La verità sulla verità


Mi sembrava un’eternità che non scrivevo e invece sono solo 2 giorni.. 🙂

Durante una lunga chiacchierata con una mia amica in cui ripensavamo a eventi e storie passate, effettivamente mi sono resa conto che la verità non sempre paga.

Mi era sempre stato detto, ma io non ci avevo mai creduto.

Avevo sempre odiato questa frase, ho sempre amato dire la verità per amore di farlo, e non perchè mi tornasse indietro qualcosa, ma proprio per amore della verità, oltretutto spesso buttandomi da sola la zappa sui piedi.

Ma poi mi sono fermata a pensare stasera, e mi sono resa conto che chi ascolta e vede le cose da fuori, le percepisce, giustamente, sempre a modo suo, e non potrà mai capire fino in fondo determinate cose e dinamiche che sono tutte interne, e personali.

Descrivere certe cose, nei particolari, dire la verità “impreziosendola” di particolari e di altre verità di contorno, per chi ci sta di fronte può essere anche una mazzata sui denti che li spezza tutti, e dovremmo stare attenti a quello che diciamo, a come lo diciamo, e a cosa diciamo, soprattutto in momenti di impulsività.

In momenti di impulsività possiamo dire cattiverie e reagire in maniera aggressiva o poco-e-male-pensata, si possono dire tante sciocchezze, e perchè no chiavare tante mazzate, ma se in momenti di impulsività diciamo una verità che non si potrà mai più confutare, c’è ben poco da fare dopo, quando quell’impulsività sarà passata.

Perchè l’abbiamo detta, fine.

Non pensavo che a 30 anni sarei mai arrivata a una conclusione come questa, perchè ho sempre criticato chi l’aveva già fatta sua, ma oggi posso dire che la verità e certe forme troppo “profonde e profondamente inutili” di verità, non pagano.

E questo non perchè dire la verità sia sbagliato, ma perchè è difficile far capire alle altre persone, per vicine che possano esserci, cosa abbiamo davvero in testa.

Soprattutto se per loro è una verità dolorosa, percepiranno solo quello, il dolore, come faremmo tutti, come faccio anche io, sbattendosene altamente delle motivazioni, delle giustificazioni e del “resto” che è celato nella mente e nell’anima dell’interlocutore che hanno di fronte.

E siccome  anche dicendo la verità non si arriva mai alla verità vera in toto, perchè quella prevederebbe anche capire al 100% cosa ha in testa quella persona, perchè agisce in un certo modo e perchè è custode di QUELLA particolare verità e non di altre, allora forse dire la verità in questi casi è dannoso, più che utile, perchè si snaturano una serie di cose e di dinamiche che invece viaggerebbero tranquillamente in altri binari senza interruzioni come queste.

Come mi ha detto una persona una volta: “Per aver detto la verità a quella che una volta era la persona della mia vita, l’ho persa per sempre”.

E credo che in fondo, a me sia successa la stessa cosa, e lo dico con lucidità e distacco ora che le nostre vite hanno preso strade completamente diverse e ora che il nostro quotidiano è completamente estraneo l’uno all’altro, perchè certe cose forse è vero che si capiscono sempre ‘dopo’.

Per aver detto delle verità inutili, e in una forma esasperata, ricca di particolari, inutilmente veritieri, per aver detto cose che in fondo era impossibile aspettarsi che sarebbero arrivate nella mente del mio interlocutore con le stesse convinzioni che io avevo in mente mia, più che parlare per amore della verità ho fatto una stronzata per effetto dell’impulsività.

Per rispetto e amore profondo pensavo di dover dire certe cose, anche se andavano a svantaggio totale mio, anche se apparivo debole, contraddittoria, poco affidabile, perchè pensavo che in qualche modo la verità avrebbe pagato.

E invece a pagare è stato tutto il resto, abbiamo pagato un po’ tutti, e mi dispiace.

A prescindere dai motivi e dalle giustificazioni che potrei trovare, mi dispiace veramente. Presa da un sacco di cose, da un sacco di provocazioni e di sofferenze, e di debolezze, in quel periodo le stronzate che ho fatto e detto sono state immani, forse a quest’ora non è nemmeno meritato che io dica certe cose perchè a conti fatti, non te lo meriti, ma ci sono cose che vanno al di là dell’orgoglio e dei puntigli e che vanno al di là di tutto perchè sono oltre la ‘fine’, perchè vengono ‘dopo’, ed è per questo, solo per questo, che lo sto scrivendo.

