Il si’ dell’Ue ai randagi come cavie


LA VOCE
27 NOVEMBRE 2010
Approvata una vergognosa direttiva, 40 eurodeputati abbandonano l’aula
Vivisezione: Il si’ dell’Ue ai randagi come cavie
Cani e gatti, e grandi primati potranno essere usati per la sperimentazione
Anna Belardi
Roma – Cittadini d’Europa correte a comprare il collarino a Fido e Fuffy. Una nuova vergognosa direttiva è stata approvata ieri dal Parlamento Europeo sulla sperimentazione animale. I randagi del Vecchio Continente rischiano di finire sotto il bisturi, dato il nuovo articolo 11 che prevede che possano essere usati come cavie in caso non sia possibile raggiungere altrimenti lo “scopo della procedura” di ricerca.
La deroga, assieme a quella sulla vivisezione delle grandi scimmie come lo scimpanzé che condivide con la specie umana oltre il 98 per cento del Dna, ha suscitato proteste accorate, spingendo 40 eurodeputati ad alzarsi abbandonando l’aula.
Dopo oltre due anni di dibattito e continue modifiche della nuova normativa europea che avrebbe dovuto rafforzare i metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione sugli animali nulla è rimasto se non una legge vergognosa che delle sciapite dichiarazioni di principio( che a nulla servono, ndr) sulla necessità di ridurre la sofferenza delle cavie e un rafforzamento dei controlli ridicolo al confronto della scappatoie concesse. Un biennio di dibattito, la portato  i cervelli d’Europ a partore una direttiva in cui in maniera volonterosa quanto inutile si afferma la volontà di applicare solo le procedure di sperimentazione farmacologica e didattica che provocano il minimo di dolore, sofferenza e angoscia, dall’altra, come fa notare Michela Kuan, della Lega antivivisezione, “si lascia la porta aperta all’uso di animali in via di estinzione, alla cattura di scimmie allo stato selvatico, alla possibilità di effettuare in deroga procedure che comportino alti e prolungati livelli di dolore, all’uso di cani e gatti randagi, all’utilizzo delle cavie per più esperimenti”.La decisione dell’Eur avrebbe dovuto bilanciare le leggi dei paesi europei con normative poco rigorose e ad aumentare il livello di trasparenza delle procedure. Ma guardiano per un momento a casa nostra. Che succederà qui da noi, dove due leggi vietano l’uso di cani e gatti randagi per la sperimentazione? Continueremo a seguire le leggi italiane o ci adegueremo a quelle più comode europee? La risposta sembra triste quanto scontata.Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini rassicura: “Credo che l’Europa potrà dichiararsi un luogo civile quando saremo riusciti ad evitare la sofferenza di animali senzienti nei laboratori di ricerca. E da questo punto di vista la direttiva è assai poco incisiva. In Italia comunque siamo un passo avanti e non intendiamo certo tornare indietro: non consentiremo la sperimentazione su cani e gatti”.
Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, invece dice la sua  mettendo sul piatto un pesante contrappeso, e commenta osservando che in mancanza di test sugli animali, ancora oggi tutti i bambini colpiti da leucemia non avrebbero più di sei mesi di vita.
Senza voler tener conto delle ricerche per nuovi cosmetici e delle cavie non censite (i non vertebrati), nell’Ue ogni anno vengono usati per le sperimentazioni 12 milioni di animali. Cosa succederà ora? Ovviamente presidente di Farmindustria Sergio Dompè sostiene la strada della riduzione del numero, leggendo la nuova direttiva in direzione dell’uso di sistemi alternativi. La deputata Pdl Gabriella Giammanco, non le vede nello stesso modo, “la direttiva va a favore degli interessi delle industrie farmaceutiche e amplia la soglia di dolore per gli animali, in particolare cani, gatti e primati. Mi auguro che il nostro Paese recepisca in modo restrittivo quest’assurda direttiva”.

La mia personalissima opinione riguardo la cosa penso sia scontata, ormai, per chi mi conosce, e anche per chi passa da qua per la prima volta visto che ho postato questo articolo.

Ma non parlo da ignorante.

Il fatto che la mettano sul senso di colpa parlando di malattie terribili che colpiscono gli innocenti è quanto di più meschino possa esistere, esattamente come quando parlano di chemio per i pazienti terminali di cancro, che tanto sono comunque destinati a andarsene, e forse anche più serenamente senza veleno in corpo e senza un sistema immunitario così lacerato da finire a broncopolmonite spastica per un semplice raffreddore.

Fare leva sulla psicologia umana in un momento di forte debolezza come quello che c’è quando si tocca con mano la possibilità di morire è veramente una bassezza.

Gli esperimenti sugli animali erano condotti dagli umani sin dall’età della pietra, un po’ per curiosità, un po’ perchè non c’erano metodi alternativi, e sono continuati fino ad impazzare nelle ere successive, soprattutto nel medioevo. Ancora nell’illuminismo e così via…

Ma quelle ere sono ormai lontane anni luce.

Se solo si pensa che in 10 anni la velocità e la tecnologia informatica è praticamente cresciuta esponenzialmente, si può solo immaginare quanto sia stato immagazzinato a livello di sperimentazione animale in tutto questo tempo.

Esistono diari, memorie, volumi, enciclopedie intere sulla questione.

Ma pare non ce ne sia mai abbastanza.

E vi dirò di più.

Io all’università ho preso l’indirizzo fisico-matematico, nel ramo della bio-matematica, in sostanza modelli matematici applicati alla realtà, si calcolano le variabili a favore e a sfavore della riuscita di un qualunque evento o esperimento, si crea un’equazione e la si studia per vederne i risultati.

Ancora meglio, esistono programmi informatici creati ad hoc per tutte le situazioni, ed anche modelli virtuali creati su modelli reali, una sorta di “realtà virtuale”, che funziona molto bene per videogiochi, 3d e stronzate simili, figuriamoci perchè poi ce ne si dovrebbe dimenticare per cose serie come queste.

Ma no, certo, un software creato ad hoc costa.

Un tecnico informatico, un ingegnere informatico, un matematico,  si fanno pagare, sono professionisti.

Un calcolatore (pc) decente che faccia girare programmi seri e importanti e “pesanti” costa.

Ma no, meglio affittare qualcuno che dia da mangiare alle cavie, chiuse in gabbie e che si riproducono da sole per inerzia (nel caso dei topi e dei randagi….), meglio affidare agli studentelli in erba decine di vite per “fare pratica”, e poi magari se ne esce qualcosa si fa pure una bella pubblicazione.

Le alternative per MOLTISSIMI studi, medici, cosmetici, esistono OGGI (d’altra parte basta andare in una erboristeria e scoprire che il mascara l’oreal testato sugli animali lì diventa che so, “planter’s”, non testato su animali, quindi vuol dire che allora SI PUO’!), ma è tutto il resto che fa acqua da tutte le parti.

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