A chiere’r nun s pàv


Ho una domanda da farvi.

Se aveste la possibilità di scegliere, cosa scegliereste?
Tra una verità indorata, impalettata, che esce fuori piano piano, o che magari è già nell’aria a chiare lettere ma vi rifiutate di vedere perchè vivete in un’alternativa “ovattata”, e una verità brutta, diretta, che fa male, ma che vi viene data subito e con cui avete l’opportunità di confrontarvi subito, cosa scegliereste?

L’istitno di protezione è una bella cosa, ma rischia di diventare asfissiante, o peggio rischia di diventare quasi menzogna, omissione, o presa per culo…….può apparire addirittura menefreghismo in alcuni casi. Mancanza di volontà di assumersi delle responsabilità.

Io ho un animo “frettello”, mi piace lo stile “i want it all and i want it now”, ma ovviamente non può essere così per tutte le cose ed è anche giusto così. Per alcune cose è anche bello vedere i progressi nel tempo, le evoluzioni delle cose, come quando arriva un nuovo ragazzo a scuola con 4 in matematica e a fine anno ha 7 🙂

Però riguardo alla verità ho veramente questo grande problema.

E’ meglio tenere le persone in bilico, dando pezzetti di verità col cucchiaino o sbattere tutto in faccia a tutti prendendosi le responsabilità dovute e facendo i conti con se stessi e con gli altri sin da subito?

Secondo voi?

ps. non parlo per me, ovviamente, ma sono cose che possono capitare a tutti, me compresa

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7 thoughts on “A chiere’r nun s pàv

  1. una verità diretta,di quelle che ti distrugge e ti fa male ma che almeno mette subito in chiaro le cose,senza dovermi stare a logorare l’anima con mille e mille pensieri…Sì,io credo che preferirei una cosa così 🙂

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  2. E allora vi rigiro la domanda, perchè parlare per se stessi è facile ma parlare poi di quel che si farebbe è altra cosa:
    Se foste VOI a dover avere la responsabilità addosso di dire una brutta verità a una persona a cui volete bene (o anche no, a volte i sensi di colpa nascono anche in tutt’altri casi), scegliereste di cacciare le palle e dirgliela subito oppure di lasciare che la capisca piano piano da sola, magari ovattandole la verità e la realtà per “proteggerla”?
    Questa è tosta 🙂

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  3. il male fatto non cambia in nessuno dei due casi,forse la seconda alleggerisce solamente la nostra coscienza…boh..è vero,è bella tosta..i

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  4. E’ vero il male fatto non cambia in nessuno dei 2 casi, ma questo vale per se stessi e per chi lo sa…..chi non lo sa, o sa mezze verità non può nemmeno accorgersi del “male” ricevuto (se è male, perchè potrebbe anche essere una verità oggettiva, che può essere male per alcuni, bene per altri, tutto è molto soggettivo, anche se la verità in quanto tale a parere mio è neutra).
    E quindi?
    Torniamo al vecchio adagio che dice che “chi mente mentre prima di tutto a se stesso”, evvabbène, ma come la mettiamo? 🙂 Lo so, vi sto mettendo in crisi, ma se così non fosse stato non avrei avuto nessuna domanda da farvi, visto che la risposta non era problematica 😀

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  5. vedo che tutti bene o male avete risposto nella stessa maniera, quella che ci si aspetterebbe…
    però a quanto pare poi nella vita si agisce sempre al contrario, o almeno è quello che mi è capitato di vedere più spesso…
    forse perchè parlare è facile, ma agire in prima persona prendendosi determinate responsabilità non lo è affatto

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