Confessioni e (S)Connessioni di una Mente Ipersinaptica

6 marzo 2013

“PIETRE PREZIOSE” (Me get inspired from Mr Loto)

Era un’oretta che pensavo di scrivere qualcosa del genere, ma non sapevo come cominciare, non sapevo come dire, non avevo in realtà grande voglia di impegnarmi a scrivere ancora, che ultimamente sono troppo ipersinaptica :)
Poi apro la barra dei preferiti, e mi dico “Vediamo un po’ che scrive Mr Loto” e BAM, il primo post che leggo è esattamente quello che avrei voluto scrivere io, in una forma anche migliore di quella che avrei potuto usare io… Eccolo qua:

pietre preziose
Ho da poco ricevuto, attraverso un pps, una bella storia che con una metafora fa riflettere su quanto gli uomini, a volte, tendano ad interpretare in modo superficiale questa vita ed il vero senso della felicità.

Questa storia si intitola “pietre preziose” e racconta la vicenda di un uomo che, camminando di notte lungo una spiaggia, è immerso nei suoi pensieri. L’uomo  non si sente soddisfatto della sua vita e pensa a ciò che potrebbe renderlo felice: un lavoro di prestigio, una bella macchina, una grande casa ed una moglie perfetta. Ognuno di noi ha avuto questo tipo di pensieri almeno una volta, associando la felicità al benessere economico o all’eventuale realizzarsi di eventi futuri. Mentre l’uomo è assorto in questi pensieri inciampa in una borsa piena di pietre.
 
L’uomo, anche a causa dell’oscurità, incomincia a giocare con le pietre contenute nella borsa per poi gettarle nel mare una per ogni volta che aveva pensato “se avessi … sarei felice”. Alla fine nella borsa resta una sola pietra che l’uomo decide di conservare. Solo una volta giunto a casa l’uomo si rende conto che la pietraera, in realtà, un diamante molto prezioso. In quel momento realizza di aver gettato per gioco in mare molte pietre preziose senza accorgersi del loro effettivo valore.
 
Così fanno le persone; sognano di avere quello che non hanno senza rendersi conto delle pietre preziose che possiedono già. In realtà la felicità è molto più vicina di quanto si crede.
Quello che possiamo fare subito è analizzare ogni aspetto della nostra vita per poter individuare quali sono le nostre “pietre preziose” perchè è indubbio che vi siano delle pietre preziose nella vita di ognuno di noi; ognuno di noi ha certamente qualcuno che gli vuole bene, un tetto sulla testa, la salute o molto altro che varia da persona a persona.
Tutti i problemi delle società a cui stiamo assistendo ora nascono dal desiderio mai sazio di possedere sempre di più mentre l’appagamento più profondo nasce essenzialmente dalla qualità dei nostri desideri e dal saper riconoscere quali siano le vere pietre preziose della nostra vita.
Vado a leggere i commenti, commento a mia volta, e trovo questo:
Ogni anima ha bisogno di percorrere la propria strada; a volte abbiamo bisogno di una scossa violenta per capire davvero gli errori che stiamo commettendo….ma quando si capisce la “lezione” si riceve un grande dono. Per questo nella vita bisogna sempre sforzarsi di trovare il bene, di guardare a tutte le cose positive che ci capitano ed esserne riconoscenti; esse non sono scontate, non ci spettano di diritto!
E mi dico che allora effettivamente le cose non succedono per caso…
E mi dico che effettivamente a cercarle, molte risposte esistono, solo che siamo noi a fare in modo che le cose succedano, è sulla base della nostra intenzionalità che poi si fonda tutto quello che poi succede o non succede nel reale…
Un po’ come la somatizzazione, o il cercarsi scuse da soli fingendo poi di aver letto dei segnali nell’universo…
Non voglio andare a lavorare? Mi viene mal di testa… Oppure approfitto che sia maltempo per non muovermi di casa… Di certo, se da quella giornata fosse invece dipesa la mia vita sarei uscita, no?
Quello che ci piace e non ci piace, quello che vogliamo fare e non vogliamo fare, si traduce poi nella pratica quando decidiamo a quale parte dare ascolto…
Essere sognatori non c’è dubbio, è una cosa meravigliosa, ma abitare in una realtà parallela, fatta di soli sogni, non aiuta a trasformare sicuramente quello che già c’è in un sogno…
Come dicevo lì da Mr Loto, ho abitato in un monolocale basso, buio, umido e minuscolo per quasi 2 anni, consapevole che in quel momento era tutto quello che potevo permettermi, e quindi l’ho aggiustato e decorato a mia immagine e somiglianza, e divenne il mio covo, il mio rifugio, il posto dove ero felice di tornare la sera… Quando ho fatto il salto di qualità e sono andata a vivere in una “casa” ovviamente per me è stato incredibile, ed è stato un miglioramento decisivo, ma ogni tanto ancora oggi a distanza di 3 traslochi, a quel monolocale ancora ci penso con affetto, quel buco di merda è stato la mia casa per quasi 2 anni, e a suo modo era bello, era tenero, era mio, e gli ho voluto bene.
Se dedicassimo amore e cura a tutte le cose che abbiamo senza stare lì con l’aria trasognata a pensare a cose che non esistono, o perlomeno che ancora non esistono o non possiamo permetterci, apprezzeremmo sicuramente di più quello che abbiamo, e diventerebbe tutto così a nostra immagine e somiglianza da affezionarci al punto tale che quando avverrà il salto di qualità, ci lascerà sempre un piccolo velo di malinconia…

