“E ci siamo dimenticati d’essere figli di emigrati”


Premetto 2 cose:

1) Azz ma quanto si è fatto caruccio Caparezza, quasi quasi me lo tromberei ^^

2) Questo video mi pare la versione italiana del video Thriller di Michael Jackson ^^

I delfini vanno a ballare sulle spiagge. Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti.
Le nuvole vanno a ballare all’orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.
E tu dove vai a ballare?

RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perchè può capitare che si stacchi e venga giù.

Ehy turista so che tu resti in questo posto italico. Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare adriatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c’è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell’ILVA. Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la morìa più buona. C’è chi ha fumato i veleni dell’ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma. Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese. Dove quei furbi che fanno le imprese,no non badano a spese, pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.

RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.

E’ vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica. Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia in quella bolgia si accoppa chi sgobba e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare compare nei campi di pomodori dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli. Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli.
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d’essere figli di emigrati. Mortificati, non ti rovineremo la gita.
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.

RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via e subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te.

Detto ciò, però, le riflessioni che avevo da fare sono molto + serie.

E cioè che qui si va a caccia dell’articolo sull’immigrato clandestino-non-clandestino-criminale per poter attaccare subito alla loro “razza, “specie”, “nazionalità” e per poter dire “buttiamoli fuori”.

Per anni noi siamo stati emigranti, ricordo sempre in America quando andai proprio lì dove ci sono ancora i registri degli italiani emigrati lì quando ci fu il crack qui, ti fanno anche cercare il tuo cognome per vedere se hai antenati che sono passati di lì…

E la storia era la stessa, lì eravamo considerati straccioni criminali da schiavizzare, e ancora oggi, Italia è sinonimo lì di mafia, criminalità organizzata, grazie a Little Italy, al padrino e a tutto il resto…

E’ così facile fare di tutta l’erba un fascio, per tutti, noi loro, loro e noi, che ci dimentichiamo che non esiste una casta, una specie, una regione di appartenenza che contiene tutti criminali e una che contiene tutti santi (anzi, io credo che nel vaticano ci siano + criminali che altrove, altro che santi, mo ce vò!), esistono figli di puttana italiani, francesi, jugoslavi, moldavi, ucraini e brave persone italiane, polacche, inglesi, americane etcetc…

Sono le scelte che fai che ti rendono chi sei.

Non il posto da dove provieni, o dove emigri.

E’ quello che fai, e la consapevolezza di sceglierlo, che ti rende quello che sei.

Polacco, ucraino, napoletano, milanese, australiano, africano.

Ma vallo a spiegare a qualcuno….o ti dice sì per compiacerti, o perchè sa che è “moralmente corretto”, o ti ride direttamente in faccia.

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12 thoughts on ““E ci siamo dimenticati d’essere figli di emigrati”

    • mai detto di stare bene 😉

      Ma preferisco una mente eccellente e un corpo “che può piacere e no” a un bello e deficiente che non gli posso manco fà na battuta magari anche spinta perchè non capisce, non ride, e anzi si imbarazza a parlare così “apertamente” con una ragazza…
      ..per non parlare di tutte le trecentomila cose che penso al secondo e che non potrei dirgli, usare un corpo per trombarmelo senza un minimo di mente non mi dà sfizio, c’aggia fà, centomila volte meglio Caparezza !!!Ma al 100%!!! 😉

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