Ipocrisia


greenhill

Ultimamente sta storia di Green Hill la si vede un po’ dappertutto, ma quello che i più non sanno, è che la battaglia per far chiudere questo centro (dimmerda) dura da anni, come da anni durava quella per far chiudere l’allevamento (scopo e cani, identici) Morini (che non mi è ben chiaro se è stato chiuso definitivamente o no, giravano voci contraddittorie sulla cosa).

Ora, ieri guardavo un servizio (l’ennesimo) di Striscia La Notizia, e per quanto non sempre mi sono schierata dalla parte del Ministro Brambilla, una cosa giusta l’ho sentita.

Quando lei ci è stata dentro:

– l’hanno fatta aspettare 2 ore prima di farla entrare (indice del fatto che prima di un visitatore improvviso dovevano “sistemare” le cose all’interno)

– il tipo che era dentro ha detto “ma guardi non si scandalizzi questo è quello che succede anche in un “normalissimo” allevamento di polli”…

E lei giustamente ha detto “è questo il problema”.

Il problema non è che i CANI vengono usati per la vivisezione, o che vengono tenuti in gabbie come oggetti con una data di scadenza (3 anni), il problema è che TUTTI GLI ANIMALI vengono trattati alla stregua di merce, rinchiusi e maltrattati e usati come cose, senza alcun rispetto.

Le persone che magari dicono di voler salvare i cani di Green Hill, o persino adottarli, sono le stesse che poi magari a cena mangiano un bel pollo ruspante che è crepato tra pene indicibili e vissuto tra pene indicibili in qualche capannone sovraffollato, con il becco tagliato e portato a ingrassare schifosamente per la vendita.

Il problema di questo Paese, di questo Pianeta, della gente che lo abita, è l’ipocrisia che dilaga, è tutto lì.

Per me è assurdo che una persona compra le uova da allevamento a terra e poi si mangia una fetta di carne di Manzo proveniente da un allevamento intensivo.

Più guardo queste cose e più penso che la sensibilizzazione andrebbe fatta in maniere e modalità diverse, e soprattutto anti-speciste.

Non dico che dovremmo essere tutti vegetariani, per carità, sono cose che si scelgono consapevolmente queste, ma se non volete che i cani vengano usati per la vivisezione e maltrattati, non dovreste volere questa cosa nemmeno per scimmie, per cricetini, e via discorrendo, non dovreste nemmeno mangiare carne geneticamente modificata, proveniente da allevamenti intensivi, crudeli, atroci, dove gli animali vengono trattati senza un minimo di rispetto alla stregua di merce, e così via la lista è lunga.

Ma è un discorso che come sempre cadrà nel vuoto, per cui, la finisco qua.

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2 thoughts on “Ipocrisia

  1. Colgo la palla al balzo per dire la mia sull’argomento.
    Innanzitutto, la questione è estremamente complessa, perché coinvolge troppe istanze contemporaneamente: il fatto che Homo sapiens è per natura onnivoro (come il suo più prossimo cugino, lo scimpanzè), e non si può proibirgli di mangiare carne; la visione biblico-disneyana che in Occidente si ha degli animali; la realtà economica e sociale del patrimonio zootecnico; il fatto che in natura gli erbivori vengono mangiati dai carnivori, e quindi la cosa è in un certo senso naturale; ecc
    .
    Sull’anti-specismo sono d’accordo con te, ma dove situare la linea di confine fra gli animali “uccidibili” e quelli no? Già ora la legge per la tutela degli animali d’affezione è vaga nel merito. Si fa tanto casino se qualcuno uccide un cane, ma si può uccidere tranquillamente un coniglio: eppure, molte persone hanno un coniglio da compagnia… E i pesci? Stabiliamo allora che si debbano tutelare tutti i vertebrati? Benissimo: ma in quel caso potrei trovare ancora sui menù dei ristoranti le lumache, e non più le rane… E perché le rane no, e le lumache sì? Tuteliamo anche i molluschi, allora, e i crostacei. Bene: cozze, vongole, scampi, calamari, polpi… Ma a quel punto qualcuno potrebbe obiettare per il massacro degli scarafaggi (che a me, peraltro, sono simpatici… ), che sono lontani cugini dei crostacei, e delle mosche, che sono cugine degli scarafaggi, e così via, per cui, alla fine, non si potrebbe più neppure prendere un vermifugo se si ha la tenia (gli antibiotici, invece, sì: i batteri, infatti, sono vegetali, come la lattuga e le carote! 🙂 ).