22 marzo 2012

Pubblicità (taken from Mr. Loto)

La funzione della pubblicità dovrebbe essere quella di rendere nota ai consumatori l’esistenza di un determinato prodotto o servizio; la pubblicitàdovrebbe spiegarne la funzione e, magari, indicarne il prezzo.  Purtroppo negli anni la pubblicità, più che essere una semplice forma di comunicazione, si è trasformata in un vero e proprio mezzo di condizionamento sociale al fine di spingere le scelte delle persone verso determinati prodotti e servizi piuttosto che altri.

Non so voi ma le rare volte che accendo la tv,  vedo la pubblicità più o meno sempre degli stessi prodotti più un inquietante aumento della pubblicità di prodotti farmaceutici .
E’ buffo notare come i prodotti realmente salutari, ad esempio la frutta e la verdura, non siano mai pubblicizzati in alcun modo; questo si spiega con il fatto che sono prodotti che le persone non legano necessariamente ad un marchio ed è quindi del tutto inutile, sotto il profilo commerciale, spendere per far loro pubblicità. E allora si alternano in modo assurdopubblicità che incitano al consumo di hamburger e patatine a pubblicità che consigliano yogurt per abbassare il colesterolo, subito dopo ci mostrano quanto sia importante iniziare la giornata con una super energetica crema di nocciole e, trenta secondi dopo, appare sul nostro schermo la pubblicità dei cereali da mangiare la mattina per  essere leggeri e ritrovare la forma. Non vi pare assurdo tutto questo? Non solo spesso la pubblicità è ingannevole ma, nella maggior parte dei casi, spinge deliberatamente verso acquisti poco oculati per una semplice questione di mercato e di soldi.
prodotti migliori, alla fine, sono sempre quelli che non si fanno pubblicità o che, almeno, non ne fanno troppa: la merce che proviene da piccoli produttori, magari nella propria regione, costa meno ( meno spese per la pubblicità ma anche per i trasporti ed il personale ) e, nella maggior parte dei casi, è di migliore qualità. Non sempre  infatti le cose migliori sono quelle che costano di più perché ogni qual volta comperiamo un prodotto molto pubblicizzato, con il nostro acquisto, paghiamo anche la sua pubblicità.
fonte
Ho copiato e incollato e in più scrivo e sottoscrivo qui sotto.
La pubblicità è nata come “informativa” ed è diventata “condizionante”, un po’ come tante altre cose, i telegiornali, l’informazione in generale, e molte di quelle cose che vediamo ogni giorno e a cui magari non facciamo nemmeno caso, e che invece ci condizionano senza saperlo, condizionano i nostri pensieri e persino le nostre scelte.
Una mente veramente libera non è soltanto una mente che ha spezzato le sovrastrutture, ma è anche una mente aperta, ma così aperta, che non lascia entrare niente dentro a priori, ma valuta tutto momento per momento e situazione per situazione prima di metabolizzare e fare sua qualcosa.
C’è chi si fa infinocchiare dalle pubblicità e chi vede complotti dappertutto, sono soltanto i due opposti di una stessa cosa, una mente veramente libera credo non si ponga nemmeno determinati problemi perchè parte da tutt’altri presupposti e si interessa a tutt’altre cose…
E se ve lo state domandando, no, non ci sono ancora arrivata a questo stadio, completo, e chissà se mai ci arriverò, ma ogni giorno è un giorno buono per valutare e valutarsi e migliorare e migliorarsi.
Una cosa sola è certa, la mia tv (pure bella e nuova, mannacc :) ) è spenta da mesi e, senza tante stronzate, le mie giornate trascorrono completamente diverse rispetto a qualche anno fa !
Le uniche pubblicità che ogni tanto vado a guardare sono quelle vecchie anni 80, su iutùb, ma per altri motivi :)

