Chi si accontenta gode pomì pomì


pomì

Oggi parlando del più e del meno con mia sorella con quel fantastico modo di comunicare che è messenger (lo dico sarcasticamente, ovviamente, anche se a volte per alcune persone nascondersi davanti a un monitor fa bene, a volte fa bene anche a me, non lo nego, in alcuni casi o momenti NO), si parlava dell’accontentarsi, dell’essere felici veramente etc etc…

Alla fine è tutto molto relativo e spesso e volentieri manco noi stessi sappiamo se siamo veramente sereni o se ci stiamo accontentando della prima cosa che ci passa davanti per tentare di trovare un equilibrio che stentiamo a trovare da soli…

E ci sono persone che vivono la lor0 vita accontentandosi, senza riuscire a fare scelte coraggiose e che comportano sempre dei rischi, io non ce la farei…

Sono sempre stata MOLTO esigente verso me stessa e verso le persone a cui voglio bene, lo riconosco, ho sempre voluto tanto da me e tanto da loro, così tanto che credo fermamente in quello che pensa Ligabue: “Chi si accontenta gode, così così” e io direi anche “pomì pomì”, ma nulla + di questo…

Ci appare lunga ma la vita è troppo breve, troppo “passeggera” e troppo unica, nel senso proprio che è una sola, per pensare di viverci dentro accontentandosi…

Puntare al massimo pure è distruttivo, pure è un modo per essere continuamente infelici perchè c’è sempre “altro”, per cui è come puntare a una mèta che cambia continuamente posizione, però io penso che lo si senta quale è il momento in cui si può essere sereni, quale può essere la decisione, la persona, la cosa che può renderci sereni VERAMENTE, anche se fosse a tempo determinato come purtroppo molte cose nella vita, o se fosse per un tempo lungo, o per sempre, questo a priori nessuno lo può sapere, però può saperlo per QUEL momento e per quelli subitamente successivi, e penso che rischiare per quei momenti sia già sufficientemente abbastanza per valerne la pena.

🙂

ps. uà arò l’agg piscat sta vecchja pubblicità 🙂

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2 thoughts on “Chi si accontenta gode pomì pomì

  1. Mi permetto, cara Lady @Mente, di contraddirla !
    Spiace, è vero, farlo ‘in casa sua’, ma non posso esimermi : me lo impongono le ossa, in subbuglio nella sua bara, del povero Sig. Ficthe .
    Puntare in alto ad una meta che sembra sempre sfuggirci ( in quanto da parte nostra ‘non ci si accontenta’ e si punta sempre più in alto ) può essere frustrante, ma…. ! Si cresce indubitabilmente, e si esprime “in crescita” la parte migliore e più nobile di noi .
    Voce extra coro : e a noi, che ce ne frega ? Se poi rimaniamo ‘con una mano davanti ed una di dietro’ ?
    Ma, in tal caso, la risposta è semplicissima : “basta accontentarsi e la frustrazione finisce là” !
    Ed in vero i più fanno proprio così ! Ma altri nò, non si accontentano e bisogna ammettere senza se e senza ma, che in costoro spinge una ‘forza superiore’ con tanta vigorìa che “essi stessi” ipotizzano traguardi sempre più alti e irraggiungibii!
    C’ est la vie !!!!

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    • Purtroppo sì, io sono una di quelle che non si accontenta mai (della serie “voglio di + e non mi basta mai” come canta Lorenzo Jovanotti)…
      E non perchè non voglio accontentarmi, già di mio non ho molte pretese “assurde”, anzi, direi pure piuttosto semplici, ma se non riesco ad arrivare nemmeno a quelle allora desisto, che cazzo, posso mai sbattermi con la testa in fronte al muro a vita?
      Prima o poi va a finire che mi maciullerei il cervello!

      No no, c’è un limite a tutto

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