Per il resto, tutto il resto è nulla, e mi ritrovo improvvisamente in una serie di nuovi equilibri in cui non avrei mai pensato di trovarmi, sperando di non diventare esattamente come chi ho avuto davanti e mi ha fatto soffrire da cani (non i miei 🙂 ).

La vita a volte ci piglia sonoramente per il culo!

Buonanotte!

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6 thoughts on “La verità sulla verità

  1. Io pretendo la verità così come la dò…e non mi importa che faccia male..
    Non sopporto vivere nell’idea di una menzogna…detta forse a fin di bene!
    Preferisco metabolizzare il vero, il reale…piuttosto che rimanere fottutamente coglionata da una bugia del cazzo!
    ciao nenna…ma ce verimm si o no?

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    • No non si tratta di bugie, e non ho cambiato idea, io la penso sempre allo stesso modo, come te, non potrei pensarla diversamente.
      Ma se un giorno avremo modo di parlare da vicino cu tutt e burdell ca tenimm (e DOVRA’ ACCADERE VERI SUN) ti spiegherò come mai la penso così in realzione a “determinate” cose.
      Sarebbe complicato spiegartelo qui, e nun m par o cas 😉

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  2. Sai cosa, ho una paura terribile di arrivare un giorno a questa conclusione. Però mi piace sognare, mi piace pensare che sono tutte stronzate da persona disillusa, mi piace crogiolarmi nella mia ingenuità, io che sono il re dei bugiardi e la verità non l’ho mai vista neanche col binocolo. E sento il bisogno di darmi la colpa di ogni bugia, perché mi fanno tutte schifo, dalla prima all’ultima, e preferirei essere schiacciato dalla sincerità mia e di chi mi circonda piuttosto che precipitare da un castello di menzogne.
    Non importa quanto difficile da comprendere, chi ti ama dovrebbe essere disposto ad aspettare una vita per capire.

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    • Sai cos’è, è che queste sono frasi da cioccolattino “chi ti ama dovrebbe essere disposto ad aspettare una vita per capire”.
      Una vita è lunga da passare.
      E non sempre abbiamo la stessa voglia di capire, o lo stesso stato d’animo, o la stessa predisposizione alla messa in discussione di determinate cose…
      Siamo fallaci, siamo esseri umani, ed è plausibile che certe cose possano logorarsi, o che magari siano piene di rinunce e di ritorni, di lascia-e-prendi, soprattutto se ci si vuole bene veramente, io credo che il problema sia a monte, cioè fare in modo che le cose siano sempre al meglio possibile, e non peggiorarle apposta per vedere se l’altra persona sbrocca e supera o meno i nostri test…capisci che intendo? Perchè mi sembra che voi uomini vi divertiate un mondo a mostrarvi ed apparire per il peggio che siete, in alcuni casi, lasciando seppellita la parte migliore come se fosse “debolezza”, e pensando “se mi ama accetterà questo, questo e pure questo”.
      Ma non è un ragionamento normale questo, altro che non fa na piega, ne fa centomila di pieghe!!!

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      • Ma hai ragione, sono un cioccolatinaio e ne sono consapevole. Però vedi, non è per paura di apparire deboli che la parte migliore rimane dentro (o almeno, non nel mio caso), quanto il non riuscire a tirarla fuori con chiunque.
        Per il resto, proprio perché la vita è lunga ci si può permettere di abbandonarsi a qualcuno. E a volte lasciarsi capire è più difficile di capire.

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  3. “A volte lasciarsi capire è più difficile di capire”.
    Questa per esempio è una santa verità.
    Come è santissimo che effettivamente c’è una grande difficoltà ad aprirsi davvero alle persone, o ad alcune persone, e la cosa che più mi fa sorridere è che spesso ci si apre di più solo “dopo”.
    Quasi come se la cessazione dell’ “impegno” liberasse porte che prima rimanevano chiuse per non lasciare intendere appunto “troppo impegno” o non scorpirsi troppo.
    Non lo so, so solo che finchè si è dentro, il marasma è totale, tutti fanno confusione con tutto e solo col distacco e il tempo si imparano a capire, ed anche accettare, certe cose.
    E questa è una cosa che trovo molto triste, perchè è veramente un peccato che tutta questa consapevolezza sbuchi sempre “dopo”…bisogna poi valutare se il “dopo” è uguale a “troppo tardi” o no….
    “A volte per rimanere è necessario andarsene”, ho letto una volta da qualche parte…

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