2 dicembre 2011

I Senza Speranza (CopiaIncolla da Mr Loto)

Archiviato in: Life,Parole,Riflessioni — menteipersinaptica @ 02:54
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Se c’è una categoria di persone che mi rattrista è quella che io definisco “i senza speranza“. I senza speranza hanno provato delle brutte esperienze oppure, al contrario, sono persone che non hanno mai avuto vere sfide da affrontare; tutto le lascia apatiche e sono convinte che nulla nella loro vita andrà mai diversamente perché né loro né quello che li circonda potrà mai cambiare, soprattutto in meglio. Sembra che non ci sia nulla che gli piaccia davvero, tutto gli scivola addosso senza provocare, in apparenza, una loro minima reazione e, soprattutto, ci tengono a sottolineare che sono realiste e quello che pensano è basato su dati di fatto indiscutibili.


Con il tempo ho capito che, in realtà, i senza speranza vivono delle emozioni molto intense che non riescono a controllare e si sforzano affinché nessuno se ne accorga, più per paura che per pudore. I senza speranza preferiscono non  sognare niente per la paura di restare delusi da una loro possibile sconfitta e non fidarsi di nessuno per non essere feriti. Fondamentalmente, insomma, lamancanza di speranza è la materializzazione di grandi paure; i senza speranza in fondo vorrebbero averne di speranza, vorrebbero che le cose cambiassero ma, piuttosto che accettare il fatto che questo sia possibile e che si sbagliano, preferiscono pensare che sono gli altri, gli illusi, a sbagliarenell’avere speranza. L’estremo cinismo, insieme all’ipotensione ed alla tendenza alla depressione sono delle manifestazioni di questa grave carenza emotiva.

Che ci piaccia o no l’essere umano è programmato per amare, sognare e sperare; andare contro queste naturali necessità emotive crea degli squilibri che ci tormentano e non ci permettono di essere sereni. E’ meglio essere delusi cento volte e mantenere vivi inostri sogni che vivere asetticamente per preservarci da qualunque dolore soprattutto perché, se si vivesenza speranza, si soffre ogni attimo di ogni giorno. Noi siamo il frutto dei nostri pensieri e se quello che siamo non ci fa stare bene dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare, avendo il coraggio di mettere in discussione le nostre convinzioni più radicate. Alimentate, dunque, ogni giorno la vostrasperanza, anche se vi sembra davvero difficile da realizzare, anche se vi sentite degli sciocchi nel farlo; nulla infatti è più sciocco dell’arrendersi all’infelicitàsenza aver neppure provato a cambiare.
fonte
Buonanotte….  :)

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