Tra un po’ pagheremo una tassa anche sul piscio


…ah no scusate, in molte città e in molti bagni pubblici si paga già per pisciare -.-‘

Cosa che io veramente non capisco, pisciare è una cosa di natura, come bere acqua, come respirare….perchèmmai per pisciare devo pagà?

E soprattutto, anche la pulizia dei posti pubblici è un modo come un altro di:

– appunto garantire pulizia e ingiene

– creare “posti di lavoro”, come direbbe il nostro presidente ieaiea

Vabbè, ma non era di questo che volevo parlarvi…

…ho dato un’occhiata a questo articolo:

Alemanno prepara una tassa sui cortei
l’opposizione accusa: incostituzionale
Nella Capitale 567 manifestazioni autorizzate in 7 mesi
Il sindaco teme i costi in straordinari di vigili e Ama
ROMA – Nella settimana dopo Ferragosto, in una Capitale deserta, la politica non va in vacanza. Non, almeno, quella delle schermaglie polemiche tra maggioranza di centrodestra e opposizione in Campidoglio, come dimostra lo scambio di battute a distanza tra il sindaco di Roma e il capogruppo del Pd. Tema del contendere: la nuova tassa sui cortei prospettata dal primo cittadino. Una proposta che però non entusiasma gli altri sindaci italiani. E che suscita, a sorpresa, critiche anche dallo stesso schieramento: «Non credo si possano penalizzare ulteriormente quanti scendono in piazza per rivendicare un diritto o difendere il proprio lavoro» ha detto governatore del Lazio, Renata Polverini (a lungo sindalista dell’Ugl)
«NON POSSIAMO PAGARE SOLO NOI» – «Metteremo una sorta di tassa sui cortei», ha annunciato Gianni Alemanno alla manifestazione Cortina InConTra. Come si vede in un video su Youtube, Alemanno ha aggiunto: «Quando Cgil e gli altri vengono in 100 mila in corteo devono pur pagare qualche cosa, non è che possiamo pagare solo noi». La nuova gabella, secondo il primo cittadino, è necessaria per ripagare i costi di straordinari della polizia municipale e delle squadre dell’Ama che ripuliscono le strade dopo ogni manifestazione. Ecco i singoli costi: «Chi si agita contro la nostra proposta non conosce le cifre che il Comune deve sopportare per ogni grande manifestazione – afferma Alemanno – Per un corteo di 10mila persone il costo che ricade sul Comune è di 18mila euro (7mila per gli straordinari della polizia municipale, 5mila euro per le pulizie e per i servizi sanitari, mille euro per transenne e attrezzature varie). Per un corteo di 30mila persone, il costo è di 41mila euro (15mila per i vigili, 10milaper le pulizie, 8mila per servizi sanitari, 5mila per la protezione civile e 3mila per le transenne). Per una grande manifestazione di 100mila persone il costo sale a 100mila euro (35mila per i vigili, 30mila per l’Ama, 15mila euro per i servizi sanitari, 15mila per la protezione civile, 5 mila euro per le transenne) . Per le manifestazioni più imponenti arriviamo fino a 215mila euro di spese».
GLI ALTRI AUMENTI PER I ROMANI – Si tratta di una tassa anti costituzionale che viola il diritto a manifestare idee e pensiero liberamente, replica l’opposizione. «Ormai non ci sono più limiti alla fantasia del sindaco Alemanno nell’inventare nuove tasse – sbotta il capogruppo capitolino del Pd, Umberto Marroni -. Adesso propone anche di tassare i cortei, ci aspettiamo a questo punto a breve l’introduzione della tassa sui sit-in o di quella sulle assemblee». «Consiglierei al primo cittadino di riposare – aggiunge Marroni – evitando di inventare nuovi balzelli, dopo aver già approvato nelle scorse settimane una serie di tasse ed aumenti che i romani non si ricordavano da anni e che in autunno andranno pesantemente a gravare sui loro bilanci familiari e su quelli delle imprese romane». Marroni ricorda al sindaco Alemanno che «la libertà di manifestare è garantita dalla Costituzione e dalla successive normative e quindi dalla fiscalità generale».

