L’Italia è in guerra


L’Italia è in guerra. No alla guerra!
di Marco Barone
19 marzo 2011

La risoluzione ONU n° 1973 sancisce l’entrata in guerra dello Stato Italiano contro la Libia.
Saranno sette le basi aeree che l’Italia metterà a disposizione in relazione alla situazione in Libia.Le basi sono Amendola, Gioia del Colle, Sigonella, Aviano, Trapani, Decimomannu e Pantelleria.
E’ più che ovvio che la sola no fly zone non sarà sufficiente per condurre alla vittora le forze Usa/israeliane nel territorio libico.
Sarà necessario intervento anche per via terra. E questo al Governo italiano lo hanno ben capito. Infatti, LaRussa sostiene che il governo chiederà “l’autorizzazione” al Parlamento di “aderire alla coalizione di volenterosi” cui spetterà far rispettare la risuluzione Onu sulla Libia; “offrendo le basi, ma senza nessun limite restrittivo all’intervento, quando si ritenesse necessario per far rispettare la risoluzione Onu”.

“Proprio perché siamo vicini alla Libia – ha detto La Russa – il nostro ruolo non può essere quello degli affittacamere: il nostro ruolo deve essere propositivo, moderato ma determinante”.
La non opposizione quale il Pd tramite la voce di Bersani afferma che “Nei limiti della risoluzione dell’Onu siamo pronti a sostenere il ruolo attivo dell’Italia”.
Il segretario dell’Onu Ban Ki-Moon ha definito di portata “storica” la risoluzione sulla Libia adottata dal Consiglio di Sicurezza. In una conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo José Luis Zapatero, Ban Ki-Moon ha detto che “tutti gli stati membri dell’Onu” devono contribuire alla sua applicazione e che “le autorità libiche devono cessare immediatamente ogni ostilità contro la popolazione civile”.
E’ missione di guerra.
Non voglio difendere Gheddafi, ma occorre riflettere su alcune questioni:
1) Si parlava di genocidio in itinere in Libia, di donne e bambini uccisi, di ciò non vi è traccia;
2) le uniche fonti che forniscono informazioni sono solo quelle controllate dalle forze occidentali, qualche testimonianza non riscontrabile direttamente sul campo;
3) La Libia ha invitato osservatori internazionali, tra cui anche quelli tedeschi, per verificare la situazione vigente. Nessuna risposta è giunta sul punto.
3) Non è ancora dato comprendere chi sostiene direttamente con le armi i ribelli, quanto sono i ribelli,rilevato che più fonti hanno sostenuto che i mercenari che lottavano per proteggere Gheddafi venivano forniti da Israele, i ribelli(?) da chi sono armati? Può essere operazione made in Usa per destabilizzare la Libia, da un lato armando i ribelli dall’altro fornendo mercenari a Gheddafi, controllando integralmente l’informazione mediatica, riproponendo il pericolo delle armi chimiche, per intervenire direttamente in Liba con la forza per sostenere le ragioni economiche anche della Bp?
La situazione è confusa, ma è chiaro che si vuole intervenire militarmente, escludendo ogni altra via diplomatica e politica.
L’Italia è in prima fila.
E’ scandaloso che non esista opposizione in questo a paese a tale missione di guerra!
L’Articolo 11 della Costituzione? Esiste ancora?
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Gran bel compleanno quello per l’Italia.
E’ vergognoso che non si valuti minimamente ogni altra soluzione diversa da quella militare e di guerra.
Moriranno civili, persone, donne ,uomini, bambini.
Solo il pensiero di sentir volare nuovamente sui nostri cieli gli aerei da guerra, ripensando alla Jugoslavia,mi vengono i brividi sia di rabbia, che di terrore.
E’ tremendo sapere che dalle basi militari italiane partiranno mezzi che attaccheranno per ragioni economiche e non umanitarie la Libia. E’ tremendo sapere che a breve ascolterò il rumore maledetto di quei mezzi militari che partiranno dal nostro territorio e porteranno morte, morte e morte.
E’ tremendo sapere che non esiste opposizione politica e sociale a tale situazione.
E’ tremendo sapere che l’Italia freme nel voler dimostrare al mondo la sua grande tecnologia militare, spingendo in tutti i modi perchè siano i mezzi da guerra italiani ad intervenire prima di ogni altra cosa.
Probabilmente sarà un modo anche per poi dividersi,pensando all’Eni, alla Bp e tante altre realtà capitalistiche, in base all’impegno manifestato, in modo più equo le risorse di quel paese.
Se l’Onu avesse veramente a cuore il senso del rispetto della persona umana non lascerebbe che nel resto dell’Africa continuino a morire da decenni donne, uomini e bambini per vili guerre interne.
Ma la Libia è risorsa economica.
Quanta falsità in tale vicenda.
Capiremo il tutto quando sarà tardi.
Ricordate la vicenda dell’Iraq, le armi chimiche?
La storia ancora una volta si ripete.
Fermiamo questa missione di guerra, diciamo no all’utilizzo delle basi militari italiane, a qualsiasi collaborazione italiana per tale missione di guerra, no all’intevento militare in Libia. Mandate ispettori, terzi che possano verificare sul campo la realtà delle cose. Ad oggi la situazione non è chiara, non ci sono fonti certe, attendibili, o siamo tutti drogati,annichiliti dai media occidentali?
No alla guerra.
No alla guerra.
No alla guerra.
Il 26 marzo vorrei che a Roma si manifestasse anche per dire no alla Guerra, anche se forse sarà già tardi, perchè entro poche ore sentiremo il rumore orribilante della guerra volare sopra i 150 anni dell’Italia.

fonte

L’umanità deve mettere fine alla guerra, o la guerra metterà fine all’umanità. (John Fitzgerald Kennedy)
Questa dannata guerra finirà quando saremo troppo vecchi per goderci la pace. (Jim Morrison)

Amen.

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One thought on “L’Italia è in guerra

  1. amen..
    e un mucchio di pensieri..
    c’è chi si gasa perchè “oh questo è un periodo storico”…
    e sti cazzi…tutto fa storia, anche il pacifico convivere…ed invece no…altro che guerra fredda…qui più c’è spargimento di sangue,e più pare che le forze politiche siano soddisfatte…
    che mondo di merda!

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