisi se ne resti al Sud!”
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m’ha mai parlato della pizza,
e non m’ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell’amato San Gennaro

(Roberto Benigni)

“Oggi ne avresti compiuti 59, auguri Massimo”

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4 thoughts on ““E non m’ha mai parlato della pizza, e non m’ha mai suonato il mandolino.”

  1. Musica per le mie orecchie
    sono le rime di questa magica poesia
    chi altri avrebbe potuto scriverla
    se non uno tra i più grandi che ci sia
    dedicandola interamente
    a chi, ridendo, ci faceva dimenticare
    almeno per un istante
    l’oblio cui ci sottopone
    costantemente la nostra mente

    Grazie Roberto, grazie Massimo, grazie …

    Mi piace

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