Torno pseudo-seria


Riflettevo sul fatto che a volte non ci poniamo delle domande perchè abbiamo paura delle risposte.

Senza contare che certo, la risposta potrebbe farci schifo e potrebbe farci piombare in uno stato pseudo-catatonico-depressivo-superleopardiano, però si deve mettere in conto che ogni tanto la risposta potrebbe pure essere positiva, o semi-positiva.

Alla fine vale sempre la pena porsela na domanda, anzi, soprattutto se è una di quelle che ci fa paura perchè la risposta, qualunque sia, prevede una svolta, se non proprio fisica e concreta nell’immediato “subito”, almeno psicologica e ideologica.

Non lo so, a volte succedono certe cose che ci fanno proprio scoraggiare e cadere le braccia e pure il naso e le orecchie, però serve anche quello, serve ad avere una visione delle cose a 360 gradi, serve a poter fare sempre minuto per minuto una scelta consapevole di ciò che si è, di ciò che si vuole diventare e della direzione in cui si vuole camminare.

La verità è che molte volte, più che prendercela con gli altri, additandoli come “questo o quello”, dovremmo prendercela con noi stessi, che diamo spazio e adito e possibilità a queste persone di comportarsi così con noi, se questo accade alla fine è solo colpa nostra, perchè lo rendiamo possibile, senza mandare nessuno affanculo, quando magari lo meriterebbero…….ma lo meriterebbero perchè? per chi? Per i famosi “esterni” che ci danno un consiglio disinteressato? E per gli “interni” invece come funziona?

E’ chiaro che stare dentro una situazione non è come starci fuori, è terribilmente facile dare giudizi dall’esterno ma i cazzi da cacare sono sempre quelli delle persone direttamente coinvolte.

Io penso che ognuno di noi alla fine dentro di sè ha tutte le risposte, solo che ci ascoltiamo troppo poco, e agiamo troppo poco in relazione a questo ascoltarci poco. Perchè forse è la via più facile.

Ci sono persone che addirittura preferiscono, pur di non prendere posizione, di campare per tantissimo, troppo tempo, costantemente assediate dai sensi di colpa per questa o quell’altra situazione, collezionando soltanto un mare di stronzate e perdendo tempo dietro a situazioni che non sono positive, e che peggiorano la qualità della vita in una maniera esponenziale proprio per questo, perchè diventa un circolo vizioso:

faccio una cosa già sapendo che mi sentirò in colpa ——> mi sento in colpa —-> cerco di rimediare perchè mi sento in difetto —–> continuo a fare quindi stronzate immani —-> da sta situazione non ne esco più —-> allora faccio l’esatto contrario ma mi sento in colpa lo stesso, nel senso diametralmente opposto —-> non se ne esce più.

Alla fine ci vuole sempre il tempo che ci vuole, per tutte le cose, però penso che rimandare consapevolmente delle decisioni equivale a vivere questo lasso di tempo meno pienamente e in pace con se stessi di quello che davvero si potrebbe fare.

A volte ci dimentichiamo che la vita è una sola, e che soprattutto è imprevedibile sia nell’essere che nel non essere, domani potremmo non esserci più per un caso fortuito del destino, e potremmo aver sprecato le nostre energie davvero, per troppo tempo, dietro a situazioni e questioni sbagliate…….ma ne vale veramente la pena?

Forse io sono l’opposto, forse io prendo “troppo” posizione e sono troppo drastica, e troppo frettella, ma mi domando davvero se anche in questo caso la verità sta nel mezzo, o se tra i 2 estremi forse il migliore è quello di scegliere, vivere e determinarsi il divenire in maniera consapevole e quanto più rapida possibile.

Anche perchè a volte per evitare di far soffrire  un numero di persone, si finisce per farle soffrire tutte, se stessi inclusi.

La sofferenza fa parte della vita, viene causata a noi e noi la causiamo negli altri, a volte anche inconsapevolmente, e non si può vivere continuamente di sensi di colpa perchè non è certo così che si fa del bene agli altri.

L’unico modo in cui si può fare del bene agli altri io credo sia essere sinceri, ma in tutte le cose, nei fatti, nei sentimenti, negli avvenimenti, nel bene e nel male ovviamente, l’unico vero rispetto che si può dare a una persona per me è dargli la possibilità di scegliere mettendola davanti alla vera verità, alla reale realtà delle cose, mettendo in conto anche di poter essere mandati affanculo, ma dandogli una consapevole, amorevole, giusta libertà di scelta, nella vita, nelle cose e anche nei nostri confronti.

Tutto quello che si ottiene grazie a sensi di colpa, frustrazioni, verità ovattate e bugie è falso, sono finti traguardi condizionati da questo tipo di comportamento, e a questo punto mi domando quindi, ne vale davvero la pena?

Io non credo.

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5 thoughts on “Torno pseudo-seria

  1. Guarda, in questa domenica pomeriggio leggere le tue parole è stato puramente estasiante e rinfrancante: il classico bicchiere d’acqua nel classico deserto 😉
    Unica postilla: e se la persona cui dai la facoltà di scegliere decide di non scegliere?

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  2. Azz, ma così mi sa che esageri 🙂
    Estasiante e rinfrancante? Oddio, se lo è per te sono contenta, ma per me non lo è affatto 🙂
    Per la postilla……..
    ……beh io parlavo per me stessa, per quanto riguarda gli altri purtroppo non so cosa dire……come dicevo qua, trovarsi all’interno delle situazioni è diverso che trovarsi all’esterno….
    potrei dirti (e dirmi) che chi non prende posizione in realtà è un vigliacco, o è indeciso, o non sa cosa fare, o non lo vuole fare….
    potrei dirti che chi non prende posizione non ha ricevuto nessuno stimolo così forte in modo che questo accadesse, potrei dirti un sacco di cose, anche perchè io credo che l’essere umano di per sè ha sempre bisogno di rispondere ai propri bisogni in maniera chiara ed univoca, e non per generosità verso gli altri eh, ma proprio per puro egoismo…
    quindi quando tutto questo non avviene ci si inizia a intrippare con un sacco di domande che a volte hanno un senso e altre volte no…
    Per cui ti rigiro la domanda………tu cosa pensi?

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  3. Sicuramente l’unico modo per fare felici gli altri è quello di essere sinceri sempre e comunque..Avere paura di fare domande?Na..le paure scaturiscono nel momento in cui le risposte le conosciamo già. 🙂

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