POLVERINI CONTRARIA – «Quella del sindaco è chiaramente una provocazione per richiamare l’attenzione sui disagi che certamente Roma e i romani vivono in maniera maggiore rispetto ad altre città» spiega il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. «La capitale è sede delle principali istituzioni nazionali e diventa inevitabilmente meta di molte manifestazioni. Se da una parte è comprensibile il problema posto dal sindaco, dall’altra, tuttavia, non credo si possano penalizzare ulteriormente quanti scendono in piazza per rivendicare un diritto, difendere il proprio lavoro o per chiedere aiuto in situazioni di difficoltà» aggiunge.
COSTI E PROTOCOLLO – Soltanto quattro giorni fa, in un’intervista rilasciata alla vigilia del Ferragosto, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro aveva ricordato come dall’inizio del 2010 siano già stati 27 i cortei e 540 le «manifestazioni statiche» (come sit-in e proteste in presidi fissi) tenutesi nella Capitale. E Roma ha, in effetti, un problema di eccesso di cortei. Qualsiasi delegazione sindacale, chiunque abbia un problema da far conoscere a tutti, sa che la Capitale è la vetrina più importante ed efficace per ottenere la ribalta dei notiziari tivù e le prime pagine dei quotidiani. Serve, dunque, regolamentare. Ma da qui alla tassa il passo è troppo lungo. «Più di un anno fa è stato firmato – ricorda Maroni – un protocollo prefettizio dalle sigle sindacali e dai rappresentanti dei partiti per la disciplina delle manifestazioni al fine di ridurre i disagi per la Capitale». Si tratta, nota il Pd, «di un concetto democratico generale che non vorremo in questo clima di leghismo imperante si perdesse nella demagogia campanilistica».
AUTUNNO CALDO – «L’idea di tassare i cortei è l’ennesimo scivolone da miopia amministrativa di Alemanno», sottolinea il coordinatore del Pd di Roma Marco Miccoli: «Per evitare i cortei bisogna saper risolvere e farsi carico delle difficoltà che vive una metropoli come Roma – prosegue -. Il sindaco della Capitale dovrebbe sapere che stiamo andando incontro a un autunno e un inverno difficili. Non è tassando i cortei, spesso convocati da settori e lavoratori in difficoltà, che si cancellano i problemi della città e del Paese sui quali Alemanno vorrebbe far finta di niente».
Sostiene invece le ragioni del sindaco Giorgio Ciardi, delegato alle Politiche della Sicurezza: «Va tenuto nella giusta considerazione che Roma ospita un numero impressionante di manifestazioni nazionali – spiega – In soli sei mesi nel centro si sono susseguite più di 500 manifestazioni nazionali. Il sacrosanto diritto costituzionale a manifestare comporta, quindi, solo per la nostra città, costi aggiuntivi, straordinari verrebbe da dire, se non fossero ormai di routine, per gli interventi che si rendono quotidianamente obbligati per il decoro della città». Un surplus di lavoro «da parte degli operatori dell’Ama e della polizia municipale». Perciò, conclude Ciardi, chiedere «come ha fatto opportunamente Alemanno, un contributo in ragione di questa spesa sostenuta direttamente dalle casse capitoline è non solo giusto ma anche a buon diritto».

DUE PROTESTE AL GIORNO – Il tema appassiona i romani, specie quando per una manifestazione o un corteo si ritrovano bloccati nel traffico: nella Capitale – secondo i dati ufficiali di Questura e Prefettura – nel 2008, dal 9 marzo al 30 novembre, ci furono 46 cortei tra nazionali, regionali e provinciali. Nel 2009 furono 37 i cortei. Per non contare i sit in: 58 nel 2008, 184 nel 2009. Totale del 2009: 221 appuntamenti autorizzati. Totale dei primi sette mesi del 2010: 567. Tra manifestazioni sfilate – pur contando i tre mesi estivi e la tregua natalizia – fanno quasi due proteste al giorno.
Ma sulla liceità dei cortei rispetto al protocollo del 19 febbraio, il sindaco di Roma è chiaro: già nel marzo 2010 – in un’intervista al Corriere della Sera – ribadiva «le manifestazioni sono fatte sia dalla maggioranza sia dall’opposizione anche durante la campagna elettorale, che è fatta anche di cortei, dibattiti e comizi». Dunque, saranno sempre garantite. Pagando una tassa?

Luca Zanini
16 agosto 2010

Ora,

io come al solito,

vorrei dire na cosa.

1) Alemanno era la stessa persona che aveva detto che le strisce blu per parcheggiare in città erano anticostituzionali perchè era assurdo che un cittadino dovesse pagare per posteggiare la propria auto nella propria città, e le aveva cancellate….giustissimo…ma poco dopo disse che in realtà erano state solo sospese e che a breve sarebbero riapparse! (come infatti)

2) ma se la gente ha così tanto da protestare è perchè ci sono tante cose che non vanno bene no? E se i numeri di partecipanti a queste manifestazioni è così alto è perchè evidentemente il malessere è alto? Come posso pensare che se sto manifestando per un mio diritto, che so, un cazzo di posto di lavoro trattato come tale, con contributi e senza pagamenti in nero, devo cacciare anche solo 1 euro?Ma stiamo scherzando?

Le manifestazioni NASCONO per creare attenzione sul problema, nascono per destare i dormienti, nascono anche per creare un po’ di casino sì, strade bloccate, traffico etc etc, mi pare normale, se no che cazzo di manifestazione è, se c’è poca gente a partecipare e non dicono nulla e muti camminano sui marciapiedi della città senza intralciare il traffico? O_o

Bah, ma scusate ma sono io che sono deficiente? Perchè se è così “scetatm a stu suonn” perchè veramente non riesco a capire. Boh

Ci tengo anche a dire che a me della politica me ne strapassa per il cazzo, non mi interessa propagandare destra, sinistra, centro o chicchessia perchè onestamente penso non ci sia nessuno in grado di fare veramente gli interessi del popolo (e quelli che c’erano tanto, so stati fatti secchi quindi….amen), però siccome questa società va così, e siccome le nostre vite, le nostre tasse, i nostri diritti sono decisi e stabiliti dalla gente che sta in “alto” penso che come  minimo abbiamo il diritto (se non il dovere) di informarci su quello che succede per tenere almeno gli occhi aperti e se non altro, capirci qualche cosa, prevenire qualche cosa, informarci un po’.

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