Ok – Il Muro


Dopo questa carrellata di video presi dritti dritti dal film,

posso tirare le mie conclusioni.

Voi direte, ma scusa se lo conoscevi a memoria e lo hai visto già miliardate di volte le trai solo ora? 😐

E io vi rispondo, SI, perchè non lo avevo mai visto così vicina ai 30 (intendo come età) 🙂

Alla fine, non è altro che la storia di come si costruisce il muro il protagonista, attraverso la morte del padre in guerra, la madre, la moglie che lui ben presto finisce quasi per trovare fastidiosa e invisibile e che poi invece vorrebbe indietro quando ormai è tardi e lei lo ha abbandonato, e tradito…e poi i maltrattamenti a scuola, le imposizioni sociali, il fascismo, il razzismo, l’antisemitismo, le groupies che cercano di trombarselo in qualunque modo e farebbero qualsiasi cosa per stare con lui anche solo una notte, donne sante e donne sporche, e tutta una serie di cose…

All in all you’re just another brick in the wall

Alla fine, sei solo un’altro mattone del muro

Tutte queste cose, tutti mattoni che hanno costruito tutt’intorno a lui sto muro.

Ed è impressionante come lui poi diventi comfortably numb, confortevolmente intorpidito

Quasi si senta meglio in quello stato di apatia e di intorpidimento e di dormi-veglia, che a vivere davvero…

E qua mi viene in mente SAW che mette alla prova gente come questa, gente che non sa godersi il dono della vita e lo spreca facendo del male o peggio facendosi del male, vivendo senza vivere.

Ma la depressione è uno stato che non ti permette di riflettere lucidamente, fin quando non tocchi il fondo e allora o crepi, ma crepi veramente, o improvvisamente scoppi, butti giù il muro, e ti rendi conto che fino a quel momento hai solo dormito lasciandoti scivolare le cose addosso…

E alla fine, quando il protagonista butta giù il muro, si rende conto che fuori dal muro passeggiavano tutte le persone che gli vogliono e gli volevano veramente bene, e anche che però non tutte sono riuscite ad aspettare fino a quel momento, perchè non pensavano nemmeno che sarebbe giunto quel momento, perchè “non è facile colpire il cuore contro il muro di qualche bastardo stupido…”

Ovviamente il morale mi è finito sotto i calzini perchè mi sono resa conto di alcune analogie con delle cose e persone che fanno parte della mia vita, ed anche con me stessa, che qualche anno fa sono caduta in una fase del genere, e per rialzarmi ho dovuto cacciare artigli e fegato, e cuore e mente e pure un sacco di altre cose, perchè penso che a quest’ora altrimenti non sarei nemmeno qua a scrivere visto i pensieri che mi tormentavano e mi sfioravano.

Ma capisco chi ci è ancora dentro, capisco che può sembrare un tunnel nero senza fine e che quasi non si ha nemmeno la voglia di uscire.

Ma prima o poi arriva un punto di svolta, nel bene o nel male, il problema è il “quando” e il “quale”….di certo così non si può campare a lungo, anche se sembrano anni interminabili.

Vabbè, la smetto di scrivere, visto che altrimenti fra poco mi impicco col laccio del reggiseno sotto il sifone del cesso, e vado a farmi na bella doccia 🙂

TEAR DOWN THE WALL!!!!!

the wall

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