La Torre Nera


Stephen King – La torre nera, Libro 1, L’ultimo cavaliere

“Capisci? La dimensione ci sconfigge. Per il pesce,il lago in cui vive è l’universo. Che cosa pensa il pesce quando viene agganciato per la bocca e strappato ai confini argentei dell’esistenza e trasferito in un universo nuovo dove l’aria lo annega e la luce è un’azzurra follia? Dove giganteschi bipedi senza branchie lo buttano in una scatola soffocante e lo ricoprono di erbe bagnate per lasciarlo morire?
 Oppure si potrebbe prendere la punta di una matita ed ingrandirla. Si arriverebbe ad un certo punto ad una scoperta straordinaria, che cioè la punta della matita non è solida, bensì composta di atomi che ruotano vorticosamente come pianeti a miliardi. Ciò che a noi pare solido è in realtà solo un reticolo di corpi tenuti insieme dalla forza di gravità. Riportate alle loro dimensioni autentiche, le distanze fra gli atomi potrebbero diventare leghe, epoche temporali. E gli atomi a loro volta sono composti da nuclei e da protoni e da elettroni che vi ruotano attorno. E si potrebbe scendere ancora alle particelle subatomiche. E poi a che cosa? Ai tachioni? Al nulla? Ah,questo no di sicuro. Tutto nell’universo nega il nulla; ipotizzare un limite è l’unica assurdità.
 Se tu cadessi ai limiti dell’universo, troveresti forse uno steccato ed un cartello con la scritta FINE? No. Potresti trovare forse qualcosa di solido e concavo, come deve essere la vista del suo guscio da parte del pulcino dentro l’uovo. E se dovessi rompere anche tu quel guscio (o trovare una porta), quale luce possente e torrenziale vedresti brillare attraverso il tuo varco alla fine dello spazio? Può essere che guardando attraverso tu scopra che il nostro intero universo non è che un atomo su uno stelo d’erba? Potresti essere indotto a riflettere che bruciando un ramoscello incenerisci un’eternità di eternità? Che l’esistenza non si limita a un finito ma si propaga per un’infinità di essi?
 Forse tu hai visto che luogo occupa il nostro universo nello schema di tutte le cose: quanto quello di un atomo in uno stelo d’erba. Può essere che tutto ciò che percepiamo, dal virus microscopico alla lontana nebulosa del Granchio, sia tutto contenuto in uno stelo d’erba esistito forse per non più di una stagione in un flusso temporale a noi alieno. E se lo stelo fosse tagliato da una falce? QUando cominciasse a morire, la sua decomposizione deborderebbe nel nostro universo e nelle nostre vite particolari, ingiallendo e disseccando ogni cosa? Forse ha già cominciato a succedere. Noi diciamo che il mondo è andato avanti, ma forse ciò che intendiamo in realtà è che ha cominciato a seccare.
 Pensa a come diventiamo piccoli noi davanti ad una simile concezione della realtà, pistolero! Se davvero un Dio soprintende a tutto, è pensabile che dispensi giustizia per una razza di esseri infinetisimali in mezzo ad un’infinità di razze analoghe? Il suo occhio vede cadere il passero, quando il passero è meno di un atomo di idrogeno isolato negli abissi dello spazio? E se vede fino a tal punto, quale deve essere la natura di un simile Dio? Dove mai vive? Come è possibile vivere oltre l’infinito?” 
Meraviglioso
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