    Il punto, secondo me, non è uccidere o non uccidere gli animali da allevamento: il punto è farli vivere. Nel momento in cui un pollo o un bovino vive – fino a quando vive – potendo soddisfare le necessità per le quali madre natura lo ha programmato nel corso di milioni di anni (compreso il massacrarsi di botte fra di loro) è anche accettabile macellarlo per nutrirsene: dopotutto sono, per natura, prede. Tuttavia, una tipologia di allevamento di questo tipo non è proponibile (perché tutti vogliono mangiare carne tutti giorni, e quindi la carne non può costare 100 euro al chilo). Viene da dire: benissimo: mangiatevi la vostra carne gonfiata, le vostre fettine piene d’acqua e di ormoni, e buon pro vi faccia. Peccato che per soddisfare la richiesta di questi milioni di carnivori umani l’unico modo sia l’allevamento intensivo, dove non vengono soddisfatte neppure lontanamente le necessità degli animali allevati, salvo casi tipo l’Argentina, dove enormi mandrie di bovini vivono (e muoiono) allo stato brado come i loro progenitori. Il problema, insomma, non è che gli animali muoiano: è che non vivono! La vera vergogna non è il cacciatore che abbatte con una fucilata un uccello che fino a quel momento ha vissuto da uccello (anche se, secondo me, potrebbe utilmente barattare il fucile con una macchina fotografica): il problema sono quei miliardi di creature senza parola che soffrono chiuse nelle gabbie e nelle stalle per ogni secondo della loro esistenza. Per cambiare questa realtà occorrerebbe boicottare il mercato delle carni, e concedersi se mai un pollo biologico, buono e contento, due o tre volte all’anno pagandolo cinquanta euro a un contadino. Ma per fare una cosa del genere, occorrerebbe girare su “on” l’interruttore del cervello: ora, guardati intorno e dimmi: quanti interruttori girati su “on” ti capita di vedere, in percentuale, quando esci di casa?

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    • Il tuo commento è il primo interruttore ON che vedo oggi 🙂
      Guarda ti dirò, io sono vegetariana da oltre 12 anni, e sempre più convinta, più che altro perchè l’idea di mangiare pezzi di cadaveri mi fa davvero senso, e perchè vivo una profonda empatia con gli animali…ma esattamente come dici tu, non mi aspetto che tutti condividano con me la stessa empatia, o lo stesso modo di mangiare, semplicemente tutti danno per scontato che gli animali debbano essere trattati come merce perchè tanto “comunque devono crepare” e finire nelle loro fauci o in quei superproteici piatti che le madri cucinano ai propri figli, imbottendoli senza saperlo di merda.
      Sono d’accordo con te, meglio un pollo biologico ogni 6 mesi che carne a tavola tutti i giorni se il prezzo da pagare per questo (che poi è ignoranza) è questo qui, ma la gente vive una realtà di vaschette colorate e pubblicità accattivanti, dove si snatura la “morte e la sofferenza” della bestia facendo pensare che le “panatine” nascano così, fette di pollo impanate nate così senza nessun processo a priori.
      Eh beh si lo abbiamo visto tutti l’albero di panatine!
      Tutti gli esseri viventi dovrebbero avere il diritto di vivere la propria vita indisturbatamente, qualunque sia la fine che è destinata per loro, questa è davvero la mia unica convinzione, galline ovaiole, allevamenti di bovini inguacchiati di merda, e cose del genere, sono una vergogna proprio perchè inventati e creati da colui che si fa chiamare “uomo”, e ho detto tutto.

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