Buona Pasqua…


Agnus Dei, qui tollis peccata mundi … la strage degli innocenti

di Elisa D’Alessio | 10 aprile 2011

La Pasqua, occasione di pace tra gli umani, è un atto di guerra per gli animali, la strage degli agnelli  e dei capretti conta almeno 5 milioni di “innocenti” ammazzati ogni anno , su un totale di circa  7 milioni  di ovocaprini.
Il dato particolare, però, è  che la strage degli innocenti non riguarda sola la Pasqua, ma anche il Natale, che spesso ha punte di uccisioni superiori a quelle pasquali. Il rapporto è anche  del 15% contro il 40%.
Il peso della tradizione si attesta su almeno 7 chili di carne di agnello, ogni anno, per ogni italiano. Escludendo dalla statistica  i vegetariani, c’è più di qualche italiano che ne divora anche il doppio.

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis.

Da qui parte l’equivoco.
Monsignor Canciani, insigne biblista, parroco della Basilica di San Giovanni dei Fiorentini a Roma,  era molto chiaro “Gesù, celebrando la Pasqua con il calendario esseno, non  si era cibato della carne dell’agnello, sacrificandosi  Lui come Agnello al posto di ogni altro innocente“.

Don Mario, vegetariano,  esortava i fedeli a non mangiare l’agnello a Pasqua, in una celebre  intervista a La Stampa, nel 1993, ebbe a dichiarare “Cristo era vegetariano e tutti i fedeli dovrebbero imitarlo. Nei giorni scorsi, in chiesa ho invitato i miei parrocchiani ad astenersi dal consumare la carne di agnello. Lo ripeto: e’ inutile che noi pronunciamo, durante la messa, l’Agnus Dei e poi subito dopo corriamo a mangiarlo. Ci vorrebbe maggiore coerenza, maggiore rispetto. Invece…”

A  chi, nell’intervista,  gli faceva notare che il sacrificio dell’agnello apparteneva ad una certa ritualità (la macellazione rituale), rispose “Ma soltanto nel Vecchio Testamento, nel Nuovo la tradizione scompare, l’invito a non consumare carne è immediato. E anche la Chiesa, nel periodo quaresimale, impone ai fedeli di non mangiare carne“.

Tollo, tollis (tollere) ha molti significati: farsi carico, sopportare, ma non quello di capro espiatorio, in ogni caso è l’Agnus Dei (Cristo), non l’agnellino, il destinatario volontario del carico dei peccati umani.

Cristo  dunque era vegetariano, i credenti, almeno in Quaresima, dovrebbero esserlo, in suo ricordo. La Regola quaresimale stretta, quella originaria, imponeva il pasto vegetariano ogni giorno e non solo il venerdì; poi  “ambiguamente” la carne  è stata sostituita con la carne di pesce e si è “gabbato” il Santo!

Alcuni Frati minori, ad esempio i Frati dell’ordine dei Minimi di San Francesco da Paola, adottarono la Regola quaresimale stretta come Regola dell’Ordine, ed ora cosa mangiano?

Nel corso degli anni i piaceri della gola, e la sofferenza della carne (degli altri) ha preso il sopravvento. Ed a Pasqua a pagare per tutti è  l’agnello! E il capretto!
Cristianesimo a parte gli agnelli e i capretti , cuccioli lattanti o appena svezzati, sono sterminati tutto l’anno, gli umani carnivori, che siano atei o religiosi, amano cibarsi delle carni tenere dei piccoli appena nati. Un’alternativa al tabù del cannibalismo?

Strappati alle madri quando hanno loro come unico riferimento, gli agnelli i capretti, dapprima tosati, vengono caricati sui camion per il trasporto verso i macelli. I più fortunati fanno pochi chilometri. Molti, i più, attraversano l’Inghilterra o la Spagna e la Francia per arrivare in Italia, spesso l’attraversano alla volta della Grecia. Strade e mare, attese ai valichi ed ai porti.  Ore ed ore, giorni, conditi da stress, paura, disperazione, fame, sete. La discesa dal camion porta ad un solo  luogo: il macello. La morte. Morte che arriva senza stordimento, nell’attesa possono solo guardare  gli altri sventurati  compagni di viaggio morire.

Gridano tutti, potremmo tradurre: mamma dove sei? aiuto!

Provate ad entrare in un macello quando ammazzano gli agnelli. Paura, sofferenza ed urla disperate, pianti di neonati. Morte per dissanguamento, lenta.
Anche nella macellazione casalinga il copione è lo stesso: il piccolo terrorizzato piange, si dispera, ma il coltello alla gola arriva, inesorabile!
L’uomo è ciò che mangia, diceva Feuerbach.

fonte

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...