Contro le infamie della vita le armi migliori sono: la forza d’animo, la tenacia e la pazienza. La forza d’animo irrobustisce, la tenacia diverte e la pazienza dà pace.
– Hermann Hesse
Vorrei avere ancora la pazienza di avere pazienza…Ma non ce l’ho più…
Vorrei pensare ancora che essere tenace, forte d’animo, come ieri mi ha detto M. che sono stata, possa essere una soluzione per salvaguardarmi, anche a tempo determinato.
Ma non è più così.
Sono satura, satura di giustificare e di dare spiegazioni, satura di pensare e di sopportare, satura di dover combattere dopo 28 anni sempre con gli stessi fantasmi, che si ripetono in questa casa continuamente, sempre sotto forme diverse.
La giornata di ieri penso sia stata una delle più devastanti per me, violenza fisica e violenza psicologica specialmente quando te le porti dietro fin da bambina, riappaiono ancora più esorbitanti quando si riverificano dopo tutto questo tempo, con una forma esplosiva e disastrosa, e disastrante.
Ma ancora una volta posso pensare di essere stata forte, di aver fatto fronte a questa cosa e di esserci passata e di aver fatto in modo che passasse, in un modo o nell’altro.
Certo non si è risolto nulla e stiamo tutti peggio di prima, ma almeno QUEL momento è passato.
Ed ho avuto la forza di dirmi: “che cazzo te ne stai a fare a casa, a piangere e rivangare continuamente gli stessi momenti e a croggiolarti nella tristezza, fai quello che avresti dovuto fare qualche ora fa…”
E così mi sono fatta una doccia, mi sono vestita di corsa, e mi sono infilata in macchina, e fortunatamente posso dire di aver fatto bene, N. mi aveva scritto “ja vieni che ti distrai” e così è stato
Per un buon 60%
A volte si dice il “Caso”…ma come si fa a crederci?
Comunque…
La verità è che poi torni a casa e la tensione è sempre la stessa, le facce ” a peste” sono sempre le stesse, i silenzi o le urla sono sempre gli stessi. Non è cambiato molto in quelle ore che non c’eri, ma almeno torni di notte, quando tutti dormono, e forse puoi dormire anche tu (ma ci sono riuscita poco…)
Non capisco perchè la terapia psicologica viene vista con così tanti pregiudizi…
Se fa male la testa si è abituati a impasticcarsi come pazzi, se viene la febbre idem, sciroppini vari, se viene il diabete ci si cura, mentre se il problema è di natura psicologica nessuno ammette di averlo, anzi, lo nega e lo prende pure come offesa…
Penso sia una forma di autonegazione verso se stessi, è più facile pensare che tutti gli altri ce l’hanno con te e che tu hai ragione che pensare “cazzo, ma forse il problema sono anche io, forse dovrei fare qualcosa per far star meglio me e gli altri che mi circondano, a cui voglio bene, e che invece tratto a volte come fossero i miei peggiori nemici, colpendoli fisicamente e soprattutto psichicamente di continuo, senza tregua”
Tutte le verità passano attraverso tre stadi. Primo: vengono ridicolizzate; secondo: vengono violentemente contestate; terzo: vengono accettate dandole come evidenti.
– Arthur Schopenhauer
Ci credo molto in questa frase.
E spero che possa essere veritiera anche per questo.
Spero di poter vivere una vita con ostacoli certo, la vita te ne mette davanti sempre centinaia, anche grossi, ma in pace con me stessa, con il cervello meno “ipersinaptico” per sforzarsi di trovare soluzioni che non esistono a problemi che ci massacrano.
Tanto se la soluzione non c’è, o non dipende da noi, non è che si possa fare molto…
Ma ci sono momenti in cui se ti guardi da fuori, e fai un click, una fotografia di quel momento, di quello che sta accadendo, pensi che sia quasi impossibile che sta accadendo a te. Sono cose che si sentono dire agli altri, sono racconti che passano di bocca in bocca ma non può essere che stia accadendo proprio a te.
Sono trame di film, sono storielle inventate per far scena e avere qualcosa da raccontare, ed invece sta succedendo proprio a te, e in quel momento ti congeli, ti blocchi, per un attimo non escono più parole da bocca e non riesci più a muoverti.
Spero che almeno tutto questo mi serva come monito, avrei la tendenza a dover affrontare un problema molto simile in futuro anche con me stessa, ma fortunatamente l’averlo vissuto come esterna, e aver visto come viene fuori, come si agisce, come funziona, spero mi aiuti a essere forte e a contrastare questa “naturale cosa” verso l’autoconsapevolezza e quindi l’evitare che si verifichi questa condizione, che di certo se non avessi chiesto aiuto, molto probabilmente si sarebbe verificata.
Si dice “aiutati che Dio t’aiuta”. Non credo in Dio, ma nell’essere Dio di noi stessi sì, la nostra forza personale sì.
Se già decidiamo di farci aiutare, siamo a un passo dallo stare meglio.
Che vi devo dire, domani è un altro giorno.




